I look più memorabili del pattinaggio artistico femminile a Milano-Cortina 2026

I costumi delle protagoniste del pattinaggio artistico a Milano-Cortina 2026 hanno raccontato storie: dal tributo a Fellini di Ami Nakai alle citazioni pop di Adelija Petrosjan, passando per i ritorni emozionanti di Alysa Liu e il cortocircuito di Amber Glenn

Milano-Cortina 2026 ha ospitato la notte dedicata al programma corto del pattinaggio artistico femminile, evento in cui la componente coreografica ha dialogato con quella stilistica. Le atlete non si sono limitate alla prestazione tecnica: i costumi hanno assunto un ruolo narrativo, con riferimenti al cinema, alla cultura pop e a soluzioni sartoriali di alta gamma.

I materiali, i colori e i dettagli luminosi sono stati pensati per enfatizzare linee e dinamiche del movimento. I dati qualitativi dell’esibizione mostrano come l’immagine scenica abbia inciso sull’interpretazione, contribuendo alla percezione complessiva della performance.

Molti dei vestiti esibiti vanno considerati come strumenti di comunicazione visiva. Attraverso scelte cromatiche, tessuti modellanti e applicazioni luminose, ogni elemento è concepito per valorizzare la muscolatura, gli sbalzi e l’intensità emotiva del programma.

La panoramica seguente analizza i look più significativi e le ispirazioni che ne hanno guidato la progettazione.

Omaggi al cinema e alla tradizione: il caso di Ami Nakai

Ami Nakai, 2008, si è distinta per una performance in cui il costume ha assunto valore narrativo oltre che estetico. L’atleta giapponese ha proposto un omaggio al film di Federico Fellini La Strada, traducendo i richiami visivi del cinema italiano in un progetto di scena coerente con la musica scelta per il programma.

Il top a righe è stato reinterpretato con paillettes nei toni del rosso, nero e bianco. La gonna leggera con spacco laterale ha enfatizzato la fluidità dei movimenti e la percezione drammatica della prova.

Un vestito come personaggio

Nel caso di Nakai il costume ha svolto la funzione di co-protagonista. Non si è limitato a un valore decorativo, ma ha contribuito alla costruzione del personaggio scenico. Il risultato ha sostenuto la sua prima posizione nel programma corto, con un punteggio di 78,71. La scelta stilistica ha

Citazioni musicali e gesti pop: Petrosjan e Glenn

In continuità con le scelte narrativamente rilevanti della competizione, la citazione di icone pop ha assunto funzione coreografica oltre che estetica. Adelija Petrosjan ha trasposto l’estetica di Michael Jackson sul ghiaccio attraverso una giacca rossa decorata con lustrini, pantaloni neri arricchiti da cristalli e guanti in pelle. Questa scelta ha accentuato il ritmo e la teatralità della routine, integrandosi con la regia della prova e influenzando la percezione complessiva della performance.

Amber Glenn ha proposto un tributo a Madonna con un mini dress bordeaux, pizzo e drappeggi che richiamano gli anni Ottanta. Un errore tecnico ha però determinato il 13° posto, con 67,39 punti, e ha modificato il giudizio competitivo. Il valore estetico della proposta è rimasto riconosciuto dagli osservatori, mentre il sentiment degli appassionati ha evidenziato un contrasto tra resa visiva e risultato tecnico.

La moda come messaggio

La continuità narrativa della serata è proseguita con scelte stilistiche che hanno ampliato la lettura coreografica. I costumi hanno agito da amplificatori della musica. I riferimenti a Michael Jackson e Madonna hanno avuto funzione non solo estetica, ma anche ritmica. L’outfit è diventato parte integrante della performance artistica, contribuendo a definire accenti, pause e personalità scenica. Gli osservatori hanno riscontrato una stretta corrispondenza tra scelte sartoriali e costruzione del gesto tecnico.

Addii, ritorni e scelte sartoriali di peso

Al centro della serata sono emerse anche storie personali rilevanti. Kaori Sakamoto, probabile protagonista alle sue ultime Olimpiadi, ha scelto un corpetto blu con applicazioni e una gonna sfumata per enfatizzare eleganza e compostezza. Alysa Liu ha segnato il ritorno dopo un breve ritiro con un mini abito bianco caratterizzato da volant, trasparenze e dettagli incrociati. Lo stile di Liu ha accompagnato la sua esecuzione romantica sul ghiaccio, valorizzando la lettura emotiva della coreografia. In entrambi i casi le scelte sartoriali hanno inciso sul sentiment degli appassionati e sulla percezione complessiva della prova.

In entrambi i casi le scelte sartoriali hanno inciso sul sentiment degli appassionati e sulla percezione complessiva della prova. Fuori dalle singole gare, il dialogo tra moda e alta sartoria si è concretizzato nelle collaborazioni tra atlete e maison. Deanna Stellato-Dudek, rientrata a competere dopo 16 anni, ha indossato due outfit firmati Oscar de la Renta nelle esibizioni in coppia con Maxime Deschamps. Madison Chock ha scelto di portare in pista costumi da lei progettati; la scelta evidenzia come molte atlete partecipino oggi al processo creativo dei propri abiti.

Perché i costumi contano

Nel pattinaggio artistico l’abito non è mera decorazione. Agisce sul livello psicologico della performance e sulla percezione tecnica da parte dei giudici. Un costume studiato valorizza la linea e facilita la lettura del movimento. Inoltre aumenta il coinvolgimento del pubblico e contribuisce a rendere memorabile un programma. Le scelte cromatiche, i tagli e gli abbinamenti tessili possono attenuare difetti tecnici o accentuare punti di forza coreografici.

Le scelte cromatiche, i tagli e gli abbinamenti tessili proseguono il dialogo tra tecnica e immagine iniziato nelle prove precedenti. A Milano-Cortina 2026 le scelte sartoriali confermano che l’incontro tra moda e sport è diventato elemento strutturale della narrazione agonistica. Performance e estetica si influenzano a vicenda: dal tributo cinematografico di Ami Nakai ai riferimenti pop di Adelija Petrosjan e Amber Glenn, fino agli abiti couture indossati da atlete tornate in gara dopo anni, ogni dettaglio orienta la lettura complessiva dell’esibizione.

Il ghiaccio rimane palcoscenico privilegiato per l’intersezione tra tecnica e stile. Quando il costume entra nella costruzione narrativa della prova, l’esibizione assume valore sia visivo sia comunicativo. I giudizi tecnici e il sentiment degli appassionati continuano a recepire questi elementi come fattori di performance, indipendentemente dall’esito in termini di medaglie. La commistione tra moda e tecnica costituisce ora un aspetto stabile del racconto delle gare.

Scritto da Staff

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