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Il Pitti Uomo 109, uno degli eventi di moda più prestigiosi al mondo, ha aperto le sue porte con una doppia sfilata che ha catturato l’attenzione di esperti e appassionati del settore. Mercoledì, i riflettori si sono accesi su due stilisti distinti: Hed Mayner, noto per la sua sartoria concettuale, e Shinya Kozuka, un talento emergente giapponese, entrambi pronti a presentare le loro collezioni per l’autunno-inverno 2026-.
La visione sartoriale di Hed Mayner
Hed Mayner, stilista di origine israeliana, ha fatto il suo debutto a Pitti Uomo con una collezione audace e innovativa. I suoi capi, caratterizzati da silhouette avvolgenti e tagli originali, hanno saputo trasmettere un senso di autorità e modernità. Mayner ha spiegato che il suo obiettivo era di creare un universo parallelo in cui gli abiti interagissero con il corpo piuttosto che semplicemente sovrapporsi ad esso.
Dettagli e innovazioni nella collezione
Tra le proposte più interessanti, i cappotti da divo da matinée, sagomati in vita e con maniche oversize, si sono distinti per il loro aspetto drammatico. Le giacche, con spalle affusolate e maniche incurvate, hanno catturato l’attenzione per la loro eleganza contemporanea. Gli ibridi tra mantello e cappotto, così come il trench fluente abbinato a pantaloni della tuta e una camicia di paillettes argentate, hanno dimostrato la versatilità e il talento di Mayner nel reinterpretare la sartoria classica.
Nonostante alcuni look possano apparire eccentrici, come gli abiti plissettati in pelle scamosciata a forma di cono, la sfilata è stata una masterclass di virtuosismo sartoriale che ha mantenuto un forte legame con il mercato. Il contesto della Palazzina Reale di Santa Maria Novella, con i suoi affreschi trompe-l’œil, ha reso l’esperienza ancora più memorabile.
Shinya Kozuka e la sua proposta audace
Ad aprire le danze di questo evento è stato Shinya Kozuka, che ha presentato la sua collezione in un contesto unico all’interno della Fortezza da Basso. L’invito alla sfilata, un guanto di cotone bianco, ha richiamato l’attenzione sull’ispirazione dietro la sua collezione, che trae spunto dai guanti smarriti immortalati dal fotografo giapponese Koshi Ishii.
Analisi della collezione di Kozuka
Seppur il concept sia intrigante, alcuni capi sono apparsi più artificiosi che funzionali. Nonostante ciò, Kozuka ha dimostrato di essere un abile creatore di stampe artistiche, con assemblaggi di cervi, alci e corvi che decorano sciarpe e camicie in cotone. Tuttavia, le sue proposte di pantaloncini in denim strappati e cappotti ingombranti non hanno suscitato la stessa ovazione del pubblico.
La sfilata si è svolta in un’atmosfera surreale, con un paesaggio innevato allestito per l’occasione, ma il finale è stato caratterizzato da un applauso che sembrava non riflettere l’impatto visivo degli abiti presentati. Kozuka ha scelto di non fare inchini, lasciando un segno di provocazione e ambiguità nel suo debutto.
Riflessioni su Pitti Uomo 109
Il Pitti Uomo 109 ha offerto un palcoscenico straordinario per due stilisti con visioni molto diverse. Hed Mayner ha affermato la sua presenza con una collezione che celebra la sartorialità e il dialogo tra abiti e corpo, mentre Shinya Kozuka ha osato esplorare concetti più audaci, sebbene con risultati controversi. Questo evento ha ulteriormente dimostrato l’importanza di Pitti Uomo come piattaforma di lancio per talenti emergenti e innovazioni nel mondo della moda.

