L’estate è una stagione meravigliosa, ma può rappresentare un serio pericolo per i nostri animali domestici. Con l’aumento delle temperature, è fondamentale adottare misure preventive per proteggere cani e gatti dal colpo di calore un’emergenza che può rivelarsi fatale in pochissimo tempo.
I nostri amici a quattro zampe non sudano come noi, ma regolano la temperatura corporea principalmente attraverso l’ansimare. Questo meccanismo, però, può non essere sufficiente nelle giornate più calde, soprattutto per alcune razze e categorie di animali più vulnerabili.
Le razze più a rischio e i sintomi da riconoscere
Non tutti i cani sono uguali di fronte al caldo. Le razze brachicefale come i Bulldog i Carlini e i Boxer sono particolarmente vulnerabili a causa della loro conformazione anatomica. Questi cani, infatti, hanno difficoltà a dissipare il calore attraverso la respirazione, il loro unico vero meccanismo di termoregolazione.
Oltre alle razze brachicefale, anche i cuccioli gli animali anziani e quelli in sovrappeso sono più esposti al rischio di colpo di calore. I sintomi da riconoscere includono ansimare incessanteforte bava fluidagengive rosso mattone e tachicardia. Se non trattati tempestivamente, questi sintomi possono evolvere in ipertermia severa con temperature corporee superiori ai 40 gradi, vomito, diarrea e, nei casi più gravi, convulsioni e coma.
Le differenze tra cani e gatti
I cani e i gatti reagiscono diversamente al caldo. Nei gatti, il deterioramento è un processo lento, che si sviluppa dopo diversi giorni di caldo e disidratazione progressiva. Nei cani, invece, i sintomi compaiono soprattutto nelle prime quarantotto ore, dopo le quali i proprietari iniziano solitamente ad adottare le precauzioni necessarie.
Misure preventive per proteggere i nostri animali
Prevenire il colpo di calore è fondamentale. In casa, è importante mantenere un ambiente fresco, chiudendo persiane e tapparelle nelle ore più calde e distribuendo ciotole d’acqua fresca in più stanze. Per i gatti, il cibo umido può aiutare anche l’idratazione. Per i cani, in caso di emergenza, la priorità immediata è spostarli in un luogo fresco, bagnare le estremità e avvolgerli in un asciugamano umido, evitando l’acqua gelata che provocherebbe una vasocostrizione controproducente.
All’aperto, è fondamentale evitare le ore più calde, limitando le passeggiate al mattino presto e alla tarda serata. In spiaggia, ricordate che la sabbia riflette i raggi e irradia calore direttamente sull’addome del cane, e che l’ingestione di acqua salata può scatenare vomito, accelerando la disidratazione. È indispensabile sciacquare sempre l’animale con acqua dolce fresca.
Viaggi in auto e toelettatura
Durante gli spostamenti in auto, è tassativo mantenere accesa l’aria condizionata e non si deve mai lasciare l’animale nell’abitacolo spento, nemmeno per pochi minuti. L’effetto serra può far impennare la temperatura interna dell’auto oltre i 50 gradi in meno di 20 minuti, determinando un rischio letale immediato per shock termico.
È un grave errore rasare a pelle i cani provvisti di doppio pelo, perché il loro mantello funge da isolante termico naturale. La pratica corretta è una spazzolatura profonda per eliminare il sottopelo morto.
In presenza di un colpo di calore, l’obiettivo prioritario è avviare il raffreddamento immediato dell’animale all’ombra e in un ambiente ventilato, bagnando il corpo con acqua tiepida o fresca di rubinetto a circa 20 gradi. Bisogna concentrarsi sulle zone a maggiore vascolarizzazione superficiale, come il collo, sotto le ascelle, nella regione inguinale e sui cuscinetti plantari, e correre d’urgenza verso la clinica veterinaria più vicina.
È importante evitare di usare acqua ghiacciata o ghiaccio diretto, perché causano una forte vasocostrizione periferica che intrappola il calore all’interno degli organi vitali, peggiorando lo shock termico. È un grave errore anche lasciare asciugamani bagnati immobili sul corpo del cane, perché si crea un effetto cappa caldo-umido che blocca l’evaporazione naturale, aggravando l’ipertermia.
Non forzate mai l’animale a bere se si trova in uno stato di semi-incoscienza o forte intorpidimento, perché perdendo i normali riflessi protettivi delle vie respiratorie rischia una gravissima polmonite ab ingestis. È vietato somministrare farmaci antipiretici contro la febbre. Il colpo di calore non è una comune febbre causata da agenti patogeni, ma un puro fallimento della termoregolazione.


