White Milano torna a farsi sentire nel Tortona Fashion District, ospitata al Superstudio Più. L’evento si svolgerà dal 26 febbraio al 1° marzo e si conferma piattaforma strategica per il womenswear contemporaneo. Saranno presenti oltre 300 brand e una partecipazione estera vicino al 46%.
I numeri indicano una crescita sostanziale e contestualizzano la trasformazione in atto nel settore.
La parola d’ordine di questa edizione è Tabula Rasa, concept che riporta al centro il prodotto. La campagna, ideata da Massimiliano Bizzi, punta a valorizzare qualità, prezzo e posizionamento. L’intento dichiarato è creare ponti concreti tra brand e buyer internazionali, favorendo relazioni commerciali misurabili e dirette.
Un nuovo approccio al format fieristico
L’intento dichiarato è creare ponti concreti tra brand e buyer internazionali, favorendo relazioni commerciali misurabili e dirette.
Gli organizzatori hanno ripensato il ruolo di WHITE: non più solo vetrina di tendenze, ma piattaforma operativa per l’internazionalizzazione. L’edizione registra l’ingresso di 130 nuovi marchi e un aumento di buyer esteri, sostenuto dal supporto di ICE–Agenzia e di altre istituzioni. La strategia punta a offrire ai retailer una selezione che coniughi estetica e concrete prospettive commerciali.
Tabula Rasa: cosa significa nella pratica
Il concept Tabula Rasa si traduce in interventi concreti.
Si procede con l’alleggerimento dei format superflui e il rafforzamento delle proposte che generano valore. L’attenzione al rapporto qualità-prezzo diventa criterio selettivo per gli espositori. Per i buyer ciò comporta collezioni più coerenti e commerciabili, pensate per rispettare le aspettative estetiche e il budget del cliente finale.
Le Secret Rooms: scouting e visibilità
Proseguendo il percorso dedicato ai ponti tra brand e buyer, le Secret Rooms rimangono il fulcro dello scouting di White. Qui emergono designer con potenziale commerciale e capacità espositiva, selezionati per collegare creatività e mercato internazionale. Lo spazio opera come incubatore, facilitando contatti diretti tra progettisti e operatori del settore.
Da vetrina a trampolino commerciale
La selezione valorizza progetti con posizionamento definito e sostenibilità commerciale. Esempi di successo come KIDSUPER e BOTTER dimostrano come un percorso espositivo mirato possa favorire l’ingresso in mercati esteri. White punta ora a replicare il modello, privilegiando designer che mostrano coerenza di collezione e scalabilità produttiva.
White Accessories e l’importanza dell’accessorio
Proseguendo il percorso dedicato al collegamento tra brand e buyer, White Accessories debutta nella sala Daylight del Superstudio. L’occasione mette al centro la calzatura come elemento strategico per la commercializzazione. I dettagli dell’allestimento sono pensati per attirare buyer trasversali, dai concept store ai department store internazionali. La partecipazione di Morsica come special guest sottolinea l’attenzione verso il design d’avanguardia e l’impatto scenografico.
Un focus commerciale mirato
L’area accessori è concepita per massimizzare le opportunità di vendita attraverso un’offerta eterogenea e una narrazione del prodotto chiara. I brand presenti, tra cui Camper, Stefano Mugnai e Villa Niccolai, illustrano come l’accessorio possa favorire l’internazionalizzazione dei marchi italiani. I dati raccontano una storia interessante: la coerenza di collezione e la scalabilità produttiva rimangono criteri decisivi per l’interesse dei buyer esteri.
Internazionalizzazione: The Circle e i mercati emergenti
White consolida la sua vocazione globale con progetti mirati ai mercati in crescita. L’iniziativa The Circle a Riyadh nasce per collocare i brand in un contesto giovane e in espansione, offrendo visibilità e opportunità distributive che si distinguono dai canali europei tradizionali.
Secondo Brenda Bellei, CEO di White, la strategia richiede piattaforme fieristiche sempre più itineranti e multilocali. Le piattaforme devono svolgere scouting oltre i confini consolidati e proporre format ibridi per accompagnare i brand verso una crescita sostenibile su scala globale. Questa impostazione risponde alle esigenze dei buyer esteri, per i quali la coerenza di collezione e la scalabilità produttiva restano criteri decisivi.
Questa impostazione conferma che l’edizione di via Tortona privilegia l’equilibrio tra creatività e pragmatismo. Tabula Rasa non è solo uno slogan: indica una strategia volta a rimettere il prodotto e la sua commerciabilità al centro del sistema moda. La scelta mira a offrire ai buyer contenuti ispirati e, al tempo stesso, concretamente acquistabili. I dati raccontano una storia interessante: la coerenza di collezione e la scalabilità produttiva restano criteri decisivi per il mercato internazionale, con potenziali ricadute positive sugli ordini delle aziende presenti.