Il mare, con la sua vastità e il suo mistero, è da sempre un elemento fondamentale nella vita dell’uomo. Non è solo una risorsa economica, ma un simbolo di connessione tra culture e popoli. In occasione della Giornata del mare 2026 riflettiamo sul suo valore e sull’importanza di proteggerlo.
Questa ricorrenza, celebrata il 12 luglio non è solo un momento di preghiera e sostegno per i marittimi i pescatori e le loro famiglie, ma anche un’occasione per sensibilizzare sull’urgenza di preservare la biodiversità marina e gli ecosistemi del Mediterraneo.
La solidarietà verso i lavoratori del mare
Il mare è spesso visto come una autostrada liquida un mezzo per trasportare merci e beni. Tuttavia, dietro questa immagine c’è un mondo di lavoratori che affrontano quotidianamente sfide e solitudini. Il Cardinale Michael Czerny Prefetto del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, ha sottolineato come questi lavoratori siano a rischio di silenzioso isolamento.
Le navi mercantili possono trasformarsi in moderne Babele dove gli equipaggi convivono nello stesso spazio, rimanendo invisibili al resto del mondo. La Chiesa, attraverso l’Apostolato del Mare lancia un appello alla responsabilità, ricordando che i lavoratori del mare non sono semplici ingranaggi di un transito commerciale, ma persone che necessitano di tutela, ascolto e prossimità spirituale.
Un esempio tangibile di questa solidarietà è rappresentato dalla Chiesa Collegiata dello Spirito Santo a Ischia Ponte. Questo monumento sacro, edificato grazie ai lasciti dei pescatori e dei marinai locali, testimonia il legame viscerale tra l’uomo e il mare. Per la marineria ischitana, la chiesa non era solo un luogo di culto, ma un porto dell’anima prima di affrontare le insidie del mare.
La tutela del Mediterraneo: un patrimonio da proteggere
Il Mediterraneo, con la sua straordinaria biodiversità è uno degli ecosistemi più vulnerabili al mondo. Ogni anno, tonnellate di rifiuti di plastica finiscono in mare, mettendo a rischio tartarughe, cetacei, pesci e uccelli marini. A questo si aggiungono i problemi legati al cambiamento climatico all’acidificazione delle acque e alla perdita di habitat naturali come le praterie di Posidonia oceanica.
La Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo rappresenta un’occasione per riflettere sul valore di questo ecosistema e sulle azioni necessarie per proteggerlo. Ridurre l’utilizzo della plastica monouso partecipare alle giornate di pulizia delle spiagge e scegliere forme di turismo sostenibile sono azioni semplici ma capaci di produrre effetti concreti.
Le istituzioni nazionali e internazionali stanno promuovendo numerosi programmi di monitoraggio, aree marine protette e accordi di cooperazione tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. La tutela di questo mare richiede un impegno condiviso, dove ogni gesto, anche il più piccolo, può contribuire a ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente marino.
L’educazione ambientale: formare i custodi del mare di domani
Proteggere il mare significa, prima di tutto, imparare a conoscerlo. È questo il messaggio lanciato da Marevivo in occasione della Giornata del Marittimo. La Fondazione ribadisce come l’educazione ambientale rappresenti uno degli strumenti più efficaci per formare cittadini consapevoli e futuri custodi degli ecosistemi marini.
Tra le iniziative più significative c’è NauticinBlu un progetto che coinvolge gli studenti degli istituti nautici italiani attraverso lezioni, attività pratiche, incontri con esperti e visite nelle Aree Marine Protette. Nell’anno scolastico 2026-2026, il progetto ha coinvolto circa 1.700 studenti, 28 istituti nautici e oltre 100 tra dirigenti scolastici e docenti.
Un altro progetto importante è Delfini Guardiani dell’Isola dedicato agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado delle isole minori italiane. Nel corso dell’ultimo anno scolastico, il progetto ha raggiunto oltre 1.650 studenti, 370 docenti, 106 classi e 31 scuole distribuite in dodici isole minori e in una città costiera.
L’impegno di Marevivo parte fin dalla scuola primaria con laboratori scientifici, uscite in barca, osservazioni degli ecosistemi marini e attività sul campo. Questi progetti permettono ai ragazzi di conoscere da vicino la biodiversità marina grazie anche al contributo della Guardia Costiera della Marina Militare delle Aree Marine Protette dei Parchi Nazionali della Protezione Civile e delle comunità locali.
Come ha dichiarato Rosalba Giugni presidente di Marevivo, la crisi climatica e il progressivo degrado degli ecosistemi marini impongono una scelta chiara: accelerare la transizione ecologica. La salvaguardia degli ecosistemi passa inevitabilmente dalla conoscenza, e per questo Marevivo auspica che l’educazione ambientale diventi una presenza strutturale nei programmi scolastici di ogni ordine e grado.


