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8 Agosto 2026

La prima sfilata menswear di Simone Rocha a Pitti tra Irlanda e Firenze

Simone Rocha ha presentato la sua prima collezione maschile a Pitti il 18 giugno 2026, mescolando radici irlandesi e concretezza teatrale nella cornice della Pergola a Firenze

La prima sfilata menswear di Simone Rocha a Pitti tra Irlanda e Firenze

Simone Rocha ha presentato la sua prima collezione menswear il 18 giugno 2026 al Teatro della Pergola di Firenze, nel calendario di Pitti Uomo 110. La sfilata ha messo in scena 38 look che hanno traslato l’estetica poetica della designer dublinese nel guardaroba maschile contemporaneo. Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026.

L’evento ha segnato un passaggio strategico per il brand: l’ingresso formale nel segmento uomo, con un linguaggio che unisce ornamento e pragmatismo. La scelta del palcoscenico fiorentino ha legato un percorso ideale tra le radici irlandesi e il contesto teatrale di Firenze, puntando su una moda che dialoga con la tradizione e la funzione d’uso, senza rinunciare a identità e portabilità quotidiana.

Teatro della Pergola e la messa in scena tra Irlanda e Firenze

La sfilata si è svolta nel teatro fondato nel 1718, che ha amplificato la dimensione narrativa della proposta. I modelli hanno attraversato platea e palco, trasformando ogni capo in elemento scenico e consolidando il legame con l’architettura storica del luogo. L’approccio ha evocato le atmosfere dell’Irlanda, rilette con una grammatica visiva pensata per un pubblico maschile contemporaneo e sensibile a vestibilità e versatilità. In questo quadro, l’oggetto-abito ha funzionato come dispositivo performativosostenuto da una costruzione tecnica attenta.

Rocha ha dichiarato: “Adoro lavorare con i tessuti, manipolare le superfici”. La dichiarazione ha trovato riscontro nelle lavorazioni che hanno unito lane trattate, cotoni robusti e materiali misti per mantenere forma e movimento. La regia ha incluso sovrapposizioni strutturate e un uso calibrato degli ornamenti, con un equilibrio che ha tenuto insieme eleganza e funzionalitàin dialogo con l’impianto scenico fiorentino e con una prassi sartoriale che resta ancorata all’uso urbano.

I 38 look: codici classici e dettagli domestici

La collezione ha reinventato codici classici attraverso contrasti mirati. In passerella sono comparsi un cappotto nero con boa di tulle, un trench abbinato a quadretti vichy e un abito in Principe di Galles accostato a capi trasparenti ricamati. Il primo look, con giacca doppiopetto, bermuda e ballerine, ha reso esplicita la direzione: un maschile che integra delicatezza e funzione, evitando lo stereotipo e favorendo un uso cross-contestuale. Proporzioni, tagli e costruzioni hanno sostenuto forme squadrate in pelle total black e intermezzi di paillettes.

Hanno avuto rilievo gli inserti ispirati a elementi domestici, come tende, tovaglie e fodere floralmente decorate provenienti dal mondo del costume. Questi dettagli hanno introdotto un senso di luogo e quotidianità, traslando la poetica del brand nel terreno maschile. L’attenzione alla durata del capo, alla resa in movimento e alla manutenzione ha orientato la scelta di materiali e finiture, con un ricorso misurato a tessuti tecnici accostati a fibre naturali per garantire comfort, struttura e leggerezza, nell’ottica di una portabilità reale.

Pitti Uomo 110: calendario, numeri e ricezione

La presentazione è rientrata nel programma di Pitti Uomo 110svolto dal 16 al 19 giugno 2026 in Fortezza da Basso, con oltre 720 brand presenti. L’edizione è stata legata al tema The Poolche ha usato l’immagine della piscina come metafora di riflessione e identità nel menswear contemporaneo. In questo contesto, la sfilata di Rocha è stata letta come tassello coerente con una moda più liquida, capace di fondere sartoriaperformance e riferimenti outdoor, in dialogo con linee e sensibilità emergenti da Asia e Nord Europa.

La resa scenica, con modelli in movimento tra platea e palcoscenico, ha evidenziato un dialogo costante con la tradizione della sartoria maschile e una volontà di parlare a un pubblico attento a nuove sensibilità. La presenza di riferimenti cinematografici, immagini di viaggio tra Irlanda e Italia e suggestioni pittoriche ha inciso sul ritmo del défilé. Il progetto è stato percepito come estensione coerente dell’universo creativo della designer, con potenzialità commerciali basate su portabilità e riconoscibilità.

Strategia del brand e sviluppi del menswear

Con questo debutto, la maison ha avviato un capitolo dedicato all’uomo, con l’obiettivo di consolidare una proposta che bilanci la cifra romantica del marchio e le esigenze di un mercato diversificato. La designer ha espresso l’intenzione di presentare il menswear con sfilate dedicate anche in futuro, privilegiando formati che garantiscano una fruizione visiva ottimale rispetto ai format co-ed. Il posizionamento a Firenze suggerisce la volontà di entrare nel circuito internazionale attraverso una piattaforma riconosciuta dai professionisti del settore.

La collezione ha mantenuto una linea pragmatica su temi chiave: vestibilitàresistenza e versatilità, con capi adatti a contesti formali e informali. Il ponte tra ornamento e utilità ha sostenuto una narrazione che parte da Dublino e approda al palcoscenico fiorentino, con un lessico aggiornato ai bisogni del quotidiano. L’impianto scenico del Teatro della Pergola ha offerto la cornice per affermare una identità maschile pluraledove decorazione e funzione coesistono senza contraddizioni forzate.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.