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23 Giugno 2026

Collezione sostenibile di Simon Cracker: favola di strada e abiti riciclati

A Milano, alla Fondazione Sozzani, Simon Cracker ha mostrato una collezione nata dal recupero di oltre 70 abiti da sposa degli anni '80, pensata per persone reali, con prezzi a partire da 45 euro e capi rielaborati da materiali di recupero.

Collezione sostenibile di Simon Cracker: favola di strada e abiti riciclati

La passerella di Simon Cracker alla Fondazione Sozzani a Milano ha scelto di raccontare una storia di moda che guarda alla realtà quotidiana: via i modelli convenzionali, dentro amici del brand e capi nati dal riuso creativo. L’evento, presentato il 21 GIU e raccontato in pubblicazioni il 22/06/2026 09:30, ha messo al centro una proposta che unisce estetica, etica e prezzi contenuti per avvicinare il pubblico alla proposta del marchio.

Alla base della collezione c’è il recupero di materiali: oltre 70 abiti da sposa degli anni ’80 sono stati disassemblati, rielaborati e ricomposti insieme a lenzuola e camicie in cotone per dare vita a nuovi capi. Il processo creativo non ha privilegiato il manichino ideale ma le persone reali che hanno indossato i look in passerella, tra cui figurano i giornalisti Antonio Mancinelli e Giulia Martinelli quest’ultima scelta per chiudere lo show con un abito da sposa reinterpretato.

Materiali recuperati e prezzo come dichiarazione

La collezione primavera-estate di Simon Cracker nasce da un approccio che unisce estetica e sostenibilità. Gli abiti da sposa degli anni ’80 sono stati simbolicamente «distrutti e rilavorati» per trasformare scarti tessili in nuove forme: questa operazione è parte di un sistema produttivo che privilegia materie prime fornite da associazioni specializzate nel recupero. Il risultato è una proposta che non si limita al gesto creativo ma diventa anche politica di prezzo: una maglietta è proposta a 45 euro mentre un abito si attesta sui 200 euro, cifre pensate per ridurre la distanza tra alta moda e chi acquista nella vita reale.

Accessibilità come scelta progettuale

Il direttore creativo, Simone Botte che ha 40 anni, ha sintetizzato l’intento con la volontà di raccontare «una favola di strada, non lontana dalle persone», ricordando che «una volta i vestiti erano fatti per le persone» e mettendo in luce il rischio che l’industria crei una distanza tra produzione e pubblico. Questo approccio si traduce non solo nei materiali ma anche nella decisione di far indossare i capi a conoscenti e amici del brand, per verificare l’efficacia del progetto su corpi e personalità reali.

Immagini e dettagli della sfilata

La scena estetica della sfilata giocava sulla trasformazione: occhiali con colori che sembravano sciogliersi come un ghiacciolo cromie che colavano su Dr. Martens e borse, texture che rimandavano all’idea di pezze ricomposte. Ogni look è stato pensato per la persona che lo indossava in passerella, un procedimento che lo stilista definisce «un processo naturale perché i vestiti vanno pensati per le persone». Questa scelta di praticità e verità è stata letta come un piccolo ribaltamento delle regole della moda contemporanea.

Il marchio, nelle parole del suo fondatore, sembra raccogliere i frutti di una strada che non punta solo alla visibilità effimera ma a costruire un legame autentico con chi compra: «il marchio sta andando bene perché ha i piedi per terra», ha sottolineato Botte, spiegando che raccontare storie familiari e vicine ha prodotto risultati positivi per la realtà del brand.

Comunità di designer e difficoltà condivise

Nel racconto della presentazione è emersa anche una riflessione sul mondo dei creativi emergenti: lo stilista parla di una generazione che condivide problemi e supporto reciproco, diversa dalla precedente per una maggiore solidarietà tra colleghi. Nonostante le ansie legate alla vendita e alla sostenibilità economica del lavoro creativo, Botte invita a ritrovare il piacere del mestiere: «Abbiamo tutti l’ansia di vendere o non vendere, ma abbiamo scelto di fare questo lavoro, divertiamoci!».

La collezione di Simon Cracker alla Fondazione Sozzani è In un panorama dove l’estetica spesso si separa dalla vita quotidiana, questa proposta ribadisce che moda e realtà possono dialogare senza rinunciare alla creatività.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.