Il ritorno di Maria Grazia Chiuri a Fendi segna un capitolo significativo della sua carriera. Dopo l’uscita da Dior lo scorso maggio e un percorso professionale che comprende esperienze a Valentino e altre maison, la stilista riparte dalla casa di moda dove ha mosso i primi passi.
La presentazione della sua prima collezione donna per Fendi è avvenuta durante la Milano Fashion Week, svoltasi dal 24 febbraio al 2 marzo , un palcoscenico che ha offerto l’occasione per mettere in relazione passato e prospettive future del marchio. La sfilata rappresenta il primo atto della sua nuova fase creativa e definirà i prossimi sviluppi del brand.
Proseguendo, la scelta professionale di Chiuri assume il valore simbolico di un ritorno alle radici.
Ritrova la firma storica del marchio e si confronta con una storia prevalentemente femminile, fondata su eredità, artigianalità e visione imprenditoriale. Il suo metodo coniuga rispetto per la tradizione e l’intenzione di introdurre pratiche più sostenibili e innovative. La designer sostiene che la moda debba tutelare il patrimonio umano che la sostiene, integrando responsabilità sociale e qualità produttiva.
Un legame con la storia: le radici femminili di Fendi
La continuità con il passato motiva le scelte contemporanee del marchio.
Il riferimento alle origini risponde a un legame pratico e simbolico con le fondatrici.
Fin dagli inizi le cinque sorelle — Paola, Carla, Alda, Anna e Franca — hanno definito l’identità dell’azienda. Hanno combinato tecniche artigianali romane con sperimentazione stilistica, instaurando un modello di gestione familiare e creativo.
Nel 1965 le sorelle assunsero un giovane talento tedesco, Karl Lagerfeld, la cui direzione artistica ha poi trasformato la visibilità internazionale del marchio. La collaborazione introdusse un lessico estetico che conciliava innovazione e mantenimento delle competenze manifatturiere.
Questa eredità femminile giustifica oggi decisioni che intrecciano responsabilità sociale e cura del prodotto. Il patrimonio umano e le competenze artigiane restano elementi centrali nella narrazione e nelle strategie produttive del brand.
Identità e continuità
Il patrimonio umano e le competenze artigiane restano elementi centrali nella narrazione e nelle strategie produttive del brand. Chi dirige il progetto attribuisce alla cura della identità del marchio valore strategico, preservando segni distintivi e pratiche sartoriali storiche. L’incontro con le figure storiche dell’azienda ha confermato l’importanza della memoria tecnica e della capacità di sperimentare mantenendo coerenza con il patrimonio esistente.
Pratiche creative e scelte simboliche
Tra le prime decisioni della direzione creativa vi è il restyling del logo, affidato a Leonardo Sonnoli. L’intervento mira ad avvicinare il segno grafico all’originale storico, pur garantendo una lettura contemporanea. Questa scelta riflette un metodo che privilegia la memoria e la riconoscibilità, ritenute fondamentali per la longevità del progetto.
Il tema della pelliccia
Questa scelta riflette un metodo che privilegia la memoria e la riconoscibilità, ritenute fondamentali per la longevità del progetto. Il direttore creativo ha optato per una linea pragmatica che rispetta la storia del marchio e riduce lo spreco attraverso la rimessa a modello delle pellicce vintage. Il team ha inoltre adottato l’utilizzo integrale dei materiali, trasformando ritagli e scampoli in decori e dettagli distintivi. Con la partecipazione della figlia Rachele e di Leonetta, figlia di Silvia, è stato avviato un inventario dei materiali che consente di realizzare pezzi potenzialmente unici. L’approccio applica i principi dell’economia circolare all’alto artigianato, con l’obiettivo di mantenere valore e manifattura nei capi destinati alle prossime collezioni.
Visione del lavoro e gestione del cambiamento
Chiuri ha dichiarato di non riconoscersi in soluzioni fondate su effetti speciali o su un presenzialismo esasperato, che privilegia l’apparenza sull’eredità creativa. Preferisce invece costruire progetti coerenti e duraturi, basati su pratiche di sostenibilità e mantenimento della manifattura.
La stilista ha riconosciuto l’incertezza del contesto attuale e l’influenza crescente della finanza sulle scelte creative. Ha invitato a considerare il fallimento come parte necessaria del processo, elemento insito nel rischio creativo e nella sperimentazione produttiva.
Leadership e responsabilità
L’esperienza alla guida di grandi maison ha insegnato a Chiuri a gestire le voci e i rumori del settore, preservando soprattutto i professionisti più giovani dalle pressioni mediatiche e lavorative. Ha posto l’accento sulla necessità di strutture interne che offrano supporto e tutela.
Lavorare in un brand come Fendi richiede rigore, rispetto per la storia e capacità di innovare senza tradire le radici. La stilista ha indicato questi valori come pilastri della sua proposta creativa e ha annunciato l’intenzione di integrare i principi dell’economia circolare con l’alto artigianato nelle prossime collezioni.
Il ritorno di Maria Grazia Chiuri a Fendi non è solo un avvicendamento di nomi nel calendario della moda; è un progetto che intende valorizzare la memoria aziendale, promuovere pratiche sostenibili e riaffermare l’importanza dell’artigianalità. Nell’ambito della Milano Fashion Week, questa esperienza si inserisce in un dibattito più ampio sul futuro della moda, dove identità storica e responsabilità ambientale devono trovare nuove forme di equilibrio.
Obiettivi del ritorno
La direzione del marchio ha indicato la volontà di consolidare il patrimonio culturale dell’azienda. Il programma punta a integrare il patrimonio storico con strategie produttive aggiornate. L’obiettivo è rafforzare la coerenza tra estetica e valori aziendali.
Impatto sulle collezioni
La proposta creativa annunciata mira a influire sulle scelte di materiali e sulle silhouette. Le prossime collezioni dovrebbero riflettere una continuità stilistica rispetto all’identità del marchio. Le linee saranno presentate come evoluzione più che come rottura.
Sostenibilità e artigianato
Il piano prevede l’integrazione dei principi dell’economia circolare con l’alto artigianato. Questa combinazione è pensata per ridurre l’impatto ambientale mantenendo gli standard di qualità. La strategia include pratiche di filiera e processi produttivi orientati alla durabilità.
Sviluppi attesi
Nei prossimi mesi il gruppo presenterà dettagli operativi su materiali e partnership produttive. L’esito del progetto sarà valutato attraverso la risposta del mercato e delle comunità creative. Il prossimo capitolo del marchio sarà osservato anche per il suo contributo al dibattito sulla sostenibilità nella moda.