Vinicio Marchioni, attore di fama nazionale, ha deciso di rompere il silenzio sulla sua battaglia contro un tumore alle ossa scoperta in un momento cruciale della sua carriera. La rivelazione arriva in occasione dell’uscita del suo libro Le vite in atto pubblicato da Marsilio, dove ripercorre sette personaggi chiave della sua carriera teatrale.
La diagnosi è arrivata mentre Marchioni lavorava a Un tram che si chiama Desiderio sotto la regia di Antonio Latella, interpretando il personaggio di Stanley Kowalski. Un ruolo che richiedeva una fisicità potente, in netto contrasto con la condizione di salute dell’attore.
La scoperta durante le prove teatrali
La scoperta del tumore è avvenuta mentre Marchioni era immerso nelle prove dello spettacolo. Fortunatamente è rientrato, è stato curato ha dichiarato l’attore. Tuttavia, il contrasto tra la fisicità richiesta dal personaggio e la sua condizione reale ha reso quel periodo particolarmente complesso.
Tra operazionefisioterapia e cure, Marchioni ha dovuto trovare un nuovo equilibrio nel suo corpo. Tra operazione, fisioterapia e cure cercavo un nuovo equilibrio nel mio corpo ha raccontato. Questo processo ha influenzato profondamente il suo approccio alla recitazione e al suo stesso corpo.
Il silenzio e la forza interiore
Marchioni ha sempre preferito mantenere privata la sua sofferenza. Non mi è mai piaciuto mettere in piazza le sofferenze ha affermato. Ha vissuto la malattia come l’incontro con un altro personaggio, qualcosa con cui doveva convivere.
Il lavoro è stato un motore fondamentale per affrontare quel periodo difficile. Questo mestiere è un motore straordinario: ti dà motivazioni ha spiegato. Nonostante tutto, la sua vita continuava: il cinema andava bene, era impegnato in uno dei ruoli teatrali più importanti della sua carriera e, in quegli anni, sono nati anche i suoi figli. Avevo intorno una vita pienissima. Non potevo fermarmi.
La balbuzie e il rapporto con il linguaggio
In Le vite in atto Marchioni ripercorre anche le sue difficoltà con la balbuzie durante l’adolescenza. La necessità di evitare determinate sillabe e trovare sinonimi lo ha portato a interrogarsi sul linguaggio. Parlare è un miracolo, tanto quanto la vita ha riflettuto.
Accanto a lui, Milena Mancini, sua compagna di vita e famiglia, lo ha sostenuto durante tutto il percorso. Una frase di Čechov, Domani mattina il sole sorgerà comunque è diventata un punto di riferimento per Marchioni. Io quel sole volevo continuare a vederlo ha aggiunto, sottolineando la sua determinazione a vivere e continuare la sua carriera.


