Sharra Pagano inaugura una nuova fase sotto la direzione creativa di Alessia Pellarini, designer formatasi in maison internazionali come Prada, Chloé, Fendi e Louis Vuitton. L’approccio trasferisce al gioiello principi tipici della moda: proporzioni, equilibrio e armonia. L’intento è adattare queste regole a una scala quotidiana, per creare preziosi pensati per l’uso quotidiano.
La prima proposta di Pellarini per il marchio milanese è la Collezione A. Il progetto non si limita a rievocare il passato ma rielabora l’archivio con uno sguardo attuale. L’obiettivo dichiarato è definire un linguaggio di gioielleria senza genere e senza età, radicato nella contemporaneità e orientato alla portabilità quotidiana.
Il nuovo corso trae impulso dall’accesso agli archivi storici del marchio, che hanno orientato scelte stilistiche e tecniche. L’archivio presenta una gamma eterogenea: pezzi imponenti e soluzioni essenziali, sperimentazioni formali e creazioni lineari. Da questa ricchezza la direzione creativa ha scelto di non copiare il passato, ma di assorbire lo spirito progettuale che lo ha generato. La priorità rimane definire un linguaggio di gioielleria senza genere e senza età, radicato nella contemporaneità e pensato per la portabilità quotidiana.
L’archivio si è rivelato meno come un catalogo ordinato e più come una collezione viva, in cui convivono linguaggi e codici differenti. La parola chiave è stata libertà: libertà di sperimentare materiali, volumi e dettagli. Questo approccio traduce l’eredità del brand in un vocabolario contemporaneo fatto di catene, maglie tubolari e richiami a elementi tecnici come i cinturini d’orologio. Dal punto di vista creativo, la strategia mira a coniugare ricerca formale e portabilità, con ricadute misurabili sulla proposta commerciale e sulla coerenza di collezione.
La Collezione A propone oggetti pensati per l’uso quotidiano più che per le occasioni formali. Il brand intende integrare i pezzi nella routine delle persone senza sovrastarli. L’approccio ridefinisce il ruolo del gioiello: da simbolo esclusivo a elemento di linguaggio personale, funzionale e comunicativo.
La proposta abbraccia una filosofia genderless e no-age, priva di barriere legate al genere o alla fascia d’età. L’obiettivo è realizzare accessori adattabili a identità diverse e capaci di raccontare storie personali. Ogni pezzo è pensato come veicolo di espressione individuale e praticità d’uso.
Proseguendo la narrazione sulla Collezione A, Pellarini mantiene un forte legame con Milano. La città rappresenta contemporaneamente rigore e apertura. Questo doppio movimento si traduce in concretezza progettuale e attitudine internazionale. Le collezioni cercano equilibrio tra struttura e slancio creativo. Il marchio viene descritto come un laboratorio in cui la fantasia applicata ai materiali resta centrale. Dal punto di vista ESG, la ricerca sui materiali privilegia durabilità e impatti ridotti.
Il nome stesso viene percepito come un segnale di libertà. Sharra Pagano ha un suono sospeso e privo di connotazioni di genere. Tale scelta ha orientato la visione progettuale di Pellarini verso progetti aperti, non ingabbiati da categorie rigide. L’estetica risulta fluida e si adatta alle trasformazioni sociali contemporanee. La ricerca sui codici di genere proseguirà nelle prossime uscite della collezione.
La ricerca sui codici di genere, che proseguirà nelle prossime uscite della collezione, si riflette anche nel rapporto personale con il gioiello. Per Pellarini il valore di un oggetto non si esaurisce nella materia, ma risiede nella relazione affettiva instaurata con chi lo indossa. I pezzi ricevuti in regalo e i ciondoli o gli amuleti assumono funzione di memoria: diventano elementi dell’identità e non semplici ornamenti. Quando un gioiello viene integrato in modo naturale nello stile personale, senza richiamare l’attenzione, secondo il designer ha raggiunto la sua massima efficacia.
Le nuove generazioni impiegano il gioiello come dispositivo comunicativo in contesti di abbigliamento spesso minimalista. Pellarini osserva una ricerca di significato più profonda: i giovani privilegiano oggetti che raccontino storie o che abbiano valore simbolico, trasformando il prezioso in un manifesto identitario. Dal punto di vista del mercato, questa tendenza orienta le scelte di design verso pezzi riconoscibili e portatori di narrazione, una leva che le aziende possono valorizzare nelle prossime collezioni.
Alessia Pellarini mira a trasformare il marchio in un laboratorio culturale più che in una mera operazione estetica. L’obiettivo è preservare irregolarità e imperfezione come leve creative, favorire collaborazioni e sperimentazioni e proporre pezzi unici che raccontino storie distintive.
La strategia punta a coniugare memoria e rinnovamento, consolidando Milano come base operativa e il gioiello come linguaggio personale. Dal punto di vista ESG, la scelta di valorizzare produzioni limitate e ricerca artigianale rappresenta anche un business case per differenziare l’offerta sul mercato e ridurre impatti lungo la filiera.
Le aziende leader hanno capito che il valore commerciale cresce quando il design comunica identità e provenienza. Per Sharra Pagano la sfida pratica sarà tradurre questa visione in collezioni coerenti, strategie di comunicazione mirate e partnership produttive. Tra gli sviluppi attesi, la prossima stagione presenterà uscite che consolidano il rapporto tra ricerca formale e narrazione del brand.
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