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Dal 13 al 16 gennaio 2026, Firenze diventa il palcoscenico della moda maschile con il Pitti Uomo 109, un evento che riunisce oltre 750 marchi, di cui il 47% provenienti dall’estero. Questa edizione, caratterizzata dal tema “Motion”, mira a sostenere le aziende in un contesto di incertezze geopolitiche e mercati instabili.
La manifestazione rappresenta un punto di riferimento per buyer, operatori e stampa specialistica, creando un ponte tra tradizione e innovazione.
Le sfilate di Hed Mayner e Shinya Kozuka
Mercoledì ha avuto luogo un doppio appuntamento di sfilate, presentando le collezioni di due stilisti di spicco: Hed Mayner e Shinya Kozuka. Mayner, stilista israeliano che ha trovato ispirazione sia a Tel Aviv che a Bergamo, ha mostrato una collezione che gioca con **silhouette** avvolgenti e linee audaci.
I suoi capi, caratterizzati da un taglio lontano dal corpo, creano un dialogo visivo che sfida le convenzioni della sartorialità.
Il mondo sartoriale di Hed Mayner
La collezione di Hed Mayner per l’Autunno-Inverno 2026 è un esempio di sartoria concettuale e innovativa. I suoi cappotti, con vita stretta e maniche oversize, evocano un’epoca di eleganza e audacia. Le giacche, con spalle affusolate e maniche curvilinee, si distinguono per la loro originalità.
Tra i pezzi più affascinanti ci sono gli ibridi tra mantello e cappotto e un trench fluente, accostato a pantaloni sportivi e una camicia di paillettes argentate. Mayner ha dichiarato di voler creare un universo parallelo in cui gli abiti interagiscono con il corpo piuttosto che semplicemente sovrapporsi ad esso.
Dopo il suo debutto parigino nel 2017, Hed Mayner ha costantemente impressionato il pubblico con la sua visione audace. Anche se alcuni dei suoi capi, come gli abiti plissettati in pelle, possono sembrare eccentrici, la sua abilità sartoriale è indiscutibile. La location della sfilata, la Palazzina Reale di Santa Maria Novella, ha aggiunto un tocco di grandeur all’evento, rivelando una fusione perfetta tra moda e arte.
La proposta audace di Shinya Kozuka
Il debutto di Shinya Kozuka, stilista giapponese, ha aperto la giornata di sfilate. La sua collezione è stata ispirata dall’idea di guanti smarriti, un tema che ha preso vita attraverso un invito unico a forma di guanto di cotone. Sebbene l’ispirazione fosse intrigante, i capi presentati sono risultati in parte confusi e complessi. Kozuka è noto per la sua abilità nel creare stampe, come quelle di cervi e alci che decorano camicie e sciarpe, ma alcuni capi, come i pantaloni in denim strappati e i cappotti ingombranti, non hanno colpito il pubblico come sperato.
Un finale inaspettato
La sfilata di Kozuka si è svolta all’interno del Magazzino della Fortezza da Basso, allestita con un paesaggio innevato che ha cercato di ricreare l’atmosfera giapponese. Tuttavia, la mancanza di un inchino finale da parte dello stilista ha sorpreso i presenti e l’applauso finale è stato uno dei più timidi mai uditi in questa manifestazione. Questa reazione ha messo in evidenza il contrasto tra i due stilisti, uno che ha abbracciato l’audacia e l’altro che ha lasciato il pubblico con interrogativi.
Il contesto di Pitti Uomo
Pitti Uomo non è solo una passerella, ma rappresenta un ecosistema in continua evoluzione per il settore della moda maschile. Con una presenza internazionale significativa, l’evento si impegna a portare a Firenze i buyer più influenti, lavorando sulla comunicazione e sul rafforzamento della rete commerciale. La fiera si suddivide in cinque aree tematiche, inclusi spazi dedicati alla profumeria di ricerca, che riflettono l’espansione del menswear verso nuovi orizzonti.
In un momento in cui l’industria della moda italiana sta affrontando sfide economiche, Pitti Uomo si propone di stimolare la domanda estera e di garantire opportunità per i brand, contribuendo così a un futuro più luminoso per la moda maschile. Questo evento è un chiaro segnale di un settore in trasformazione, dove creatività e innovazione sono fondamentali per affrontare le incertezze del mercato.

