Milano ha offerto, durante le sfilate autunno inverno 2026, un racconto di moda che unisce materia, storia e immaginario contemporaneo. Tre momenti distinti hanno definito la giornata: la celebrazione del cashmere nella collezione di Laura Biagiotti, l’approccio storico-funzionale di Max Mara ispirato a Matilde di Canossa, e la regia spettacolare con cui Demna ha reinterpretato il linguaggio di Gucci.
Le proposte dimostrano che la moda agisce simultaneamente come tessuto, racconto e palcoscenico. I marchi impiegano materiali e simboli per costruire identità che comunicano eleganza, potere personale e teatralità. Questi elementi, osservati sulle passerelle milanesi, indicano linee di tendenza per la stagione.
Il trionfo del cashmere: Laura Biagiotti
Alla sfilata di Laura Biagiotti, tenuta a Milano il 28/02/2026, il cashmere è emerso come linguaggio principale. Il materiale compare in molteplici declinazioni: capi morbidi, lavorazioni a trecce e palette di toni caldi.
La scena ha combinato comfort e lusso discreto, trasformando la scelta materica in un codice emotivo di intimità e raffinatezza.
Materialità e narrazione
Il cashmere viene impiegato per costruire una narrazione contemporanea. Silhouette ampie e avvolgenti si alternano a dettagli tecnici, con un equilibrio fra sartorialità e praticità. Le trecce e i punti lavorati fungono da fili conduttori visivi, mentre i colori caldi suggeriscono un guardaroba studiato per durare.
Questi sviluppi confermano tendenze già osservate sulle passerelle milanesi e indicano una direzione stilistica per la stagione.
Max Mara: storia e utilitarismo reinterpretati
Max Mara rilegge il passato nella collezione autunno inverno 2026 attraverso la figura di Matilde di Canossa, trasformando il riferimento storico in una grammatica stilistica contemporanea. La maison propone capi pensati per esprimere resilienza e autorità femminile, con il ritorno del cappotto 101801 come fulcro dell’offerta.
Il cappotto 101801 e il neo-medievalismo
Il cappotto 101801 si conferma manifesto di eleganza strutturata: spalle decise, linee architettoniche e materiali come cammello, cashmere e nabuk sono combinati per capi dalla durata programmata. Rivetti metallici, tuniche in pelle scamosciata e stivali oltre il ginocchio introducono un gusto utilitarista con accenti di gothic chic, che amplia l’orizzonte formale osservato sulle passerelle milanesi.
Gucci e il debutto di Demna: arena, architettura e ridefinizione del codice
La sfilata di Gucci ha funzionato come un grande set a Milano, dove la scenografia in travertino romano ha trasformato la passerella in una drammaturgia visiva. Il debutto di Demna ha proposto un confronto netto tra daywear urbano e eveningwear sontuoso, recuperando volumi anni Novanta e dettagli iper‑glam. L’evento ha voluto misurare la capacità del nuovo direttore creativo di riconfigurare il codice della maison.
Contrasti e continuità
La collezione alterna mini tailleur, gonne plissé e body‑con dress a proposte oversize e trench morbidI. Materiali laminati, ricami preziosi e accessori ladylike convivono con elementi street come bermuda in denim e marsupi. Tale commistione suggerisce un dialogo tra estetiche diverse e biografie individuali, consolidando una continuità stilistica con le recenti passerelle milanesi.
La regia scenica ha amplificato i contrasti, disponendo i capi come frammenti di un mosaico contemporaneo. L’uso del travertino ha richiamato riferimenti classici, mentre volumi e layering hanno introdotto accenti utilitaristi e di gothic chic. La proposta segnala la volontà di ridefinire il linguaggio formale della maison e apre a successive valutazioni critiche e commerciali.
Un filo comune: materiali, memoria e potere
La proposta segnala la volontà di ridefinire il linguaggio formale della maison e si inserisce in un quadro più ampio. Le sfilate evidenziano tre elementi ricorrenti: l’importanza dei materiali, l’uso della memoria storica come fonte di ispirazione e la rappresentazione del potere femminile attraverso il guardaroba. Ogni collezione alterna morbidezza e rigore strutturale, fino alla teatralità, per reinterpretare ruoli e immaginari stagionali.
Spunti pratici per chi osserva
Per il guardaroba quotidiano, le passerelle suggeriscono scelte precise. Investire in capi in cashmere di qualità rimane consigliato come strategia di lungo periodo. Integrare capi strutturati consente di comunicare presenza e autorevolezza. Per la sera, la selezione di elementi d’effetto favorisce narrazioni personali attraverso gli abiti. Questi orientamenti influiranno sulle valutazioni commerciali e sulle collezioni future dei marchi.