Parigi fashion week: lo spettacolo siderale di Tom Ford e l’ultimo omaggio di Alaïa

Parigi ha visto due chiusure di serata molto diverse: una visione cinematografica e androgina per Tom Ford e un addio misurato e affettuoso di Pieter Mulier ad Alaïa

La serata parigina della Fashion Week ha offerto due finali che riflettono approcci opposti alla contemporaneità della moda. Da un lato, la rilettura potente e scenografica dell’estetica Tom Ford sotto la regia di Haider Ackermann; dall’altro, l’addio raccolto e rispettoso di Pieter Mulier alla maison Alaïa.

Entrambi i momenti hanno raccontato più della semplice collezione: hanno espresso identità, memoria e il valore dell’artigianato.

In entrambe le passerelle è emersa una scelta precisa di linguaggio visivo: l’una cinematografica e audace, l’altra minimalista e sentimentale. Questi due capi d’atto dimostrano come le sfilate possano essere strumenti di narrazione tanto quanto vetrine di prodotto.

Tom Ford: un’estetica androgina e siderale

La proposta di Tom Ford, reinterpretata da Haider Ackermann, ha giocato sul concetto di virago moderno: figure che mescolano mascolinità e femminilità, tratteggiando silhouette allungate e decise.

L’impatto è cinematografico, con look che sembrano usciti da una pellicola di fantascienza urbana, grazie a scelte come capi in plastica trasparente che creano effetti voyeur, cinture-harness a stringere pantaloni sottili e rossetti dai toni intensi che accentuano l’espressività dei volti.

Dettagli di stile e costruzione

Nel cuore della collezione si nota un rimando al taglio modernista del fondatore: linee nette, proporzioni calibrate e una predilezione per materiali che giocano con la luce.

L’alternanza tra capi strutturati e elementi morbidi crea un contrasto voluto, mentre inserti in pelli esotiche e la sovrapposizione di camicie maschili con pezzi più intimi suggeriscono una tensione erotica controllata. Ackermann ha dichiarato di essersi ispirato a persone «salde nella loro vita», figure forgiate dalle esperienze che mostrano una nuova sicurezza nel presente.

Alaïa: un commiato raccolto per la maison

La sfilata di Alaïa ha assunto il tono di un gesto di gratitudine. Pieter Mulier ha scelto un allestimento minimal negli spazi dell’ex Fondation Cartier, privilegiando la semplicità per mettere in primo piano la qualità sartoriale dei capi. Qui la parola d’ordine è stata sostanza: silhouette pulite, tubini e slip dress in jersey, cappotti senza fronzoli e una palette controllata che va dal grigio ai toni profondi del rosso e del nero.

Il tributo allo staff e all’artigianato

Prima della passerella sono stati mostrati i ritratti dello staff dell’atelier, realizzati dal fotografo Keizo Kitajima, un gesto che ha trasformato la sfilata in un atto di riconoscimento verso modellisti, sarti e artigiani. Mulier ha espresso che la maison è il risultato di un lavoro collettivo: ogni abito porta con sé il tempo e la dedizione di chi lo realizza. Questa scelta ha enfatizzato l’importanza dell’heritage couture e della cura manuale, elementi che hanno caratterizzato la sua direzione negli ultimi anni.

Confronto delle scelte creative

Mettere fianco a fianco le due sfilate mette in evidenza come la moda oggi possa oscillare tra spettacolo e rispetto delle radici. Da una parte, la collezione Tom Ford punta a stupire con un linguaggio visivo forte e sensuale; dall’altra, Alaïa sceglie il silenzio e la misura per celebrare la continuità del mestiere. Entrambe le strategie rispondono a esigenze diverse: comunicare un’identità globale e contemporanea nel primo caso, preservare memoria e artigianalità nel secondo.

Impatto sul futuro delle maison

Per Haider Ackermann la conferma alla guida creativa di Tom Ford è un consolidamento che potrebbe segnalare una linea evolutiva per il brand, mantenendo i riferimenti modernisti e ampliandone la capacità di narrazione visiva. Per Pieter Mulier, invece, la passerella di addio precede una nuova tappa professionale: dal primo luglio assumerà la direzione creativa di Versace sotto l’ombrello di Prada, portando con sé la sensibilità per la precisione sartoriale che lo ha contraddistinto in Alaïa.

Scritto da Staff

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