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8 Agosto 2026

Galib Gassanoff e Institution trionfano a Copenhagen con la collezione Primavera/Estate 2027

Galib Gassanoff porta la sua collezione YAD alla Copenhagen Fashion Week 2026, conquistando il pubblico e vincendo lo Zalando Visionary Award

Galib Gassanoff e Institution trionfano a Copenhagen con la collezione Primavera/Estate 2027

La moda è un linguaggio universale che può raccontare storie profonde e connesse al passato. Galib Gassanoff, designer azero fondatore del brand Institution lo ha dimostrato alla Copenhagen Fashion Week 2026 con la sua collezione YAD presentata nelle sale dello SMK – Statens Museum for Kunst la Galleria Nazionale di Danimarca.

La parola YAD in azero significa sia ‘straniero’ che ‘ricordare’, un concetto che Gassanoff ha esplorato attraverso una collezione che mescola senso di appartenenza e straniamento ottenendo uno degli applausi più entusiastici della settimana della moda danese per la Primavera/Estate 2027.

Una sfilata radicata nella cultura e nella tradizione

La scelta della location non è stata casuale. ‘Era davvero importante per me sfilare in una location che avesse un significato, una radice culturale, anche in questo luogo’, ha dichiarato Gassanoff. La sfilata è stata resa possibile grazie al Zalando Visionary Award 2026 vinto lo scorso gennaio, che ha fornito un sostegno fondamentale per la realizzazione dello show.

Il premio, giunto alla sua quarta edizione, si concentra su designinnovazione e impatto sociale. Sara Spännar, VP global marketing di Zalando e membro della giuria, ha sottolineato l’autenticità del progetto di Gassanoff: ‘Galib è estremamente fedele alla propria storia: il suo è un progetto radicato nell’eredità culturale, che preserva tecniche tradizionali e coinvolge direttamente la comunità nel processo creativo’.

I tappeti come simbolo di memoria e identità

La passerella della sfilata era coperta da tappeti provenienti dal Caucaso dall’Anatolia dall’Iran settentrionale e dall’Asia centrale. I modelli indossavano abiti dai volumi scultorei, realizzati in materiali come seta, cotone e acciaio, e ai piedi portavano solo jorabs calzini a coste in maglia grezza lavorati a mano.

Questi elementi non sono stati scelti a caso. Gassanoff è cresciuto in un piccolo villaggio nella periferia di Tbilisi, dove i tappeti facevano parte della vita quotidiana. ‘A casa c’erano coperte, tappeti… non avevamo neanche il lusso di avere così tanti giocattoli’, ricorda. La moda non era un orizzonte immediatamente visibile, ma i tessuti erano già un linguaggio per lui.

La collaborazione con le comunità artigiane

Gassanoff evita l’appropriazione puramente estetica e preferisce un approccio basato sull’ascolto. ‘Non chiedo mai loro di creare qualcosa a partire dal mio disegno. Chiedo loro cosa fanno, e quando lo scopro, cerco di incorporarlo nel mio lavoro’, spiega. È così che i jorabs sono entrati a far parte della collezione YAD.

Durante un viaggio nella regione georgiana di Kvemo Kartli, Gassanoff ha scoperto questi tradizionali calzini indossati dopo aver tolto le scarpe entrando in casa. Ha comprato tutti i paia disponibili e ha stabilito una relazione con la famiglia che li produceva. La madre ha preparato il filato con la lana grigia delle loro pecore, e due delle sorelle hanno realizzato le calze per la sfilata.

Un approccio radicale al tempo e alla produzione

Gassanoff riflette sul ritmo frenetico della moda contemporanea e sulla necessità di rallentare. ‘Tutto viene commercializzato, o industrializzato, molto velocemente. Con questo ritmo, un po’ di tocco umano sta scomparendo’, afferma. La sua visione è quella di creare pezzi limitati ma di valore, che riflettano un processo artigianale e una riflessione profonda.

‘Penso che ci sia bisogno di rallentare per un momento, di riflettere sulle cose, di realizzare creazioni limitate ma che abbiano un certo valore’, continua. Questo approccio è fondamentale per Institution, il brand che Gassanoff ha fondato nel 2026 dopo aver lavorato per sette anni con Act N°1.

Institution è un contenitore per collaborazioni con comunità di creatori, artigiani e artisti. ‘La mia idea era avere un tetto sotto cui collaborare con queste persone. Institution è un contenitore. Proprio come una scuola o un museo’, spiega Gassanoff.

Dopo il successo alla Copenhagen Fashion Week e il riconoscimento dello Zalando Visionary Award, Institution guarda al futuro. Gassanoff è tra i finalisti del LVMH Prize 2026 che verrà assegnato il 4 settembre, e il 25 dello stesso mese tornerà a sfilare a Milano.

Il futuro, per lui, non è una semplice corsa al traguardo successivo. ‘Questo mondo non ti lascia quasi un momento di respiro. Le sfilate sono momenti che vorrei riuscire a vivere e godermi davvero, ma appena ne finisce una bisogna già fare qualcos’altro’, riflette. Gassanoff sta cercando di cambiare alcune cose nel sistema, dal suo punto di vista, senza imporre niente. ‘Voglio mostrare che esiste una strada alternativa’.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.