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27 Settembre 2026

Vollering campione del mondo, Longo Borghini bronzo, Niewiadoma argento

Demi Vollering alza la maglia arcobaleno a Montreal, mentre Longo Borghini e Niewiadoma completano il podio in una finale mozzafiato.

Vollering campione del mondo, Longo Borghini bronzo, Niewiadoma argento

Il mondiale femminile di ciclismo su strada si è concluso lo scorso weekend nella vibrante cornice di Montréal. Dopo una settimana di tentativi e tattiche, la corridore neerlandese Demi Vollering è riuscita a conquistare il suo primo titolo mondiale, coronando una stagione già costellata di vittorie memorabili.

La gara, lunga 180 chilometri, è stata la più estesa di una storia dei Campionati del Mondo. Il percorso comprendeva otto giri di un circuito cittadino di 13,4 km, con salite tecniche come la Côte Camillien-Houde (8% su 1,8 km) e la Côte de Polytechnique (6% su 780 m). Le atlete hanno affrontato un dislivello complessivo di 2.500 metri, rendendo la prova una vera sfida di resistenza e strategia.

Il ritmo iniziale e le prime fughe

Il ritmo è partito moderatamente, ma a circa 20 km si è formata la prima fuga con Marthe Berg Edseth (Norvegia), Natasha Quinn (Stati Uniti), Beatriz Roxo (Portogallo) e Gergana Stoyanova (Bulgaria). Il gruppo è riuscito a guadagnare quasi quattro minuti, prima di essere gradualmente riportato al seguito dal peloton guidato dalla SD Worx squadra di Vollering.

Con l’avvicinarsi al circuito urbano, le salite hanno smembrato il gruppo. Alcune corridori, tra cui la campionessa olimpica Kristen Faulkner hanno perduto il contatto, mentre altre, come Flora Perkins della Gran Bretagna, hanno tentato attacchi intermittenti per indebolire la squadra olandese.

Le cadute più drammatiche

Intorno al traguardo di 90 km, una brusca caduta ha coinvolto diverse concorrenti, tra cui la giovane italiana Paula Blasi costretta al ritiro, e la canadese Caroline Andersson trasportata in ospedale per una contusione al collo. L’incidente ha ridotto il gruppo di testa a circa quaranta corridori, accentuando la tensione nelle fasi finali.

Il duello finale: Vollering, Niewiadoma e Longo Borghini

Con 38 km da percorrere, Puck Pieterse ha lanciato l’attacco decisivo, creando lo spazio necessario perché Vollering potesse partire in solitaria. L’italiana Elisa Longo Borghini è riuscita a seguirla per pochi secondi, ma alla successiva salita è stata costretta a cedere, lasciando il passaggio a Kasia Niewiadoma (Polonia), che ha accorciato il divario a 15 secondi.

Il gruppo di rincorsa, composto da Longo Borghini, Marlen Reusser (Svizzera), Juliette Berthet (Francia) e altre corridori, è rimasto a fenditura di 20-30 secondi. Nell’ultimo tratto, Vollering ha mantenuto una velocità costante, sfruttando la sua superiorità in piano e chiedendo la massima delle sue forze nella salita finale di Mont-Royal.

Alla volata, la neerlandese ha superato Niewiadoma per una frazione di secondo, assicurandosi il titolo mondiale. L’argento è andato alla polacca, mentre l’italiana Longo Borghini ha chiuso al terzo posto, raccogliendo il suo quarto bronzo nella storia dei mondiali.

Podio, dichiarazioni e prospettive future

Sul podio, Vollering ha esclamato: «Ancora non ci credo, è il sogno che si realizza. La squadra è stata fondamentale e ho dato tutto fino all’ultimo metro». Niewiadoma, anzitutto, ha ricordato l’importanza di «non perdere mai la fede fino al traguardo» mentre Longo Borghini ha dichiarato di aver «dato tutto per vincere» nonostante il risultato.

Il risultato di Montreal non solo arricchisce il palmarès personale di Vollering – già vincitrice di Giro d’Italia, Tour de France, Giro delle Fiandre e Liège-Bastogne-Liège – ma segna anche un punto di svolta per il ciclismo femminile, mostrando la profondità di talento e la capacità di gestire gare di altissima difficoltà.

Con le prossime stagioni che si avvicinano, le aspettative sono alte: la sfida tra Vollering, Niewiadoma e Longo Borghini promette nuovi duelli avvincenti, mentre le giovani corridori coinvolte nei momenti critici della gara di Montreal potranno emergere come future protagoniste del panorama ciclistico mondiale.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.