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24 Giugno 2026

L’evoluzione di ChatGPT nel settore sanitario: opportunità e sfide

ChatGPT sta diventando sempre più un alleato per la salute, con oltre 230 milioni di domande settimanali su benessere e medicina. Scopri come l'IA sta migliorando le sue risposte e quali sono i rischi da conoscere.

L'evoluzione di ChatGPT nel settore sanitario: opportunità e sfide

L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nel settore della salute, con ChatGPT che si posiziona come un assistente virtuale per il benessere. Secondo i dati di OpenAI, ogni settimana oltre 230 milioni di persone utilizzano il chatbot per ottenere informazioni su sintomi, esami medici, alimentazione e attività fisica. Questo fenomeno ha spinto l’azienda a migliorare la cosiddetta health intelligence del modello, rendendo le risposte più affidabili e contestualizzate.

I progressi di ChatGPT nel settore sanitario

Il modello GPT-5.5 Instant ha raggiunto prestazioni simili ai modelli più avanzati della famiglia Thinking nelle valutazioni interne dedicate alla salute. Questo miglioramento permette a ChatGPT di essere più efficace in tre aree critiche: riconoscere quando un caso richiede attenzione urgente, chiedere più contesto prima di rispondere e comunicare in modo chiaro anche in presenza di incertezze.

Per addestrare e valutare il sistema, OpenAI ha coinvolto una rete globale di centinaia di medici in 60 Paesi, distribuiti su 26 specialità e 49 lingue. Questi professionisti non solo hanno verificato l’accuratezza delle risposte, ma hanno anche identificato i punti in cui l’AI tende a fallire, come l’eccesso di sicurezza o la sottovalutazione dei segnali di allarme.

L’importanza del contesto nelle risposte mediche

Un aspetto fondamentale di questa evoluzione è il cambio di paradigma nel modo in cui l’AI gestisce le informazioni mediche. Non si tratta solo di fornire una risposta giusta o sbagliata, ma di comunicare in modo efficace il dubbio e chiedere ulteriori dettagli. In medicina, spesso una buona risposta non è una diagnosi immediata, ma una domanda aggiuntiva che aiuti a comprendere meglio il contesto.

ChatGPT Health: l’integrazione con i dati sanitari personali

A gennaio 2026, OpenAI ha lanciato ChatGPT Health, uno spazio dedicato all’interno del chatbot che consente di integrare dati sanitari personali, cartelle cliniche e app di wellness come Apple Health o MyFitnessPal. L’obiettivo è trasformare ChatGPT in un assistente capace di ragionare su un contesto personale più ampio, piuttosto che rispondere a domande isolate.

Tuttavia, restano limiti importanti. OpenAI continua a ribadire che ChatGPT non sostituisce il medico e non è pensato per diagnosi o terapie. Il suo ruolo è quello di essere un supporto informativo, un filtro cognitivo tra l’utente e la complessità del sistema sanitario.

I rischi delle risposte inaccurate

Uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha messo alla prova i cinque chatbot basati sull’intelligenza artificiale più usati al mondo, rivelando che una parte delle risposte era inaccurata o dannosa. I ricercatori hanno posto a ciascun chatbot 50 quesiti su argomenti sanitari ad alto rischio di disinformazione, come cancro, vaccini, cellule staminali, nutrizione e performance atletica.

Risultato: il 49,6% delle risposte è stato giudicato problematico, il 30% abbastanza problematico e il 19,6% altamente problematico. In pratica, 1 risposta su 5 rischiava di essere non solo inutile, ma anche pericolosa. Le aree più difficili si sono rivelate nutrizione, performance atletica e cellule staminali, mentre su vaccini e cancro i chatbot hanno tenuto meglio.

Il problema non è solo la frequenza degli errori, ma il modo in cui vengono confezionati. Le risposte erano formulate con tono sicuro e assertivo, prive di avvertenze o dubbi, rendendole più convincenti. Questo perché i chatbot non ragionano, ma si limitano a prevedere quale parola è più probabile che segua la precedente, sulla base dei testi con cui sono stati addestrati.

Le banche dati da cui prendono le informazioni includono forum e social, e la letteratura scientifica è spesso limitata agli articoli in accesso libero. Le citazioni bibliografiche prodotte a sostegno delle risposte hanno ottenuto un punteggio medio di completezza del 40%, e tutti i chatbot hanno inventato almeno alcune citazioni scientifiche inesistenti.

Con l’intelligenza artificiale sempre più strumento di uso comune, sono necessarie più informazione pubblica, formazione professionale e regole chiare per fare in modo che l’AI possa aiutare le persone alle prese con problemi di salute, invece di danneggiarle.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.