Jonathan Saunders è il nuovo Chief Creative Officer di & Other Stories e la sua prima collezione, Spring 2026, traccia subito la direzione che intende seguire: colore vivido, stampe e cura del prodotto, ma con un approccio quotidiano e accessibile. La nomina non è un cambio estetico fine a sé stesso: serve a ridefinire l’identità visiva del marchio, mettendo al centro materiali e dettagli sartoriali.
Un’impronta cromatica chiara
Saunders è entrato con l’obiettivo esplicito di valorizzare la palette del brand. Spring 2026 è il primo manifesto di questa strategia: capi pensati per l’uso di tutti i giorni, ma realizzati come fossero pezzi di alta sartoria. La produzione punta su tessuti di qualità — lana italiana, seta, cashmere — e su finiture curate che elevano la percezione del prodotto senza snaturarne la praticità.
Sostenibilità e versatilità come bussola
Dietro la scelta del nuovo direttore creativo c’è una logica di posizionamento: armonizzare estetica e produzione per ottenere coerenza tra ciò che si vede e ciò che si indossa.
La strategia privilegia sostenibilità produttiva e silhouette versatili; i progetti di comunicazione sono stati ripensati per raccontare il prodotto come parte di una routine quotidiana, non come oggetti stagionali a sé stanti. L’effetto atteso riguarda sia la continuità estetica sia l’impatto commerciale nelle stagioni a venire.
Trasferire il lusso nella vita di tutti i giorni
Saunders vuole portare l’esperienza del design di lusso a una platea più ampia, mantenendo però intatto il valore del prodotto.
Ogni fase — dalla selezione dei materiali alla costruzione e alle finiture — riceve un’attenzione precisa, mentre le capsule restano posizionate su fasce di prezzo accessibili. L’idea è semplice: produrre pezzi desiderabili e duraturi che si inseriscano naturalmente nelle abitudini di chi li indossa.
Una relazione più profonda con il pubblico
Il progetto creativo mira anche a rafforzare il legame emotivo del brand con i clienti. L’accessibilità qui non è solo questione di prezzo, ma di usabilità: capi versatili, comodi e pensati per durare. La direzione conferma che il criterio guida è la capacità dei pezzi di integrarsi nelle routine quotidiane, offrendo coerenza stilistica senza sacrificare funzionalità.
Il linguaggio estetico della Spring 2026
La collezione attinge a riferimenti culturali e musicali senza scivolare nella nostalgia. Le silhouette mostrano spalle definite e pantaloni dall’effetto cocoon; bluse in seta rielaborano figure iconiche in chiave contemporanea. Il fil rouge resta l’uso del colore e delle stampe come strumenti di espressione personale: maglieria e denim vengono proposti in tonalità inattese per riportare gioia e carattere nel guardaroba quotidiano.
Emozione e praticità in equilibrio
La sofisticazione passa attraverso tagli misurati e finiture pregiate, mentre la vivacità viene offerta da palette audaci e accostamenti inediti. L’intento è costruire un guardaroba contemporaneo capace di accompagnare dal giorno alla sera, e destinato a durare oltre il ciclo delle singole stagioni.
Restyling visivo: tipografia, immagini e memoria
Per segnare questa fase, Saunders insieme a Jonny Lu Studios ha rinnovato l’identità visiva del marchio: logo rivisitato, immagini con un’estetica “fatta a mano” e grafismi tattili che privilegiano calore e autenticità rispetto a un look eccessivamente digitale. Il nuovo linguaggio visivo vuole comunicare artigianalità e autorialità, e sostenere l’idea di un guardaroba che attraversa momenti diversi della giornata.
Capitoli invece di stagioni
Una delle scelte strategiche più nette è l’adozione dei “capitoli” come unità narrativa per presentare le collezioni: un modo per raccontare continuità e versatilità del prodotto, riducendo l’enfasi sul tradizionale ciclo stagionale. Così & Other Stories mira a creare storie visive coerenti nel tempo, dove ogni rilascio è parte di un percorso più ampio.
Una firma che valorizza il progetto esistente
L’arrivo di Jonathan Saunders non stravolge l’identità del brand, ma ne amplifica gli elementi distintivi: design, narrazione e attenzione ai materiali. Piuttosto che una reinvenzione totale, si tratta di un affinamento — una firma personale che punta a rendere il marchio più espressivo e curato, senza perdere accessibilità. Lo sviluppo continuerà nei prossimi capitoli della collezione, mentre lo staff creativo monitorerà l’impatto commerciale e la ricezione del pubblico.