Il ritorno dei grandi concerti al Luigi Ferraris ha un volto: quello di Olly. La prima delle tre serate programmate a Marassi ha visto la presenza di 30mila persone, un numero che apre la strada a un totale previsto di 90mila spettatori per l’intero ciclo di eventi. L’atmosfera registrata durante la serata combina memorie cittadine e nuovi approdi artistici, con risultati concreti sul piano organizzativo e culturale.
Un traguardo personale e cittadino
Per Olly, nato nella Foce e diventato noto dopo la vittoria al Festival di Sanremosalire sul palco del Ferraris significa realizzare un sogno coltivato fin dall’infanzia: «un giorno farò un live al Carlini, sarà il mio show più grande», aveva raccontato in passato. La scelta di riaprire Marassi alla musica live dopo 22 anni dal grande evento che vide protagonista Vasco rappresenta per la città una ripresa simbolica delle grandi manifestazioni. Sul prato e nelle gradinate si è respirata la sensazione che quella serata fosse, nelle parole dell’artista, «È festa».
La partecipazione e il pubblico
La platea è stata eterogenea: giovani e meno giovani, famiglie e fan arrivati da fuori regione. Secondo i dati resi noti dall’organizzazione, il 53% del pubblico proviene da fuori Liguria. L’area esterna allo stadio è diventata per giorni un punto di ritrovo per migliaia di persone, con un village che ha messo in primo piano prodotti locali come la focaccia e le trofie al pesto preparate da attività genovesi.
Impegni sociali, omaggi e momenti intimi sul palco
La serata non è stata solo intrattenimento: Olly ha voluto coinvolgere la propria città anche con gesti concreti. Sono state annunciate attività di beneficenza a sostegno dell’ospedale Gaslini e la promozione di una raccolta fondi a breve termine. Sul piano artistico, il concerto ha mostrato momenti di intimità con un set acustico dove Olly e Juli si sono esibiti a un tavolo, rievocando gli inizi della loro collaborazione e accogliendo amici storici della band per brani come «Depresso fortunato».
Tributi e riferimenti
Nel set acustico è stato eseguito anche un omaggio a Luigi Tenco con «Mi sono innamorato di te», scelta che Olly ha spiegato come un modo per ricordare la scuola genovese senza volerla imitare. Ha inoltre citato l’importanza di prospettive diverse e del confronto, collegando il suo modo di esprimersi alle scelte di altri protagonisti del cantautorato come Francesco De Gregoripur mantenendo le dovute distanze rispetto ai paragoni diretti.
Dettagli organizzativi e sicurezza
Mettere in scena tre serate da 30mila spettatori ciascuna ha richiesto un piano logistico importante: modifiche alla viabilità, controllo della sosta e un ampio dispositivo di sicurezza e assistenza sanitaria. Per gestire l’afflusso e il rischio legato al caldo, sul posto sono stati predisposti servizi sanitari e volontari provenienti da tutta la regione, con squadre pronte a intervenire nei vari settori dello stadio.
Smontaggio e futuro degli eventi a Marassi
L’installazione delle strutture ha richiesto giorni di lavoro e, al termine delle tre serate, è previsto un periodo per lo smontaggio completo degli allestimenti. L’esperienza di Olly a Genova ha già alimentato il dibattito cittadino sulla possibilità di riportare a Marassi altri eventi di grande richiamo, ridando vita a uno spazio centrale per la cultura e l’intrattenimento della città.
La serata è anche stata teatro di un momento di commozione: Olly ha dedicato una canzone a Elisa Bozzano, vittima di un tragico incidente, dopo aver parlato con la sua famiglia. L’artista ha scelto di trasformare il ricordo in un invito a cantare più forte per lei. Lo spettacolo si è chiuso con fuochi d’artificio e l’interpretazione di «Il Pescatore» di De André, mentre il pubblico ha lasciato lo stadio con la sensazione di aver partecipato a una festa collettiva che unisce ricordi personali e slancio comunitario.



