Il 25 marzo alle 20.30 Rosalía sarà al Forum d’Assago di Milano con il suo Lux Tour, una tournée che ha già catturato l’attenzione per un approccio visivo che va oltre la consueta estetica pop. Sul palco l’artista catalana propone un immaginario che fonde performance, moda e simbolismo: dai tutù alle sovrapposizioni strutturate, la scaletta estetica del concerto sembra avere lo stesso peso della scaletta musicale. Questo articolo esplora i capi, i designer e il merch che hanno trasformato lo show in un appuntamento di stile, con un occhio alla viralità che ha investito i fan online.
Più che una semplice sequenza di outfit, il guardaroba del tour disegna una narrazione visiva precisa: palette delicate, contrasti netti e richiami a un’estetica quasi liturgica. Il pubblico non guarda solo la performance musicale ma anche la costruzione dell’immagine scenica, dove ogni capo diventa elemento di linguaggio. Tra tradizione sartoriale e sperimentazione giovanile, il Lux Tour suggerisce come la moda dal vivo possa dettare tendenze fuori dai contesti classici della passerella, alimentando conversazioni sui social e trasformando pezzi di scena in oggetti del desiderio.
Sul palco Rosalía alterna riferimenti al balletcore con architetture più severe: tutù in tulle, scarpette da punta e corsetti costruiscono una tensione tra leggerezza e struttura. Questa combinazione crea un effetto scenico che richiama tanto il mondo della danza quanto le ritualità visive: colori tenui come beige, rosa antico e bianco convivono con il nero, in una coreografia di volumi che punta a sorprendere. L’idea non è solo estetica ma anche narrativa, perché ogni cambio d’abito contribuisce a definire le diverse atmosfere del concerto, trasformando il palco in uno spazio teatrale dove la moda racconta emozioni.
Il contrasto tra elementi rigidi e tessuti impalpabili è uno dei leitmotiv del tour: corsetti strutturati si combinano a gonne di tulle con orli asimmetrici, mentre guanti lunghi e mantelli in pizzo introducono riferimenti sartoriali d’epoca. Pezzi come il mantello in pizzo anni ’40 firmato dallo studio parigino Les Fleurs aggiungono stratificazione senza rinunciare a una cifra giovanile. Questa contrapposizione tra rigore e delicatezza è pensata per essere letta anche a distanza, garantendo che l’impatto visivo rimanga potente in ogni arena dove si svolge il Lux Tour.
La costruzione del guardaroba è il risultato di un lavoro di squadra guidato dallo stylist José Carayol, che ha messo insieme brand affermati e nuove personalità. Accanto a nomi noti come Ann Demeulemeester, con pezzi disegnati da Stefano Gallici, emergono creativi in formazione che portano idee fresche alla scena. Questa strategia mescola capacità sartoriale consolidata e sperimentazione giovane, creando outfit che funzionano sia sul palco sia come stimolo per nuove tendenze tra i fan e sui social media.
Un esempio concreto è la collaborazione con la studentessa Fernanda Castro dell’Institut Français de la Mode, autrice di un abito portato nella tappa di Parigi: un corsetto nero con scollatura profonda e allacciatura frontale, costruito su una vita definita e abbinato a una gonna di tulle con volumi differenziati. Questo episodio mette in luce la scelta del team di puntare su talenti emergenti, offrendo visibilità e inserendo nel progetto elementi che mantengono autenticità e artigianalità, pur dialogando con la produzione più ampia del tour.
La dimensione commerciale del tour si prolunga nel merchandising, dove estetica e identità visiva si traducono in capi pensati per il fanbase. Il caso più evidente è una felpa bianca con la locandina sul retro e un cappuccio che integra un velo: ribattezzata subito “felpa da suora”, è diventata virale sui social, con video e meme che ne hanno accelerato la diffusione. Questo oggetto non replica semplicemente gli outfit di scena, ma interpreta il immaginario dell’album e lo rende indossabile, generando richieste intense e sell out rapidi.
Nel complesso, il progetto visivo del Lux Tour conferma la capacità di Rosalía di muoversi tra performance musicale e linguaggio della moda, utilizzando il palco come laboratorio creativo. L’appuntamento al Forum d’Assago promette quindi non solo canzoni, ma uno spettacolo dove ogni elemento di guardaroba è parte integrante del racconto artistico: dai tutù ai corsetti, fino alla felpa che ha catalizzato l’attenzione del web, tutto contribuisce a fare del tour un evento di stile oltre che musicale.
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