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Look e strategie di stile di Anne Hathaway e Meryl Streep per Il Diavolo veste Prada 2

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La promozione di Il Diavolo veste Prada 2 è cominciata a Città del Messico con un doppio manifesto di stile: da un lato l’audacia contemporanea di Anne Hathaway, dall’altro la padronanza del power dressing di Meryl Streep. Pubblicato il 31 marzo 2026, l’evento ha offerto una prima lettura dei costumi fuori dal set e ha alimentato le aspettative in vista dell’uscita in sala prevista per il 29 aprile. Le scelte stylist sono state commentate tanto quanto le dichiarazioni delle protagoniste, con dettagli che parlano di riferimenti al passato del film e possibili evoluzioni dei personaggi.

L’appuntamento nella famosa Casa Azul, museo dedicato a Frida Kahlo, e la successiva première hanno messo in luce non solo gli abiti ma anche il lavoro dei team creativi: la collaboration tra Erin Walsh e Anne, e tra Micaela Erlanger e Meryl, ha reso evidente come il costume publicity — ovvero l’uso dell’abito come strumento narrativo durante la promozione — sia diventato parte integrante della strategia comunicativa del film.

Anne Hathaway: contrasti e citazioni

Per l’evento alla Casa Azul, Anne Hathaway ha scelto un completo nero firmato Schiaparelli che rimanda a un’estetica western reinterpretata in chiave haute couture. La camicia con nappine sui revers e sui polsini, i bottoni gioiello e la gonna a matita con frange hanno creato un mix tra rigore e movimento, mentre i décolleté hanno completato l’ensemble con sobria eleganza. Alla première, invece, la trasformazione è stata netta: un mini dress rosso di Stella McCartney (collezione Fall 2026) tempestato di paillettes e abbinato a cuissardes over the knee ha giocato sulla citazione degli stilemi iconici del primo film. Questa alternanza tra look più costruiti e momenti di rottura fuori dalla comfort zone ha generato discussione tra i fan e la stampa.

Analisi dello styling

Dietro ogni scelta di Anne c’è un preciso lavoro di narrazione: la presenza di dettagli come le nappine e i gioielli maxi suggerisce un desiderio di rimandare a un’immagine forte e riconoscibile, pur mantenendo una modernità femminile. La combinazione di pezzi d’archivio e riferimenti contemporanei è un esempio di method dressing applicato alla promozione, dove l’outfit diventa estensione del personaggio e strumento di sorpresa per il pubblico.

Meryl Streep: forma e autorità

Meryl Streep ha adottato un registro che sembra attingere direttamente al guardaroba di Miranda Priestley, senza però annullare la propria cifra personale. Nel pomeriggio messicano il completo total red di Dolce&Gabbana — camicia con fiocco al collo, pantaloni ampi e blazer monopetto — ha espresso un’idea di autorità vestita a regola d’arte, completata da slingback ed orecchini a cerchio. Alla première la scelta è ricaduta su un lungo chemisier in satin blu navy di Schiaparelli, impreziosito da bottoni dorati e abbinato a sandali platform e accessori in ottone placcato oro: una soluzione che equilibra la teatralità con il gusto per il dettaglio.

Tra personaggio e identità

Lo styling curato da Micaela Erlanger ha saputo leggere la duplice esigenza di incarnare una figura iconica e di mostrare l’artista dietro il ruolo. Il power dressing di Meryl non è mai gratuito: si tratta di un linguaggio visivo che comunica storia professionale, sicurezza e presenza scenica. Quando la star indossa il chemisier in satin, emerge una versione più morbida e personale, dimostrando che molti capi possono funzionare sia come costume sia come dichiarazione di stile individuale.

Impatto e aspettative per il tour

Il primo atto della promozione a Città del Messico ha già suggerito alcuni temi chiave che torneranno nei prossimi appuntamenti: la coesistenza tra mise altamente studiate e scelte che rompono gli schemi tradizionali del red carpet; l’uso di maison come Schiaparelli, Dolce&Gabbana e Stella McCartney per tradurre in immagini i caratteri dei protagonisti; e l’attenzione ai dettagli come elemento narrativo. Con l’uscita del film fissata per il 29 aprile, ogni tappa del tour sarà osservata come un possibile indice delle evoluzioni stilistiche e tematiche che il sequel porterà sullo schermo.

Osservazioni finali

In sintesi, la coppia Hathaway–Streep ha inaugurato il percorso promozionale con una dialettica di contrasto: audacia versus rigore, citazione versus autoreferenzialità. Queste differenze alimentano l’interesse non solo per i look, ma per la loro capacità di anticipare il tono del film. Nei prossimi red carpet sarà interessante verificare se le scelte manterranno questa linea o se nuovi interpreti del guardaroba cinematografico proporranno altre chiavi di lettura.

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Andrea Ferrara

Giornalista professionista, 20 anni di cronaca politica e attualita'.

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