L’alta gioielleria si prepara a un nuovo capitolo per la stagione autunno-inverno 2026/27. Dopo anni di sperimentazione minimal, le case più blasonate riprendono il design retrò per offrire pezzi che combinano tradizione e modernità. Collane, orecchini, bracciali e anelli si vestono di motivi che hanno fatto la storia dei gioielli, proponendo un’esperienza luminosa che richiama il fascino di un’epoca passata.
Il risultato è una collezione che si presenta al pubblico come un ponte tra il passato e il presente, dove ogni creazione è inedita ma trasmette immediatamente la familiarità di simboli classici. La scelta di puntare sul vintage nasce dalla volontà di rivitalizzare codici estetici riconosciuti, come il serpente avvolto al polso o la pantera impreziosita da diamanti, senza cadere nella mera nostalgia.
Il ritorno del linguaggio vintage nelle collezioni 2026/27
Le nuove proposte abbracciano le linee stilistiche degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, reintegrando elementi come serpentipantere e onice. Questi motivi, già protagonisti di epoche d’oro, tornano reinterpretati in forme più pulite ma restano fedeli alla loro origine. L’uso dell’ onice accostato a oro bianco o giallo crea contrasti di luce che valorizzano la trasparenza delle pietre, mentre le forme organiche – foglie, fiori e stelle – richiamano l’arte deco e il naturalismo della metà del Novecento.
Motivi iconici: serpenti, pantere e onice
Il serpente, simbolo di rinascita e potere, viene spesso modellato in tubogas d’oro, avvolto da diamanti e onice creando un’effetto dinamico sul polso. Le pantere, altrimenti aggressivi predatori, vengono addolcite da linee sinuose e punteggiate da smeraldi o rubini trasformandole in amuleti di eleganza. L’onice, con la sua nota tinta scura, funge da sfondo drammatico che esalta la brillantezza delle gemme circostanti, diventando il filo conduttore di molte collezioni.
I grandi marchi reinterpretano gli stili storici
Le case più rinomate hanno deciso di fare proprio di questi riferimenti la spina dorsale delle loro nuove linee. Bulgari recupera il celebre bracciale Serpenti Tubogas, reinterpretandolo in oro giallo con onice e diamanti. Cartier prosegue la tradizione della Panthère, accostando diamanti a onice e smeraldi per un effetto lussureggiante. Jean Schlumberger di Tiffany & Co. esplora temi floreali e stellari, mentre Giorgio Visconti predilige una grafica netta con onice e pavé di piccoli diamanti. Infine, Marco Bicego introduce il collier Lunaria, una cascata di foglie in oro degradé con incrustazioni di diamanti in linea con una filosofia più naturalistica.
Esempi di firma: Bulgari, Cartier, Tiffany & Co., Giorgio Visconti, Marco Bicego
Ogni maison presenta una propria reinterpretazione, ma tutte condividono la volontà di far dialogare oro e pietre preziose senza gerarchie fisse. Il risultato è una collezione coesa ma varia, capace di soddisfare gusti tradizionali e desideri di modernità. Il brillante non è più l’unico protagonista: la tavolozza cromatica è posta al centro della scena.
Colori e contrasti: una tavolozza senza gerarchie
Questa stagione, oropietre di colore e diamanti dialogano liberamente. I fancy diamonds gialli di Crivelli, i rubini e il corallo di Van Cleef & Arpels, il blu intenso del bronzo di Vhernier e le tormaline Paraíba del collier Damiani mettono i colori in primo piano. L’oro, inoltre, varia tra giallorosa e bianco o si intreccia nelle tre tonalità in una sola opera, come nella collana a cravattino di Fope.
Questa sinergia cromatica rende i gioielli più personali poiché i contrasti di colore e le superfici inaspettate permettono a chi li indossa di esprimere una propria identità. Il risultato è un’alchimia di materiali nobili che conferisce ai pezzi un carattere contemporaneo pur mantenendo l’ eleganza senza tempo tipica dell’alta gioielleria.



