Isabeau Levito, 18 anni, porta a Milano-Cortina 2026 un progetto sul ghiaccio che mescola tecnica e memoria. Figlia di madre milanese e cresciuta nel New Jersey, la giovane pattinatrice ha costruito i suoi programmi come se fossero sequenze di un film: ogni scelta — musica, costume, gestualità — è pensata per raccontare una storia oltre il salto e la rotazione.
Il corto è giocato su un contrasto deciso: una voce nota del cinema italiano e un costume rosso intenso creano subito un’impronta visiva e sonora riconoscibile. Il libero, invece, rivolge lo sguardo alla nostalgia, con richiami all’atmosfera di Nuovo Cinema Paradiso e temi che parlano di tempo e memoria. L’effetto voluto è quello di trasformare pochi minuti di esibizione in un racconto che il pubblico possa seguire come una pellicola.
Dietro l’apparenza teatrale c’è però una struttura tecnica rigorosa.
Le coreografie non sacrificano la difficoltà dei salti o la pulizia delle transizioni: piuttosto, la drammaturgia è pensata per mettere in luce questi elementi, integrandoli in un flusso narrativo. Quando un salto è inserito nel contesto giusto, acquista peso emotivo oltre che valore tecnico.
L’aspetto culturale del programma è un altro livello di lettura. Inserire riferimenti al cinema italiano rafforza l’identità della pattinatrice e crea un ponte con il pubblico italiano e internazionale.
Secondo Marco Santini, ex manager in Deutsche Bank oggi analista fintech, usare simboli riconoscibili facilita la costruzione di narrazioni condivise e può estendere l’appeal oltre gli appassionati tradizionali, influenzando visibilità e opportunità commerciali.
Questo approccio ha conseguenze concrete: elementi iconici come la colonna sonora o un costume ben pensato aiutano a generare engagement sui social e a costruire micro-narrazioni che i media riprendono.
A livello competitivo, il Se Levito riuscirà a coniugare perfettamente tecnica ed espressività, il suo programma potrebbe consolidare sia il valore sportivo sia l’impatto narrativo della sua figura internazionale.
Nel quadro più generale dei Giochi, le esibizioni artistiche dialogano con i successi italiani in altre discipline — dallo sci alpino al biathlon — e contribuiscono a un racconto collettivo che va oltre le medaglie. Il pattinaggio, per la sua natura spettacolare, offre una cassa di risonanza particolare: un programma che parla di cinema e radici ha il potenziale di attirare attenzione, generare discussioni e aprire nuove possibilità per la carriera di un’atleta. L’attesa ora è per i prossimi riscontri tecnici e per vedere come pubblico e giuria recepiranno questa scommessa narrativa.