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11 Luglio 2026

Boloria: la nuova era del lusso belga firmata Olivier Theyskens

Olivier Theyskens torna alla ribalta con Boloria, un marchio di lusso belga che celebra l'eleganza atemporale e la versatilità. Scopri la sua visione unica.

Boloria: la nuova era del lusso belga firmata Olivier Theyskens

Dopo un’attesa di due anni, Olivier Theyskens è tornato al centro della scena della moda con la sua prima collezione per Boloria un marchio di prêt-à-porter di lusso fondato dal gruppo dietro al festival musicale Tomorrowland. La collezione Primavera-Estate 2027, presentata il 5 luglio 2026 al Lycée Carnot di Parigi, ha catturato l’attenzione di un pubblico ristretto, evocando un guardaroba di una piccola borghesia belga in un’epoca sfuggente.

Boloria, il cui nome richiama una farfalla, non solo prende ispirazione dalle sue ali brune e aranciate, ma le intreccia anche nella sua tavolozza cromatica. La collezione è dominata dal nero, una tonalità cara allo stilista, e include abiti voluttuosi con revers, lunghi trench, redingote, abiti con bustier e gonne voluminose ricoperte di motivi di pesci argentati.

Un’idea di lusso belga unica

Olivier Theyskens ha dichiarato: “Non conosco il lusso belga; sto elaborando una mia idea di lusso belga”, prendendo le distanze dalle espressioni francesi o italiane del lusso. Per dare corpo a questa idea, i tessuti vengono selezionati alle fiere tessili come Milano Unica un tema cruciale per il direttore creativo, che ritiene in calo la conoscenza delle fibre da parte dei consumatori.

La collezione abbraccia anche le generazioni, in una “sovrapposizione generazionale”, e supera i confini di genere. “Le linee, il taglio, il design del capo… sono molto simili. [Il capo] è progettato per fare effetto quando indossato da un uomo, poi la sua forma viene completamente rielaborata per ottenere lo stesso effetto quando indossato da una donna”, spiega Theyskens.

La modellistica e la produzione

Il lavoro di modellistica viene svolto internamente da Olivier Theyskens e da modellisti indipendenti, alcuni dei quali collaborano con il direttore creativo sin dagli anni ’90. La produzione dei capi è affidata a laboratori italiani, che soddisfano meglio le esigenze di Boloria rispetto alle controparti francesi o belghe. Il sistema logistico messo a punto consente al brand di anticipare i requisiti di tracciabilità che saranno presto introdotti a livello europeo.

L’universo unico di Boloria

La struttura stessa dei capi è stata accuratamente concepita per creare un universo unico al marchio, fin nei minimi dettagli. Olivier Theyskens spiega: “Se prendo la giacca sartoriale, ad esempio, la costruzione interna non è quella consueta. Tutte le rifiniture sono assolutamente distintive.”

Per questa prima collezione Boloria, il designer nato a Bruxelles ha messo in dialogo moda e architettura, un campo a cui è particolarmente legato. “Vedete i pannelli alle mie spalle? Non si capisce bene se siano boiserie o piastrelle… In questa stagione, tendevo a pensare che le modelle e i modelli dovessero essere vestiti come se stessero per uscire di casa.”

La crescita organica di Boloria

Con questo ritorno acclamato dalla critica, Olivier Theyskens ha permesso a WeAreOne.world la società madre del festival Tomorrowland, di muovere i primi passi nel mondo della moda di lusso. L’iniziativa è guidata da Michiel Beers cofondatore del gruppo insieme al fratello Manu. Martijn Swolfs direttore di Boloria, spiega: “Per quasi un anno abbiamo incontrato numerosi operatori del settore per comprendere la loro visione e presentare la nostra.”

Boloria attinge a una clientela già consolidata, legata in particolare a Tomorrowland. Per garantire l’accesso ai prodotti del marchio, Martijn Swolfs e i suoi team stanno lavorando a una strategia di distribuzione incentrata su boutique di lusso e negozi multimarca situati nelle consuete capitali della moda – Parigi, Londra, Milano, New York e Tokyo. Disporre di punti vendita propri resta un pilastro della strategia di Boloria, ma anche qui non c’è fretta.

“Significa prendersi il tempo necessario per fare le cose per bene e riflettere con calma su una strategia sostenibile, nel senso che vogliamo costruire qualcosa destinato a durare. Non vogliamo creare un hype che raggiunga il picco troppo presto per poi spegnersi. Dobbiamo riflettere attentamente sulle nostre intenzioni”, conclude Swolfs.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.