Le strade di Madrid e Parigi sono tornate a essere i palcoscenici di due movimenti che, pur avendo obiettivi diversi, condividono lo stesso senso di emergenza. A Madrid, la questione abitativa ha scatenato una mobilitazione di dimensioni impressionanti, mentre a Parigi il Pride ha riunito decine di migliaia di persone per difendere i diritti LGBTQ+ e denunciare la crescente minaccia dell’estrema destra.
Il clima di tensione sociale è alimentato da una serie di fattori: dal rialzo dei affitti e dalla paura di nuovi sfratti in Spagna, alle proteste studentesche che, a partire dal 28 settembre, hanno provocato migliaia di arresti in Francia. Entrambi i paesi mostrano come la piazza rimanga l’unico luogo in cui la popolazione può far sentire la propria voce contro decisioni politiche percepite come inadeguate.
Proteste per gli affitti a Madrid e le richieste di misura
Il sindacato degli inquilini ha coordinato più di cinquanta manifestazioni in tutta la Spagna, con il corteo più numeroso a Madrid. Quattro colonne hanno convergito in piazza Cibeles, portando uno striscione che proclamava “Verso lo sciopero generale”. Gli organizzatori hanno avanzato la cifra di 500mila partecipanti, mentre la stima del governo si ferma a 70mila. Slogan come “Case senza gente, gente senza casa” e “Colpevoli i proprietari, responsabile il governo” hanno risuonato tra i manifestanti, accompagnati dal simbolico tintinnio delle chiavi.
Decreto “Maricarmen” e le prime concessioni del governo
Il caso di Maricarmen Abascal, 87enne sfrattata il 23 settembre, è diventato il volto della protesta. Dopo una mediazione con la società Urbagestión, il suo affitto è stato ridotto da 2.500 a 500 euro, consentendole di rientrare nella casa di El Retiro. Questo episodio ha spinto il governo di Pedro Sánchez supportato da Sumar, a elaborare due decreti-legge: il primo prevede la sospensione degli sfratti per le famiglie vulnerabili fino al 2030 e una proroga di due anni per i contratti in scadenza; il secondo introduce il rinnovo automatico a tempo indeterminato degli affitti, equiparandolo alle norme sui contratti di lavoro.
Nonostante le misure, la opposizione di centro-destra, guidata da Isabel Diaz Ayuso, ha definito il provvedimento una minaccia di “esproprio” per i proprietari. Il dibattito parlamentare rimane aperto, con l’attesa di una votazione decisiva nella sessione straordinaria del prossimo venerdì.
Pride di Parigi, diritti LGBTQ+ e la protesta studentesca
Sabato 3 ottobre, la capitale francese ha visto sfilare decine di migliaia di persone lungo gli Champs-Élysées per celebrare il Pride. Tra i partecipanti spiccavano i sindaci socialisti, l’ecologista Sandrine Rousseau e il leader di La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon. I manifestanti hanno esposto cartelli contro il Rassemblement National e hanno invitato la cittadinanza a trasformare l’entusiasmo in impegno politico in vista delle elezioni imminenti.
Scontri e arresti nella protesta degli studenti
Il Pride è emerso dopo due settimane di proteste studentesche iniziate il 17 settembre al liceo Saint-Exupéry di Créteil, dove gli insegnanti chiedevano più risorse. Gli studenti si sono uniti, estendendo i blocchi ad altre città. Il 28 settembre le forze dell’ordine hanno segnalato più di 5 mila arresti e diversi episodi di violenza urbana. A Parigi, le manifestazioni hanno subito qualche episodio di scontro, con la polizia che ha dovuto ricorrere a spray al pepe e fumogeni.
Al centro del discorso c’era la paura di un avanzamento dell’estrema destra. Anaïs Perrin-Prevelle presidente di OUTrans, ha sottolineato l’importanza di rendere visibili le istanze della comunità LGBTQ+ in un contesto politico che sta diventando sempre più ostile.



