Nel cuore del Long Museum di Shanghai Max Mara ha scelto di celebrare il suo 75° anniversario presentando una mostra-evento e la nuova collezione Resort 2027. L’allestimento, visitabile dal 17 al 28 giugno non si limita a ripercorrere il passato: è pensato come un vero manifesto che coniuga memoria aziendale e visione futura. Curata da Olivier Saillard l’esposizione si propone di raccontare l’identità del marchio e di porre la domanda centrale che anima la collezione: «Cos’è Max Mara?».
La collezione Resort 2027 e il linguaggio stilistico
La collezione Resort 2027 è stata ideata come una celebrazione della donna Max Mara, con silhouettes studiate per offrire molteplici possibilità di stile. I cappotti appaiono ampi e disinvolti mentre le giacche oscillano tra tagli corti e squadrati e modelli rigorosamente sartoriali. Le gonne variano da gonne appena sopra il ginocchio con volume in vita a versioni più austere e midi; i pantaloni cropped, completi di tasca applicata laterale, lasciano scoperta la caviglia per valorizzare scarpe lucide con tacco e cinturino. La palette è dominata da cammello, cognac, kaki e champagne, affiancati da bianco, nero e dall’iconico rosso Max Mara.
Nell’ottica di ripresa d’archivio, la collezione reinterpreta motivi grafici storici: righe e forme geometriche cubiche ritornano come segni distintivi, mentre tocchi di colore saturo e inserti di paillettes appaiono con discrezione, ad esempio sul retro di maglioni. Non mancano riferimenti locali: a Shanghai sono stati proposti omaggi alla tradizione sartoriale cinese, come un cheongsam elasticizzato in lana merino abbinato a giacca in seta trapuntata o a camicia in popeline con chiusura pankou, pensati per fondere contesto e identità del brand.
The Max! al Long Museum: la mostra come living archive
La mostra “The Max!” è stata concepita per ricreare l’atmosfera della BAI – Biblioteca e Archivio d’Impresa istituzione fondata nel 2003 a Reggio Emilia. L’allestimento mette in scena un living archive in cui abiti, accessori, tessuti, schizzi, documenti e immagini emergono da casse tipiche delle sale di deposito, riproducendo il dinamismo quotidiano dell’archivio aziendale. Questo approccio exhibition-design permette ai visitatori di percepire il lavoro di conservazione e ricerca che sostiene la maison.
La mostra è organizzata in nove capitoli ognuno dedicato a un tema preciso: dalla scuola di taglio e cucito Maramotti alla prima fabbrica, fino a un capitolo interamente riservato ai pezzi iconici della maison e a una riflessione sul colore. Tra i documenti in esposizione spiccano materiali che ricollegano direttamente alla storia personale del fondatore, come il primo giaccone realizzato con la collaborazione della migliore allieva della scuola di taglio e cucito di Giulia Fontanesi Maramotti. Questo filo narrativo mette in evidenza la connessione tra saper fare sartoriale e organizzazione industriale che ha contraddistinto il successo dell’azienda.
Il racconto istituzionale e la visione internazionale
All’interno della scenografia espositiva emergono elementi che sottolineano la filosofia aziendale: il design funzionale, spesso richiamato al Bauhaus e l’intento di trasformare la quotidianità in un gesto di stile. La massima del fondatore, “Rendere straordinario l’ordinario” appare come una bussola concettuale che attraversa abiti e materiali esposti. La mostra e la sfilata a Shanghai intendono anche evocare l’importanza del viaggio e della ricerca come leve creative e di business: una prospettiva ribadita dalla famiglia Maramotti durante le celebrazioni.
Maria Giulia Prezioso Maramotti ha commentato l’evento sottolineando: “Abbiamo scelto di festeggiare in Cina questo importante anniversario” ricordando il valore strategico del confronto con culture diverse e la capacità del brand di tradurre scoperta e conoscenza in capi connessi al presente globale e capaci di guardare al futuro. La produzione narrativa della mostra rafforza così l’idea di un marchio che dialoga con il mondo, senza rinunciare al proprio patrimonio di sapere artigiano.
La combinazione di collezione e mostra offre al pubblico un quadro d’insieme della maison, mettendo al centro la domanda permanente «Cos’è Max Mara?» e lasciando emergere risposte costruite su storia, materiali e visione.



