Quante volte al giorno ti ritrovi a trattenere la pancia senza accorgertene? Davanti allo specchio, in una stanza affollata o semplicemente mentre cammini, questo gesto apparentemente innocuo può trasformarsi in un’abitudine dannosa. Conosciuta come stomach gripping o sindrome della clessidra questa pratica può alterare la respirazione e compromettere il funzionamento del pavimento pelvico.
I fisioterapisti hanno identificato questo fenomeno come un’abitudine che può portare a una respirazione superficiale e a tensioni muscolari inutili. Ma cosa succede esattamente nel nostro corpo quando manteniamo costantemente la pancia contratta?
Il legame tra addome, diaframma e pavimento pelvico
Il diaframma e il pavimento pelvico non lavorano in modo isolato. Durante l’inspirazione il diaframma si abbassa, la gabbia toracica si espande e il pavimento pelvico si allunga. Durante l’espirazione entrambi risalgono. Questo meccanismo sincronizzato è fondamentale per una respirazione efficace e per il controllo posturale.
Uno studio del 2007, Postural and respiratory functions of the pelvic floor muscles ha dimostrato che i muscoli del pavimento pelvico partecipano attivamente alla respirazione e al controllo posturale, contribuendo alla regolazione della pressione interna del tronco. Quando manteniamo la pancia contratta, interferiamo con questa sincronia, limitando l’escursione del diaframma e favorendo una respirazione più alta e superficiale.
Gli effetti sul pavimento pelvico
L’aumento e la cattiva distribuzione della pressione addominale possono avere ripercussioni negative sul pavimento pelvico. Anche se trattenere occasionalmente la pancia non provoca automaticamente incontinenza o prolasso, una tensione cronica può contribuire a una gestione meno efficiente delle pressioni, soprattutto nelle persone che presentano già una disfunzione del pavimento pelvico.
In questi casi, il pavimento pelvico non è necessariamente debole può essere troppo contratto e incapace di rilassarsi completamente. È un po’ come mantenere il bicipite contratto per tutta la giornata: al momento di utilizzarlo davvero, il muscolo risulta affaticato e meno funzionale.
Come interrompere l’abitudine di trattenere la pancia
Il primo passo per liberare il tuo core è riconoscere quando tratteni la pancia. Può succedere davanti allo specchio, mentre cammini, alla scrivania o nei momenti di stress. Una volta identificato lo schema, puoi imparare a lasciare che l’addome si ammorbidisca senza compromettere la postura.
Una tecnica utile è esercitare una respirazione tridimensionale immaginando che l’aria allarghi non soltanto la parte anteriore della pancia, ma anche i lati e il retro della gabbia toracica. Durante l’inspirazione, l’addome e il pavimento pelvico dovrebbero poter cedere leggermente; durante l’espirazione, possono tornare verso l’alto senza una brusca contrazione.
L’obiettivo non è smettere di utilizzare gli addominali, fondamentali per sostenere e muovere il corpo, ma restituire loro la capacità di alternare attività e rilassamento. Liberare la pancia significa permettere al core di lavorare come un sistema dinamico, invece di trasformarlo in un corsetto che non viene mai slacciato.



