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30 Giugno 2026

Moda maschile a Parigi: perché Celine è stata la sfilata più convincente secondo Harrods

Simon Longland di Harrods ha indicato Celine come la miglior sfilata maschile a Parigi: un focus su silhouette più morbide, materiali naturali, accessori personali e orientamenti commerciali per primavera-estate 2027

Moda maschile a Parigi: perché Celine è stata la sfilata più convincente secondo Harrods

La settimana della moda maschile di Parigi, svoltasi dal 23 al 28 giugno 2026 ha fornito segnali chiari su come si sta ridefinendo il guardaroba contemporaneo: tra proposte in passerella e valutazioni commerciali, emergono preferenze per volumi meno rigidi, tessuti naturali e un ruolo più marcato degli accessori. A fare il punto della situazione è stato Simon Longland, direttore degli acquisti di moda presso Harrods a Londra, che ha collocato Celine in cima alla sua lista delle migliori sfilate, accompagnata da GivenchyLemaireAuralee e Dior.

Celine: una sfilata che «ha saputo cogliere lo spirito della stagione con sicurezza e chiarezza»

Secondo Longland, la proposta di Celine per la Primavera-Estate 2027 «ha saputo cogliere lo spirito del momento», risultando al tempo stesso «disinvolta, moderna e estremamente desiderabile». Questa sintesi mette in luce come l’estetica presentata non sia soltanto spettacolo, ma anche una realtà indossabile: capi pensati per i clienti che li acquisteranno davvero. Il giudizio sottolinea la combinazione tra aspirazione e portabilità che ha caratterizzato la sfilata di domenica 28 giugno, quando Celine è andata in scena in calendario.

Silhouette, materiali e palette: i cambiamenti rilevati

Tra gli elementi tecnici evidenziati dal buyer emerge «un cambiamento determinante verso una silhouette più morbida e fluida»: questa evoluzione implica un taglio sartoriale più leggero proporzioni rilassate e un gioco di sovrapposizioni più istintivo che trasforma l’armadio in un sistema versatile anziché in una sequenza di pezzi rigidi. Parallelamente si è percepito «un chiaro ritorno all’autenticità attraverso fibre naturali», con palette dai toni terrosi e riferimenti alla vita all’aria aperta che hanno ricomposto un’immagine più organica del menswear.

Dettagli sui capi e materiali

Il calendario della rassegna ha messo a confronto molte maison (tra cui DiorGivenchy e Lemaire), ma il filo comune è stato l’attenzione alla qualità delle materie prime e alla funzionalità: il denim morbido e délavé si è confermato in evoluzione, mentre la maglieria leggera le camicie senza colletto i pantaloni cargo e l’abbigliamento sportivo raffinato sono stati segnalati come capi con forte potenziale commerciale per la stagione a venire.

Accessori e orientamento commerciale di Harrods

Un altro aspetto sottolineato riguarda il ruolo sempre più centrale degli accessori soprattutto quelli con un carattere personale e da collezione: gioielli, ciondoli e talismani che raccontano una storia sono stati considerati elementi di rilievo. Da un punto di vista retail, Harrods sta orientando gli assortimenti verso categorie che consentono di costruire guardaroba completi piuttosto che puntare su singoli pezzi di tendenza, con priorità su occhiali da sole, cinture e gioielli, oltre a capi leggeri adatti alla sovrapposizione.

Strategia colore e assortimento per Primavera-Estate 2027

Per la collezione Primavera-Estate 2027 il magazzino di lusso ha deciso di «porre maggiore enfasi sul colore», riducendo l’esposizione a capispalla pesanti e maglieria invernale, in risposta alla preferenza dei clienti verso guardaroba più leggeri e versatili. Questo approccio commerciale si allinea con la tendenza in passerella a privilegiare capi facilmente combinabili e duraturi nel tempo.

Elementi di tendenza poco pratici per il retail

Non tutte le proposte viste sulle passerelle hanno prospettive commerciali ampie: Longland ha indicato che alcune tendenze resteranno confinate ad ambiti di nicchia. In particolare ha osservato che «È improbabile che le ballerine trovino ampio riscontro presso la nostra clientela» e che gli abiti trasparenti, pur presenti sulle passerelle, difficilmente si tradurranno in vendite significative al di fuori di marchi d’avanguardia. Questa distinzione tra immagine e vendibilità è centrale per chi costruisce assortimenti destinati a una clientela internazionale.

La conclusione emersa dalla Fashion Week di Parigi è quindi duplice: da un lato una spinta estetica verso comodità, qualità e durata dall’altro una selezione pratica di ciò che funzionerà in negozio. La convergenza tra direzioni creative maschili e femminili, con una tendenza verso un linguaggio stilistico condiviso suggerisce che il futuro prossimo del guardaroba sarà sempre più fluido e meno ancorato a definizioni rigide di genere.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.