La sfilata per l’Autunno-Inverno 2026/27 si è svolta a Milano e segna un nuovo inizio per Fendi sotto la direzione creativa di Maria Grazia Chiuri. L’evento è stato concepito come una partitura e ha posto al centro l’idea del collettivo: lo slogan «Meno io, più noi» ha dominato la passerella e orientato ogni elemento della collezione.
La proposta estetica privilegia il rigore del nero alternato a tocchi cromatici misurati, con attenzione ai volumi e alla funzionalità. Il progetto si basa su due assi: il recupero delle radici della maison e la creazione di un guardaroba pensato per corpi diversi. L’approccio di Chiuri privilegia la sottrazione e il riordino, con capi che mettono in risalto la sostanza della forma, dalle giacche ai capispalla fino agli accessori iconici come la Baguette.
Chiuri, con il grafico Lorenzo Sonnoli, ha rielaborato il logo storico della casa romana riportando i caratteri alle proporzioni originarie del 1925. L’intervento prende ispirazione dal Modernismo e dalla monumentalità della Colonna Traiana.
L’obiettivo è ristabilire un ordine visuale che renda immediata la riconoscibilità dei segni e dei volumi. Le lettere sono ora incasellate in forme geometriche che funzionano come un codice visivo. Questo codice dialoga con l’architettura dei capi e si estende agli accessori, contribuendo alla coerenza formale della collezione.
Il codice visivo prosegue il dialogo con l’architettura dei capi e si riflette anche negli accessori. Questa scelta stilistica rovescia la logomania preferendo la consistenza dell’oggetto alla sua ripetizione decorativa. L’approccio mira a eliminare gli eccessi per valorizzare la struttura dei pezzi. In passerella il nuovo logo accompagna capi essenziali e misurati, coerenti con il principio collettivo alla base della collezione.
Il tema centrale dello show è il concetto di guardaroba condiviso. Si tratta di una proposta che supera la tradizionale distinzione tra donna e uomo e punta su capi funzionali per entrambi i sessi. Le giacche e i pantaloni condividono tagli simili; i blazer risultano sartoriali ma materiali e forme suggeriscono leggerezza. Trasparenze e intarsi dialogano con la silhouette ripensata a partire dalla struttura, con un chiaro focus su alleggerimento e praticità.
Il dialogo tra trasparenze e intarsi prosegue nei materiali, dove si alternano pizzo laserato, seta scivolata e pellicce patchwork. Le lavorazioni privilegiano tecniche sartoriali orientate al riuso, con interventi mirati di rifinitura e ricucitura. Trench rivestiti in pelle e gilet dal richiamo hippy coesistono con capi tecnici, come tute in stile motociclista. L’insieme bilancia un’estetica ladylike semplificata con uno spirito metropolitano funzionale. La costruzione dei capi è pensata per adattarsi a corpi reali, non per imporre canoni impossibili.
Tra gli accessori, la Baguette viene alleggerita nella struttura e rifinita con ricami calibrati. Il progetto recupera la funzionalità originaria dell’oggetto, privilegiando praticità e discrezione. La reinterpretazione mira a eliminare rigidità accumulate nel tempo, restituendo al modello un ruolo di complemento quotidiano. Nel complesso, gli accessori confermano il tema del ritorno a forme essenziali e all’uso responsabile dei materiali.
Accanto alle borse dal taglio sobrio emergono accessori di tono più vivace e politico. Le sciarpe multicolore nate dalla collaborazione con SAGG Napoli riportano slogan come «Leale ma non obbediente». Il capo si trasforma in un piccolo manifesto di empowerment femminile, enfatizzando la funzione comunicativa dell’accessorio. Questa alternanza tra pezzo discreto e oggetto di dichiarazione riflette la dialettica della collezione tra moderazione e pronunciamento.
Il gran finale della sfilata propone un versante più materico della proposta. Pellicce patchwork e denim ricercato si sovrappongono a silhouette che richiamano riferimenti tribali e stagioni passate della moda. Sabot e platform richiamano un immaginario storico, integrando il linguaggio della collezione. Musica e scenografia consolidano un senso di comunità e chiudono il racconto su un invito a concepire la moda come progetto condiviso. Lo spettacolo segnala potenziali sviluppi nella strategia creativa del marchio.
Lo spettacolo segnala potenziali sviluppi nella strategia creativa del marchio. La prima collezione di Maria Grazia Chiuri per Fendi per l’Autunno-Inverno 2026/27 ribadisce un ritorno al nucleo della maison. Proporzioni ridisegnate e funzionalità degli oggetti guidano l’offerta.
La proposta unisce riferimenti storici a un linguaggio contemporaneo. L’orientamento privilegia praticità e accessibilità, con un’attenzione esplicita ai temi dell’inclusione. Le scelte stilistiche suggeriscono una volontà di consolidare l’identità del brand senza rotture radicali.
Il risultato potrebbe influenzare la direzione commerciale e comunicativa del marchio nei mesi a venire. L’evoluzione va seguita attraverso le prossime uscite e le ripercussioni sul mercato degli accessori e dell’abbigliamento.
Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Inoltre forniamo informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito ai nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto in base al tuo utilizzo dei loro servizi. Visualizza dettagli