Moncler Grenoble a Portrait Milano: mostra immersiva tra storia e performance

Moncler Grenoble presenta The Beyond Performance Exhibit al Portrait Milano: un percorso in tre 'trail' che ricostruisce origini alpine, legami olimpici e l'evoluzione contemporanea del brand

Moncler Grenoble presenta un percorso immersivo a Milano

Moncler Grenoble allestisce a Milano un’esposizione che racconta oltre settant’anni di storia del marchio. L’evento si svolge al Portrait Milano, in Corso Venezia 11. Aperta al pubblico dall’8 al 28 febbraio, la mostra unisce archivi, installazioni e tecnologia per trasformare l’heritage tecnico in un percorso multisensoriale.

Gli esperti del settore confermano che l’operazione punta a mettere in relazione funzionalità e immaginario della montagna come origine e metafora culturale.

La mostra

All’interno di The Beyond Performance Exhibit il visitatore attraversa tre sentieri tematici: Blue Trail, White Trail e Red Trail. Le sezioni ripercorrono la nascita del brand e le sue evoluzioni fino alle più recenti sperimentazioni di design e tecnologia. Ogni percorso combina capi d’archivio, videoproiezioni e scenografie che ricreano condizioni estreme e momenti chiave della storia aziendale.

La narrazione espositiva enfatizza il rapporto con la montagna come materia e come simbolo. L’intento è didattico ed esperienziale: mostrare la funzione tecnica dei capi insieme alla loro valenza culturale. I materiali e le installazioni sono pensati per guidare il pubblico attraverso tappe cronologiche e tematiche, offrendo approfondimenti sia storici sia tecnologici.

Il Blue Trail: radici alpine e attrezzature originarie

Il percorso Blue Trail riporta alle origini alpine del marchio attraverso materiali e oggetti di uso pratico.

Moncler nasce nel 1952 a Monestier-de-Clermont, nei pressi di Grenoble, dove l’abbigliamento tecnico rispondeva a esigenze di sopravvivenza e operatività in montagna. Le prime produzioni includevano piumini, sacchi a pelo e giacche sviluppate con l’alpinista Lionel Terray, progettate per resistere a vento, neve e temperature estreme.

Le installazioni della mostra ricreano ambientazioni di spedizione e mettono in evidenza la giacca Karakorum come archetipo di design tecnico. In questo contesto la giacca viene presentata non solo come capo d’abbigliamento, ma come simbolo di un etica della performance che privilegia funzionalità e protezione nelle condizioni più severe, con rimandi a imprese storiche come la spedizione italiana al K2 del 1954 sostenuta dal brand.

Un altare della pratica

Nella sezione dedicata al Blue Trail la performance si manifesta nei dettagli costruttivi e nelle soluzioni funzionali. Le scelte di progetto mostrano una continuità tra necessità tecniche e linguaggio estetico. Qui la prova in ambiente alpino diventa criterio progettuale, e gli oggetti esposti spiegano come la funzionalità abbia plasmato il design.

Si evidenziano soprattutto cuciture rinforzate e imbottiture concepite per basse temperature. I tagli e i materiali testimoniano resistenza e isolamento, necessari per operare ad alta quota. La sezione sottolinea l’eredità tecnica che continua a influenzare i modelli contemporanei.

Il White Trail: la montagna come palcoscenico collettivo

La sezione prosegue la narrazione dell’eredità tecnica e mette in luce l’uso pubblico della montagna come spazio simbolico. Qui la neve digitale accompagna oggetti che documentano il rapporto tra Moncler e le grandi manifestazioni sportive. I capi esposti vanno dall’uniforme della squadra francese alle Olimpiadi di Grenoble 1968 fino alle tute preparate per il Team Brasile in vista delle Olimpiadi di Milano Cortina. Accanto ai completi tecnici emergono pezzi che testimoniano la penetrazione nella cultura popolare, come il piumino associato ai paninari milanesi e il giubbotto legato alla figura di Alberto Tomba.

Memoria e contemporaneità

Curatori, archivi istituzionali e collezionisti privati mettono a confronto materiali storici e contributi contemporanei. Il progetto intreccia documenti, prestiti e opere site-specific per restituire una lettura della moda come fenomeno culturale. L’intento è mostrare come la memoria tecnica del capo si trasformi in codice estetico e segnali di identità urbana. La narrazione prosegue dal percorso espositivo principale e colloca gli oggetti in un orizzonte che guarda al presente e alle pratiche creative odierne.

Il Red Trail: sguardi sul futuro e la riformulazione dell’identità

Nel mondo del beauty si sa che la moda comunica oltre il capo. Il Red Trail rappresenta una soglia verso il contemporaneo e rilegge l’identità di un brand attraverso il linguaggio scenico. Gli esperti del settore confermano che la passerella specchiata moltiplica prospettive e significati. La mostra colloca capi e immagini in un orizzonte che guarda al presente e alle pratiche creative odierne. La narrazione si integra con le precedenti sezioni espositive e prosegue il dialogo fra memoria e innovazione.

Qui la performance diventa messa in scena consapevole. Non è più solo strumento per fronteggiare la natura, ma un codice identitario che trasforma la collezione in evento culturale. Le scelte scenografiche sanciscono il passaggio da un approccio funzionale a uno esperienziale e comunicativo. I riferimenti alle sfilate internazionali e alle presentazioni in luoghi atipici illustrano la strategia di narrazione del brand, orientata alla creazione di momenti capaci di generare coinvolgimento simbolico.

Un progetto che porta la montagna in città

La mostra Beyond Performance Exhibit mette in scena la relazione tra impresa, sport e moda. L’allestimento occupa il giardino del Portrait a Milano e riproduce elementi del paesaggio alpino in un contesto urbano. L’installazione utilizza pini veri presi da vivai locali, destinati a tornare alla loro sede il 1 marzo. L’intento degli organizzatori è creare un ponte tra ambiente naturale e racconto cittadino, rendendo visibile la contaminazione tra culture diverse.

L’esposizione è aperta dall’8 al 28 febbraio e propone percorsi tematici che pongono la sfida e la cultura al centro della narrazione. Gli allestimenti in luoghi atipici proseguono la strategia di storytelling del brand, orientata alla creazione di momenti di coinvolgimento simbolico. La programmazione prevede visite libere e iniziative collaterali pensate per un pubblico giovane e appassionato di moda.

Scritto da Staff

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