La cerimonia d’apertura del Festival di Cannes (edizione 79) ha preso il via in modo diverso rispetto alle aspettative di sempre: meno frastuono pubblicitario, una platea più contenuta e, al centro della scena, volti noti che hanno incarnato un glamour maturo.
La première del film La Vénus électrique di Pierre Salvadori ha fatto da cornice a una serata dove il red carpet ha raccontato storie di stile che vanno oltre la semplice novità.
Il 12 maggio la scalinata del Palais è stata illuminata soprattutto da icone che hanno superato la soglia dei 60 anni: tra queste spiccavano la giurata al suo debutto in Croisette, Demi Moore (63), e la leggenda vivente Jane Fonda (88).
In un Festival che sembra voler riaffermare il ruolo culturale del cinema, la loro presenza ha dato un tono di autorevolezza e raffinata teatralità al tappeto rosso.
Il trionfo di Demi Moore
Demi Moore ha catalizzato i riflettori con un abito bianco firmato Jacquemus dalla linea scultorea, parte della collezione Le Palmier Autunno Inverno 2026/2027. La Robe Cubisto longue, bustier e a sirena, era ricoperta di paillettes cangianti che hanno esaltato la silhouette dell’attrice; l’insieme è stato completato da pumps in nappa d’agnello e da un collier di diamanti Chopard, che ha confermato il mood da vera diva della première.
Questa scelta ha incarnato il concetto di presenza scenica più che di tendenza passeggiera.
Jane Fonda: eleganza e dichiarazione
Jane Fonda ha risposto con un abito su misura di Gucci, maniche lunghe e paillettes total black, che ha sottolineato la sua figura e la sua autorevolezza sul palco. I gioielli scelti, dalla collezione Pomellato Iconica, includevano un collier vistoso con circa 2000 diamanti e un’acquamarina milky in taglio cabochon: un pezzo che ha trasformato l’outfit in un manifesto di lusso consapevole. La sua apparizione è stata percepita come un simbolo di come il cinema possa farsi atto di resistenza e testimonianza.
Altri look: successi e passi falsi
Non solo le due star principali: la serata ha mostrato un mix di scelte vincenti e meno azzeccate. Philippine Leroy-Beaulieu (63) ha indossato uno Saint Laurent di Anthony Vaccarello, con rouches viola in nylon che hanno portato un tocco teatrale; i gioielli Pomellato hanno aggiunto la brillantezza necessaria. Kelly Rutherford (57) ha puntato su un abito total black in rete brillante di Giorgio Armani, impreziosito da una collana di alta gioielleria Damiani, scelta che ha incarnato l’eleganza senza tempo.
Tra vintage e scelte controverse
Tra le scelte più apprezzate la presenza di Poppy Delevingne (40) in un modello d’archivio di John Galliano (2007), dove velluto, pizzo e trasparenze sono stati calibrati con sapienza. Al contrario, l’abito pesca di Heidi Klum firmato Elie Saab è sembrato poco valorizzato dal contrasto con il rosso del tappeto, creando un effetto meno efficace rispetto alle altre scelte della serata.
Il festival tra sobrietà e ruolo culturale
Oltre alla moda, l’atmosfera dell’apertura ha avuto toni più sobri e riflessivi: la Croisette è apparsa meno invasa dalle grandi campagne hollywoodiane, e questo ha lasciato spazio a una dimensione più intellettuale del Festival. La presenza di personalità del cinema e discorsi come quelli della presentatrice hanno rimarcato l’idea del cinema come spazio di memoria e impegno, mentre i red carpet hanno dato risalto a figure consolidate che incarnano autorevolezza e storia personale.
Uno sguardo alle serate successive
Le scelte di questa prima notte di Cannes suggeriscono che la kermesse intenda privilegiare la sostanza oltre allo sfarzo: star over 60 come Demi Moore e Jane Fonda hanno ricordato che la moda sul red carpet può comunicare esperienza e messaggi culturali, non solo tendenze effimere. Le giurate meno in primo piano, come Anaïs Demoustier (38) in Prada e la regista Laura Wandel in Dior, hanno confermato una palette stilistica che unisce raffinatezza e semplicità.
In chiusura, la prima serata del Festival di Cannes 79 rimarrà probabilmente nella memoria per la prevalenza di un glamour maturo e per la sensazione di un Festival che cerca nuovi modi per affermare la propria identità culturale, lasciando al red carpet il compito di raccontare, attraverso stoffe e gioielli, le storie personali di chi il cinema lo ha fatto e lo fa ancora.