Nel cuore del Tortona Fashion District, White Milano sceglie di ridefinire il proprio ruolo durante la Milano Fashion Week: dal 26 febbraio al 1° marzo il Superstudio Più ospita un’edizione che unisce numeri importanti e una strategia più consapevole.
Con oltre 300 brand presenti, una crescita del +10% rispetto al precedente appuntamento e il 46% di espositori internazionali, il salone non è solo una mostra di collezioni, ma una piattaforma pensata per facilitare relazioni commerciali concrete.
Una nuova grammatica del salone: il concept Tabula Rasa
Il fil rouge di questa edizione è il concept «Tabula Rasa», che invita a tornare all’essenza del prodotto: qualità, identità e posizionamento chiaro. Per Tabula Rasa non si intende un azzeramento estetico fine a se stesso, ma una selezione mirata che privilegia collezioni coerenti con le esigenze dei buyer internazionali.
L’obiettivo è mettere in scena proposte acquistabili e rivendibili, capaci di equilibrarsi tra creatività e sostenibilità commerciale: in pratica, l’estetica incontra il business.
Ricerca e praticità: come cambia la selezione
La rinnovata idea di ricerca non punta soltanto a prodotti eccentrici ma a collezioni attuali con un rapporto corretto fra qualità e prezzo. Questo approccio vuole attrarre buyer da mercati chiave — tra cui USA, Cina, Giappone, Corea del Sud ed Emirati — e offrire loro proposte che rispecchino i bisogni del cliente finale.
L’enfasi è sulla coerenza del posizionamento, materiali affidabili e una narrazione commerciale chiara, elementi che rendono il salone un luogo dove si chiudono accordi reali.
Spazi ripensati: Secret Rooms e White Accessories
Il layout espositivo evolve: le Secret Rooms tornano profondamente rinnovate come vetrina delle tendenze più promettenti. Qui confluiscono brand selezionati per estetica e potenziale commerciale, realtà che in passato sono poi cresciute sui palcoscenici internazionali. Accanto a queste, nella sala Daylight, debutta White Accessories, un’area dedicata a calzature, borse e cappelli pensata per avere impatto scenografico e attrarre buyer trasversali, dai concept store ai grandi department store.
Formati e scenografie al servizio della vendita
La nuova sezione accessori è concepita come una vetrina d’eccellenza: proposte come scarpe di design, borse artigianali e accessori statement trovano una cornice pensata per massimizzare la visibilità e facilitare il matching commerciale. La strategia è chiara: valorizzare categorie con alto potenziale di margine e ampliare il pubblico di riferimento, rendendo il salone uno spazio dove anche l’accessorio funge da volano per l’internazionalizzazione dei brand.
Internazionalizzazione e progetti oltre Milano
Il salone rafforza la sua vocazione internazionale anche attraverso iniziative estere. Tra le attività più rilevanti c’è lo sviluppo del progetto The Circle a Riyadh, nato per offrire una presenza permanente in un mercato in rapida crescita. Questo hub consente a brand internazionali di sperimentare introduzioni commerciali, partnership locali e visibilità presso un pubblico giovane e dinamico, segnando una tappa importante nella strategia di internazionalizzazione di White.
Partnership istituzionali e supporto ai buyer
Il potenziamento delle presenze straniere è sostenuto anche da collaborazioni con istituzioni e agenzie come ICE–Agenzia, che favoriscono l’arrivo di buyer selezionati e la creazione di opportunità commerciali concrete. L’intento è trasformare il salone in una piattaforma itinerante e dialogante con mercati emergenti, accelerando l’accesso delle collezioni italiane all’estero senza perdere di vista la sostenibilità commerciale.
Guardando avanti, la sfida per White è diventare sempre più una piattaforma globale che non si limiti solo all’esposizione ma che sappia fare scouting, generare network e accompagnare i brand verso percorsi distributivi internazionali. Con Tabula Rasa, le Secret Rooms rinnovate e la neonata White Accessories, il salone propone una formula che mette al centro qualità, visione commerciale e apertura ai mercati esteri, confermandosi un punto di riferimento per il womenswear contemporaneo.