Nel cuore del quartiere Città Studi, nell’edificio 13 conosciuto come Trifoglio, è aperta la mostra Life on Campus. Il percorso, curato da Chiara Pesenti e Margherita Cagnotto, ricostruisce la vita universitaria al Politecnico di Milano dal dopoguerra a oggi, facendo emergere i cambiamenti più significativi in termini di persone, spazi, internazionalizzazione e stile di vita.
Dati demografici e crescita dell’ateneo
Una delle sezioni più impattanti presenta i numeri che raccontano la trasformazione dell’istituzione. Nel 1945 il Politecnico contava 4.650 iscritti; ora gli studenti superano i 48.383. La presenza femminile è passata dal 4,2 % al 35,1 %, mentre la quota di studenti stranieri è cresciuta dal 2,1 % al 18,2 %. Tra i nomi più frequenti emergono 1.531 Alessandro, 1.526 Andrea e 664 Giulia, affiancati da nomi internazionali come Fatemeh o Zahra, segno della crescente diversità del campus.
Oggetti simbolici: dal papiro alla borsa in pelle
La mostra espone una serie di reperti che fungono da testimoni tangibili del tempo. Un piccolo papiro richiama i famosi “cacciatori di matricole” degli anni ’60, mentre accanto si trova una macchina da scrivere “Studio 44”, che incuriosisce i visitatori moderni. A mostra di continuità, la borsa in pelle di uno studente degli anni ’70 convive con uno zaino contemporaneo realizzato in tessuti riciclati. Anche la tradizionale “schiscetta” di ferro è affiancata da una sua versione sostenibile, sottolineando come la ricerca di spazi funzionali sia rimasta una costante.
Spazi e design: dalla ricerca di aula al tavolo abbraccio
Il tema “spazi” è declinato attraverso foto d’epoca, progetti di design e installazioni interattive. Un tavolo a forma di semicerchio, colorato e decorato con citazioni di professori, è stato ideato per creare l’effetto di un abbraccio. Le testimonianze dei docenti, raccolte tramite brevi video accessibili tramite QR-code, raccontano il timore dei primi giorni: “Il problema era sfuggire ai cacciatori di matricole. Ti chiedevano se avevi il papiro”.
Cultura pop e tecnologie: dalla luna a Thriller
Una linea temporale non cronologica collega momenti chiave della storia mondiale con la vita del campus: il primo calcolatore, il satellite Sirio, il primo cellulare, lo sbarco sull’Luna nel 1969 e il video di “Thriller” di Michael Jackson. Foto in bianco e nero delle proteste del 1968 convivono con badge e riviste del 1997, alcune delle quali includono ricette tipiche del personale, come l’involtino del bibliotecario.
Visitare Life on Campus significa immergersi in una narrazione partecipata, dove ogni oggetto, numero e voce contribuisce a dipingere la complessità di una realtà universitaria in continuo mutamento, senza mai perdere di vista la ricerca di spazi di aggregazione e di identità comune.



