Arrivare a Forte dei Marmi percorrendo la passerella di ghiaino che conduce allo stabilimento di Marechiaro significa imbattersi in un paesaggio che racconta stagioni e memorie: cabine, legni chiari e il profumo del mare. Qui si è inserito il nuovo progetto firmato da Da Giacomo Milanopensato per rispettare e dialogare con una tradizione balneare che affonda le radici nel tempo.
La proposta non punta a stravolgere la costa toscana ma a integrarsi, offrendo un modo di vivere la spiaggia che privilegia la misura, la cura e la continuità. L’intento è quello di affermare uno stile riconoscibile senza sovrapporsi a un patrimonio già consolidato.
Marechiaro: uno stabilimento con una lunga storia in Versilia
Marechiaro è uno degli stabilimenti simbolo della Versiliafondato nel 1913 e riconosciuto come luogo di aggregazione per generazioni di famiglie. Le cabine con doppia porta, le passerelle e gli arredi che richiamano atmosfere marinaresche contribuiscono a creare un ritmo di vita dove il tempo scorre più piano: il rumore delle onde accompagna le conversazioni e la presenza quotidiana di avventori abituali diventa parte del paesaggio umano. In questo contesto, il progetto di Da Giacomo si inserisce con delicatezza, rispettando la rete di ricordi che lega le persone al luogo.
Un rapporto con la tradizione e la continuità
L’intervento adottato non mira a cancellare le tracce del passato ma a stabilire un dialogo estetico: l’uso di legni chiari, dettagli in ottone e palette che richiamano il mare e la sabbia riprendono codici visivi consolidati. Il risultato è un equilibrio progettuale che valorizza gli elementi storici dello stabilimento e ne rinnova la fruizione senza alterarne l’identità. Tra gli spazi più rilevanti si segnalano la sala principale, il caratteristico Bar Lunala terrazza sul mare e le trenta cabanas che si sviluppano nelle tonalità del blu e dell’avorio.
Persone, cura e filosofia: il progetto secondo Da Giacomo Milano
Alla base dell’apertura c’è una filosofia di ospitalità che privilegia il legame con gli ospiti e la qualità delle relazioni nel tempo. Il progetto è stato seguito da figure chiave del gruppo: Giampaolo Grossiamministratore delegato di Da Giacomo Milano, e Carola Rovatipresidente. Il loro approccio emerge nei gesti quotidiani e nelle scelte di dettaglio: non solo nella ristorazione ma nella cura degli spazi, nella scelta dei tessuti e nell’attenzione ai particolari cromatici che richiamano il tramonto sul mare.
Un racconto aneddotico sintetizza questa attenzione: durante la visita, Grossi è stato visto mentre sistemava una lampadina e, poco dopo, chinarsi per togliere un’erbaccia dalla passerella di legno. Sono gesti che raccontano una convinzione precisa: la cura nasce dal desiderio di prendersi cura, non dall’apparire. Anche i momenti di incontro con i frequentatori storici dello stabilimento sottolineano questa continuità: «È qui tutti i giorni», si dice di un signore che occupa sempre la stessa sedia per fare le parole crociate, confermando la dimensione quotidiana e affettiva del luogo.
La relazione con gli ospiti e l’offerta gastronomica
In cucina, l’identità di Da Giacomo si ritrova in piatti che richiamano il patrimonio del gruppo ma che dialogano con il territorio della Toscana e con il mare. Accanto a ricette storiche vengono proposte soluzioni che valorizzano i prodotti locali e la semplicità tecnica, con particolare attenzione alle preparazioni alla brace. L’obiettivo è creare un menù coerente con l’idea di eleganza silenziosa che caratterizza l’intero progetto.
Come sottolinea la presidente, «Marechiaro, come Giacomo Milano, è un brand caratterizzato da un heritage profondamente radicato». La scelta del luogo non è casuale: si cercava infatti una cornice che condividesse il senso di storia e di continuità che definisce il gruppo, e Marechiaro ha risposto a questo requisito offrendo contesto storico e identità consolidata.
Nel complesso, l’arrivo di Da Giacomo a Marechiaro si propone come un esempio di inserimento rispettoso in un ecosistema già esistente: un progetto che punta a rafforzare un patrimonio collettivo, a consolidare relazioni con gli ospiti e a valorizzare la dimensione lenta e affettiva della vita in spiaggia, più che a imporre una nuova immagine. L’intento è raccontare un’eleganza che preferisce il tono basso e la memoria alla spettacolarità immediata, contribuendo così a scrivere un nuovo capitolo nella lunga storia di Marechiaro e della Versilia.



