La celebre attrice francese Charlotte Gainsbourg ha scelto di affrontare una delle sue sfide più impegnative con il film Riverrun, diretto per la prima volta da Philippe Parreno. La pellicola è stata presentata in chiusura della Festa del Cinema di Roma, dove ha suscitato un immediato interesse per il suo approccio intimista e quasi terapeutico.
Riverrun: una clinica isolata come metafora della rinascita
Nel film, Gainsbourg interpreta una musicista oppressa dalle proprie emozioni, che viene trasferita in una struttura sanitaria remota per un periodo di osservazione. Lì, la protagonista attraversa paure, dolori e momenti di intensa introspezione, percorrendo un cammino che le consente di ritrovare la propria identità artistica. L’attrice ha dichiarato: “Recito delle scene ma ci credo, sono emozioni che mi attraversano veramente, non facciamo finta di piangere o di aver paura. È qualcosa in cui si crede, in cui ci si immerge, con tutto il piacere di farlo”. Questa frase sintetizza il suo impegno a vivere autenticamente ogni momento davanti alla macchina da presa.
Il pericolo controllato del lavoro con Lars von Trier
Durante la sua carriera, Gainsbourg ha collaborato con registi come Lars von Trier, esperienza che l’ha portata a comprendere come la creazione possa diventare un atto doloroso ma necessario. “Sì, ma mi piace stare male, non mi fa paura, resta comunque un film, il pericolo è controllato, ma è un’emozione che amo sentire“, ha confessato, evidenziando la sua propensione a esplorare le zone più oscure dell’animo umano senza temere le conseguenze.
Musica, parole e sincerità: il duplice ruolo di Gainsbourg
Oltre alla recitazione, Charlotte è anche una musicista affermata, con cinque album all’attivo e un nuovo disco in fase di realizzazione. Ha spiegato che ora scrive anche i testi delle proprie canzoni, cercando di essere il più sincera possibile sia nella musica che nella recitazione. “È poco che scrivo anche i testi delle mie canzoni e ovviamente cerco di essere più sincera possibile, essere più connessa a ciò che sento, di cui voglio parlare, ma anche come attrice cerco sempre una sincerità di introspezione“, ha affermato.
Una fuga necessaria: il trasferimento a Londra
La perdita della madre, la leggendaria Jane Birkin, ha spinto Gainsbourg a prendere una decisione radicale: lasciare Parigi per stabilirsi a Londra. L’attrice ha definito questo cambiamento “È per il mio benessere mentale, è una scappata necessaria. È incredibile scoprire un posto nuovo, reinventarsi, lo considero un grande lusso“. Il trasferimento è diventato così una forma di autocura, una pausa dalla routine parigina per riscoprire equilibrio e creatività.
In sintesi, Riverrun rappresenta non solo una nuova pietra miliare nella filmografia di Gainsbourg ma anche un viaggio personale verso la riconciliazione dei propri demoni interiori, intrecciato alla sua attività musicale e alla ricerca di benessere mentale attraverso il radicale cambiamento di vita.



