La nuova era di Sharra Pagano: Alessia Pellarini e la Collezione A

Alessia Pellarini riapre gli archivi di Sharra Pagano e presenta Collezione A: un vocabolario di gioielleria contemporanea, senza età né genere, che mescola catene, maglie tubolari e richiami a cinturini d'orologio

Sharra Pagano rilancia la propria identità sotto la direzione creativa di Alessia Pellarini. La stilista, con esperienze in maison come Prada, Chloé, Fendi e Louis Vuitton, trasferisce al gioiello competenze maturate nel prêt‑à‑porter. L’obiettivo è riscoprire e ridefinire il marchio senza smarrirne il carattere originario.

Pellarini privilegia proporzione e armonia, privilegi che trova nel gioiello uno spazio più intimo e concentrato.

Dopo aver privilegiato proporzione e armonia, la nuova linea si apre con la Collezione A, pensata per l’uso quotidiano senza vincoli di età o genere. La direttrice creativa ha rivisitato gli archivi storici del marchio milanese assorbendone lo spirito anziché ricopiarne le forme. Materiali e linguaggi d’epoca sono stati tradotti in un codice contemporaneo fatto di geometrie essenziali e dettagli riconoscibili, che puntano sulla semplicità e sulla durata del progetto estetico.

Radici milanesi e patrimonio creativo

Il marchio adotta un nome volutamente sospeso e privo di genere, scelto da Lino Raggio per evocare modernità e apertura. Fin dagli anni Settanta la maison ha esplorato materiali come ottone, argento, resine e pietre semipreziose, applicando a essi una vera e propria fantasia applicata ai materiali. La scelta lessicale e materica ha segnato l’identità del progetto fin dalle origini.

Inserita nel fermento creativo di Milano, la maison ha presto instaurato collaborazioni con designer e stilisti in cerca di accessori capaci di definire l’immagine oltre l’abito.

Il lavoro ha privilegiato geometrie essenziali e dettagli riconoscibili, coerenti con la nuova linea che punta sulla semplicità e sulla durata del progetto estetico. Questa continuità suggerisce uno sviluppo produttivo orientato alla conservazione del patrimonio creativo e alla sua reinterpretazione contemporanea.

L’archivio come laboratorio

Dalla continuità produttiva emerge un nuovo ruolo per l’archivio: non più deposito sterile, ma spazio di lavoro e ricerca. Per Alessia Pellarini l’insieme di pezzi conservati ha rappresentato uno stimolo creativo immediato. L’archivio si configura come laboratorio, dove memorie e pratiche progettuali si sovrappongono per generare reinterpretazioni contemporanee. Questo approccio privilegia il recupero critico delle fonti storiche e favorisce sperimentazioni che mantengono un equilibrio tra memoria e avanguardia. La strategia adottata mira a trasformare il patrimonio in materia prima per nuove collezioni, preservando al contempo il valore documentale degli oggetti.

Collezione A: estetica e filosofia

La Collezione A si presenta come un vocabolario minimale e definito. Catene di diversa scala, maglie tubolari, riferimenti ai cinturini d’orologio e geometrie nette compongono i pezzi. Gli oggetti sono pensati per la vita quotidiana e per adattarsi all’indossatrice.

L’intento dichiarato è trasformare il gioiello in un elemento narrativo dell’identità. I pezzi acquisiscono personalità con l’uso invece di imporla. Questa scelta privilegia la versatilità e la relazione tra oggetto e corpo, rendendo il gioiello linguaggio personale oltre che ornamento.

La strategia espositiva prosegue la linea curatoriale già descritta nelle sezioni precedenti. I materiali e le geometrie fungono da matrice per future reinterpretazioni nel percorso della collezione.

Un design senza etichette

Per Pellarini il concetto chiave è la libertà. I pezzi non sono pensati per un destinatario preciso, ma per un’energia trasferibile. La scelta di un linguaggio no‑age e genderless segue un orientamento contemporaneo alla fruizione del bello. Con no‑age si intende un approccio estetico non vincolato all’età; con genderless si indica l’assenza di marcature di genere nell’oggetto. Il gioiello è concepito come punto focale in un guardaroba essenziale. L’intento è che il monile non si limiti a decorare, ma si integri con l’identità di chi lo indossa. Questa impostazione consente ulteriori reinterpretazioni lungo il percorso della collezione.

Tra ricordo personale e futuro del marchio

Questa impostazione consente ulteriori reinterpretazioni lungo il percorso della collezione. Pellarini sottolinea il ruolo dei legami affettivi nella pratica creativa. I gioielli ricevuti, ciondoli e amuleti assumono valore simbolico e accompagnano chi li indossa. Spesso diventano una seconda pelle, elementi capaci di veicolare storie individuali più che mode temporanee. Per il futuro la direttrice creativa auspica che Sharra Pagano resti viva, irregolare e aperta alla sperimentazione. Il marchio dovrà continuare a cercare collaborazioni e percorsi non convenzionali senza irrigidirsi in una formula unica.

Il ruolo delle nuove generazioni

Le nuove generazioni interpretano il gioiello come forma di comunicazione identitaria in un contesto di abbigliamento essenziale. In questo scenario il monile assume valore di statement e diventa veicolo di messaggi personali e affettivi. Secondo Alessia Pellarini, la ricerca di significato si traduce in pezzi che parlano di appartenenza e memoria, pur rinnovando il linguaggio estetico del marchio. Il brand dovrà bilanciare continuità ed evoluzione, adottando percorsi produttivi e collaborazioni che mantengano viva la propria eredità senza trasformarla in vincolo.

Il nuovo corso di Sharra Pagano, guidato da Alessia Pellarini, combina memoria e innovazione in chiave contemporanea. La proposta milanese punta su creazioni che non distinguono età o genere e valorizzano la libertà di espressione individuale. Nei prossimi sviluppi il marchio sembra orientato a consolidare partnership non convenzionali e a esplorare materiali e tecniche che ne rafforzino l’identità sul mercato.

Scritto da Staff

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