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22 Giugno 2026

Ralph Lauren ritorna a Milano con Polo e Purple Label e oltre 8 miliardi di fatturato

Alla Milano Fashion Week David Lauren celebra lo stile iniziato alla fine degli anni '60: il brand supera per la prima volta gli 8 miliardi di dollari e presenta Polo e Purple Label per la Primavera 2027, tra ospiti come Lewis Hamilton e Tom Hiddleston e uno sguardo verso Londra e il Giappone.

Ralph Lauren ritorna a Milano con Polo e Purple Label e oltre 8 miliardi di fatturato

La passerella milanese ha visto il ritorno di un marchio che, pur radicato nella sua storia, continua a misurarsi con il mercato contemporaneo. A pochi passi dalla sede storica in via San Barnaba la sfilata per Spring-Summer2027 ha messo in scena la duplice anima di Ralph Lauren: la sportività di Polo e l’eleganza sartoriale di Purple Label. Dopo oltre 60 anni di storia, il brand americano ha chiuso il 2026 superando per la prima volta gli 8 miliardi di dollari un traguardo che ha segnato il momento.

Subito dopo lo show, David, Chief Branding and Innovation Officer, ha riassunto in poche parole il cuore della strategia: «ci sono tanto duro lavoro e tanto amore». Parole che hanno fatto da filo conduttore alla presentazione, dove ospiti come Lewis Hamilton e Tom Hiddleston hanno assistito a un mix di riferimenti classici e giochi di stoffa e forma.

La filosofia del prodotto: non una performance ma abiti per chi li ama

David ha ricordato le origini del progetto firmato da Ralph Lauren, nato alla fine degli anni ’60: «mio padre non era mai stato a una partita di polo, ma era innamorato di quel tipo di stile di vita elegante e sportivo». Da questa immagine prende forma una posizione di mercato precisa: il capo non è concepito come performance scenica ma come oggetto pensato prima di tutto per chi lo indossa. «Dedichiamo molto tempo alla creazione di abiti che amiamo e a trovare nuovi modi per dare vita alla nostra visione», ha detto, sottolineando come il marchio sia percepito con forza anche all’estero: «Sono appena stato a Londra e in Giappone ed è incredibile vedere come il marchio stia risuonando ovunque».

Collezioni e stile: dettagli mostrati in passerella

La linea presentata a Milano ha proposto pezzi che traducono la tradizione in chiavi inattese: un cappotto reso simile a un accappatoio il completo da sera in denim patchwork uno smoking inedito che accoppia il marrone al bianco. La sfilata si è chiusa con una giacca recante la scritta Love and peace un gesto simbolico che rinforza il racconto di un brand che punta all’emotività del guardaroba.

Contesto milanese e altri debutti collegati alla Fashion Week

Il ritorno di Ralph Lauren a Milano non è stato l’unico evento significativo del calendario. Nella stessa giornata, la città ha ospitato la prima passerella internazionale del giovane danese Martin Quad: un designer 27enne che ha presentato una collezione coed alla Fondazione Sozzani rompendo alcune costruzioni sartoriali tradizionali e inserendosi nel circuito dei talenti emergenti.

Parallelamente, nello showroom Ferrari è stata mostrata la collezione Resort SS27 che fonde tailoring e sportswear per un pubblico di appassionati del marchio. Il direttore creativo Rocco Iannone ha descritto il progetto come il risultato di una piattaforma costruita dal 2026 in poi, pensata per parlare direttamente ai clienti e per rappresentare un vero Made in Italy. La scelta di Ferrari di sviluppare un guardaroba che rispecchi una visione eroica del brand riporta alla memoria il sogno dei suoi piloti e fondatori.

Nel frattempo la scena milanese ha visto anche mosse societarie e creativi che segnano nuove traiettorie: la direzione creativa di altre maison è stata rinnovata, con scelte che guardano alla contaminazione generazionale, ma il cuore del giorno è rimasto la conferma del posizionamento del marchio americano e la sua capacità di dialogare con mercati come quello londinese e quello giapponese.

Il bilancio 2026 e la risposta del pubblico suggeriscono che la coerenza con una visione originaria — quella di uno stile di vita raffinato e sportivo — continua a essere un valore differenziante. In una fase in cui i consumatori mostrano segnali di stanchezza verso prezzi e slogan, la strategia di puntare sul prodotto e sull’autenticità si è dimostrata efficace: «Sono i vestiti che amiamo. È ciò che Ralph Lauren ha sempre amato», ha concluso David, ribadendo che la scelta estetica e produttiva del marchio non dipende esclusivamente dalla popolarità, ma da una passione che guida ogni decisione.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.