Il ruolo di Francesca Formisano nella cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026

Francesca Formisano ha guidato la musica della cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026, fondendo tradizione e sperimentazione e indossando un costume che evocava ghiaccio, luce e acqua

La chiusura delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026, andata in scena il 15 marzo 2026 al Cortina Curling Olympic Stadium, ha trovato nel suono il suo punto di partenza. La serata intitolata Italian Souvenir ha messo la musica al centro del progetto scenico: è stata la partitura a suggerire luci, coreografie e immagini, trasformando la performance in un racconto multisensoriale.

Al timone di questa scelta c’era Francesca Formisano, chiamata per il ruolo di Musical Composer & Musical Director. Violoncellista di formazione classica e compositrice, Formisano ha costruito una proposta sonora pensata per accompagnare il pubblico in un viaggio che celebrava gli atleti e la memoria dei Giochi.

La partitura come nucleo del racconto

Per la cerimonia Formisano ha scritto una composizione che unisce elementi sinfonici e sonorità elettroniche: una vera partitura sinfoelettronica in cui l’orchestra tradizionale dialoga con linguaggi contemporanei e sperimentali.

Il risultato è un’onda sonora progettata per guidare il ritmo della serata e per integrare immagini e movimento scenico, rendendo il suono non solo accompagnamento ma motore drammaturgico della scena.

Una scrittura pensata per il palco

Il lavoro di Formisano ha coinvolto la creazione di timbri e texture ad hoc, grazie all’uso della composizione, del sound design e di tecniche di manipolazione elettronica. Questo approccio ha permesso di modellare il suono come materiale scenico: luci, coreografie e voci si sono sincronizzate con i picchi e le atmosfere musicali, dando alla cerimonia una struttura coerente e avvolgente.

Un costume che parla di elementi

Accanto all’ideazione musicale, il look della violoncellista ha giocato un ruolo narrativo. L’abito di scena è stato concepito come un elemento naturale e metafisico: una presenza che rimanda a luce, acqua e ghiaccio. Centinaia di lustrini, specchi e cristalli sono stati combinati con materiali modellabili come il Worbla per creare superfici riflettenti che rispondessero al movimento e alle luci del palco.

Tecnica e immaginario

Il risultato è un costume che non punta a ricreare un periodo storico ma a evocare sensazioni: la figura scenica della violoncellista diventa una sorta di «regina dei ghiacci», una presenza eterea che amplifica l’effetto visivo della musica. L’integrazione tra elementi sartoriali e componenti tecniche ha contribuito a trasformare il gesto musicale in una componente scenografica visibile.

Un percorso che unisce tradizione e ricerca

La carriera di Francesca Formisano parte dalla formazione classica: inizi con il violoncello in Bulgaria fin dall’infanzia e una precoce partecipazione a concorsi a partire dal 2001. Con gli anni la sua pratica si è aperta a nuove domande, portandola a studiare composizione e sound design e a lavorare in contesti internazionali come solista e come creatrice di progetti interdisciplinari.

Questa evoluzione ha spostato il suo sguardo dallo strumento come mero esecutore alla sua funzione come mezzo di sperimentazione: il violoncello nelle sue mani dialoga con installazioni, teatro e performance visive, diventando un centro di ricerca sonora e un elemento scenico.

La serata e il contesto organizzativo

La cerimonia di chiusura, trasmessa in diretta su Rai 2 e in streaming su RaiPlay a partire dalle 20:30 del 15 marzo 2026, ha alternato momenti musicali a sequenze che rievocavano i successi sportivi e le cartoline dei territori ospitanti. Oltre alla colonna sonora di Formisano, sul palco si sono succeduti artisti come i Planet Funk e la cantante Arisa, interprete dell’inno scelto tramite contest, “Fino all’alba”.

La cerimonia ha rispettato anche i passaggi istituzionali del protocollo paralimpico: lo spegnimento dei bracieri, l’ammainamento della bandiera con gli Agitos e il passaggio simbolico del testimone verso la prossima edizione, che si svolgerà in Francia nel 2030. Tra gli aspetti logistici, la serata ha subito alcune variazioni: la presidente del Consiglio non ha potuto partecipare in presenza a causa delle condizioni meteo.

In sintesi, l’intervento di Francesca Formisano ha unito competenza tecnica e immaginario scenico, trasformando la partitura in una vera e propria architettura emozionale. Musica, costume e luce si sono combinati per dare alla chiusura delle Paralimpiadi un finale che guarda al futuro della performance interdisciplinare.

Scritto da Staff

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