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Bluem e Etro: la musica come fil rouge della collezione autunno-inverno 2026

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La sfilata di Etro per l’autunno-inverno 2026 ha assunto i contorni di un’esperienza multisensoriale grazie alla presenza di Bluem, nome d’arte di Chiara Floris. L’intervento della cantautrice sarda non è stato un semplice accompagnamento musicale ma la risultante di un dialogo strutturato con la direzione creativa, trasformando la passerella in un palcoscenico dove abiti e suoni si alimentano a vicenda.

Il progetto portato avanti da Marco De Vincenzo da anni propone la musica come componente integrante della presentazione delle collezioni: ogni performance nasce da un lavoro condiviso con l’artista scelto, così che l’insieme della sfilata diventi un racconto coerente e immersivo. In questo schema, la proposta di Bluem ha riscritto alcuni dei suoi pezzi in una suite pensata appositamente per il defilé.

Un metodo di lavoro che unisce atelier e palco

Dietro all’idea c’è una concreta volontà di far dialogare i linguaggi: De Vincenzo ascolta gli artisti durante la fase di ideazione, mentre i musicisti riplasmano i brani per calzarli sull’atmosfera della passerella. Il principio è semplice e al contempo potente: creare una simbiosi tra collezione e colonna sonora, in modo che lo spettatore percepisca una narrazione unica. Questo approccio ha già visto collaborazioni precedenti con nomi quali Santamarea, Miglio e Daniela Pès, fino alle performance live sperimentate con La Niña e ora Bluem.

La collaborazione artistica

Per Bluem la chiamata di Marco è stata l’occasione di mettere alla prova la propria produzione in un contesto nuovo: la cantautrice ha selezionato brani come “Lunedì“, “Domenica“, “Giovedì“, “Il Cavallo” e “Chia” e li ha connessi in un medley pensato per accompagnare il ritmo della passerella. Il risultato è stato il frutto di un lavoro a quattro mani, che ha coinvolto anche il consulente musicale Roberto Cammarata, per ottenere transizioni fluide e coerenti con il flusso della sfilata.

L’impatto sulla performer e sulla scena indipendente

Salire su una passerella come quella di Etro può sembrare distante dall’universo dell’indie, ma per Bluem è stata principalmente una sfida stimolante. L’artista, formatasi anche a Londra e abituata a confrontarsi con diversi mondi creativi, ha raccontato come l’esperienza abbia ampliato il suo bagaglio professionale e personale. Il rapporto con il fashion system è apparso da subito collaborativo e accogliente, consentendo di portare la propria sensibilità artistica in uno spazio che raggiunge un pubblico più ampio.

Rielaborare il repertorio per la passerella

Il lavoro di adattamento ha richiesto alla cantante di ripensare la forma delle proprie canzoni: non si è trattato di creare pezzi nuovi ex novo, ma di intervenire su arrangiamenti e transizioni per mantenere l’identità delle composizioni pur rendendole funzionali a un’esecuzione breve e intensa. Questo esercizio di sintesi è stato definito dalla stessa Bluem come utile anche per la fase di costruzione del nuovo disco, mostrando come esperienze parallele possano nutrirsi reciprocamente.

Etro Loop Forward: continuità e rinnovamento

La collezione autunno-inverno 2026, presentata sotto il segno di Etro Loop Forward, parla di ciclicità e continuità del linguaggio del marchio: un percorso che attinge alle radici del brand, alle forme maschili e formali che ne hanno segnato l’origine, pur evolvendosi verso nuove forme. In questo contesto la musica di Bluem è stata un elemento riconoscibile che ha contribuito a raccontare la visione del designer, inserendosi come un filo conduttore che unisce passato e futuro.

Perché la scelta degli artisti indipendenti conta

Aprire le passerelle a interpreti indipendenti e, in molti casi, a voci femminili è una scelta che non è soltanto estetica ma anche strategica: favorisce l’incontro con pubblici di diversa provenienza e dà spazio a linguaggi meno convenzionali. Per Bluem, come per altri artisti coinvolti negli ultimi anni, la collaborazione con Etro ha rappresentato una vetrina e un banco di prova per sperimentare nuove forme espressive.

In definitiva, la performance di Bluem alla sfilata di Etro dimostra quanto possano essere proficue le sinergie tra moda e musica: quando gli elementi creativi dialogano davvero, la passerella smette di essere solo presentazione di abiti e diventa racconto collettivo, capace di restituire allo spettatore un’esperienza completa e memorabile.

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