Le sette notizie della settimana nel mondo della moda

Una sintesi delle sette notizie che hanno animato la settimana fashion: volti, progetti espositivi, aperture e capsule collection che uniscono arte e artigianato

La settimana nella moda ha messo in fila annunci che mescolano arte, heritage e sperimentazione. Le maison hanno scelto nuovi volti, aperto spazi pensati per esaltare il made in Italy e dato vita a progetti espositivi che parlano di memoria e territorio.

Tra capsule nate dall’amicizia tra designer e artisti e nuove proposte retail, si percepisce un ritorno all’artigianato che racconta storie — una strategia che parla soprattutto ai consumatori più giovani, attenti a identità e contenuto oltre che all’estetica.

Sette pillole della settimana
Ecco sette appuntamenti che raccontano come la moda oggi si costruisca sul confine tra emozione, racconto e abilità manuale. Ogni storia mette in luce un aspetto diverso: dal volto che definisce una collezione, ai progetti culturali che trasformano un lancio in un’occasione di dibattito, fino alle collaborazioni che guardano alla quotidianità.

Una nuova musa: presenza e misura
Loewe punta su Isla Johnston per segnare la transizione creativa di Jack McCollough e Lazaro Hernandez. Nessuna posa urlata: si tratta di una scelta misurata, che mette al centro la costruzione del capo più che il glamour ostentato. La campagna privilegia linee essenziali e un sarto che si vede — lusso inteso come coerenza e personalità, non eccesso. Isla diventa così una testimone di stile, utile anche per raccontare l’esperienza in boutique e nelle future mostre del marchio.

Ora resta da vedere come questa scelta influirà sulla percezione del brand e sulle vendite nei canali diretti.

Volti che raccontano: strategia più che celebrità
Affidare la campagna a un’attrice emergente è una mossa che unisce storytelling e credibilità. Il volto è strumento narrativo: comunica sfumature, valori e autenticità. Più che slogan, qui si punta all’artigianalità e a un’immagine che dura nel tempo, costruendo un rapporto vero con chi cerca sostanza oltre la vetrina.

Dialoghi di pensiero e rigore estetico
A New York, Jil Sander ha accompagnato il debutto di Simone Bellotti con il panel Acts of Learning alla Marian Goodman Gallery. L’incontro ha riportato la moda nella dimensione del confronto pubblico: parole, critiche e domande hanno esplorato il rapporto tra controllo formale e libertà creativa. Questi momenti trasformano una collezione in un dibattito culturale e aiutano a definire il DNA minimalista del brand, mostrandone l’evoluzione senza perdere l’identità.

Perché contano i panel
Mettere in scena riflessioni pubbliche fa uscire la moda dall’ordinario: non è solo prodotto da comprare, ma discorso da seguire. Questi format aumentano la visibilità critica e attraggono chi ama capire il perché delle scelte estetiche, non solo guardarle.

Spazi, memoria e collaborazioni che guardano al territorio
A Roma, Recarlo ha inaugurato una boutique in via del Babuino pensata per raccontare la tradizione orafa italiana: materiali, finiture e mani che sanno fare sono messi al centro dell’esperienza. Al McArthurGlen di Noventa di Piave, invece, un percorso open air celebra le Olimpiadi di Cortina 1956 con gigantografie e un bob d’epoca: shopping e racconto storico si mescolano per coinvolgere visitatori e curiosi.

Capsule che scaldano l’estate
La collaborazione tra Gia Borghini e Silvia Tcherassi propone una mini-collezione che mette insieme l’artigianato fiorentino e la sensibilità colombiana. Due modelli pratici — una mule a tacco medio e un sandalo flat — giocano su linee pulite e versatilità, pensati per la vita quotidiana ma con un’identità evidente. Dietro c’è fiducia professionale e una scelta di materiali e costruzioni pensata per durare.

Campagne che rimangono nella testa
Levi’s, con la regia di Kim Gehrig, sceglie toni intimi e dietro le quinte per raccontare l’idea di Original: scatti informali legano il denim a musica, sport e momenti di vita. La regia privilegia luci naturali e inquadrature ravvicinate per far percepire trama e usura del tessuto: il jeans come compagno delle storie personali.

Valentino firma Fireflies, un progetto di Alessandro Michele che lavora sul gesto e sull’immagine: la caduta come momento iniziale, la sospensione prima della perdita dell’appoggio. Foto e regia giocano sul confine tra controllo e abbandono, facendo dell’abito un dispositivo narrativo che evoca vulnerabilità e resilienza.

Sette pillole della settimana
Ecco sette appuntamenti che raccontano come la moda oggi si costruisca sul confine tra emozione, racconto e abilità manuale. Ogni storia mette in luce un aspetto diverso: dal volto che definisce una collezione, ai progetti culturali che trasformano un lancio in un’occasione di dibattito, fino alle collaborazioni che guardano alla quotidianità.0

Scritto da Staff

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