A Milano, Genny svela la collezione Fall/Winter 2026-27 firmata da Sara Cavazza Facchini: un gioco di contrasti dove il rigore sartoriale si lascia sedurre da forme fluide e botaniche. È una passerella che parla di struttura e movimento, di storia riletta con leggerezza e di dettagli che trasformano il quotidiano in scena.
Un corpo architettonico, petali e corolle
La cifra estetica della collezione unisce una “architettura del corpo” molto definita a inserti ispirati a petali e corolle. L’omaggio a Les Incroyables e les Merveilleuses si materializza soprattutto nei volumi generosi nella parte inferiore degli outfit, mentre la parte superiore si mantiene misurata, netta, sartoriale: tagli precisi, silhouette verticali e un’attenzione alla postura che rimane al centro del progetto.
Tailoring al femminile, con un’anima nuova
Il punto di partenza è il tailoring maschile rivisitato per la donna.
Blazer dal taglio netto, gilet strutturati, camicie con collo alto: tutto è rimodellato con una precisione quasi ingegneristica, ma senza rigidità sterile. La costruzione resta formale, ma i dettagli spostano l’asse verso un’eleganza più complessa e sensuale.
Sono i dettagli a cambiare la prospettiva: i fiocchi, per esempio, non sono solo ornamento ma funzionano come chiusure alternative o come rivestimenti sui revers, trasformando la camicia classica in un capo doppio — rigoroso e insieme seducente.
I volant non si limitano a decorare: diventano elementi costruttivi che smorzano la severità del taglio, disegnando contorni morbidi su tute e giacche.
Fioriture scultoree e movimento scenografico
La parte bassa degli outfit si apre in corolle tridimensionali che svolgono il ruolo di gonne e drappeggi: non si tratta di stampe floreali, ma di vere e proprie protesi scultoree che ridefiniscono i volumi e trasformano il passo della modella in gesto scenografico. L’effetto è teatrale ma mai eccessivo, studiato per enfatizzare il movimento senza tradire la sobrietà della maison.
Leggerezza tattile: piume e texture
Le piume entrano come texture viva, giocando sul contrasto con la precisione del tailoring. Applicate a top strutturati o a cappotti, danno aria e teatralità ai capi pesanti, alleggerendo la costruzione sottostante. Qui la piuma diventa accento dinamico: suggerisce movimento e luce senza rompere il codice del su misura.
Palette: austera con sprazzi di sorpresa
La palette predilige il nero e l’avorio, ma si lascia attraversare da lampi di colore — fucsia, lilla polveroso, giallo pallido — che funzionano come tocchi pittorici sulla tela degli outfit. L’animalier non scompare, ma si fa memoria tattile: attenuato e inserito come sfumatura, contribuisce a costruire un giardino astratto fatto di stoffe e volumi, piuttosto che un tema dominante.
Scarpe che raccontano un mood
Anche le calzature parlano di equilibrio: mocassini e ciabatte stemperano la formalità dei capi superiori, suggerendo un modo più rilassato di intendere l’eleganza. La scelta comunica un’allure non prescrittiva — misurata nei movimenti, controllata nelle linee, libera nelle sensazioni.
Un racconto di contrasti
La collezione di Genny per il FW 2026-27 è un atto di equilibrio tra dandismo storico e immagini botaniche; è il tentativo di dare al tailoring femminile una grammatica plastica, capace di coniugare rigore e organicità. I volumi parlano di architettura, i dettagli di sensualità, e insieme costruiscono un codice contemporaneo del vestirsi.
Dietro il look
Lo styling della presentazione porta la firma di Alex Harrington, con Matteo Ceccarini alla musica e Karin Westerlund per il make-up: un team che contribuisce a trasformare i capi in racconti visivi, confermando la capacità del marchio di mescolare memoria e modernità in creazioni che colpiscono per contenuto e forma.