La recente sfilata di Prada, tenutasi a Milano, ha rappresentato un momento cruciale per la moda maschile, grazie alla visione innovativa di Miuccia Prada e Raf Simons. La collezione per l’inverno 2026-27 si distingue per il suo approccio sobrio e incisivo, sostenuto da una scenografia che richiama la decostruzione e l’analisi sociale.
Un allestimento evocativo
Il palcoscenico della sfilata era un imponente spazio allestito con elementi architettonici che richiamavano le sculture di anarchitettura di Gordon Matta-Clark. Le facciate e i portici, apparentemente danneggiati, creavano un’atmosfera che parlava di trasformazione e ristrutturazione. Ogni pezzo della scenografia sembrava raccontare una storia, riflettendo il tumulto sociale e politico attuale.
Un viaggio tra stili e materiali
La collezione presentava una gamma di silhouette asciutte e rigorose, con cappotti in tweed Donegal e pelle, caratterizzati da spalle morbide e una lunghezza sotto il ginocchio.
Questi capi si contrapponevano ai volumi esuberanti che avevano caratterizzato altre presentazioni, trasmettendo un messaggio chiaro: la bellezza della forma pura deve essere riacquistata.
Rivoluzione estetica e sociale
Con la loro proposta, Prada e Simons non si sono limitati a riproporre elementi classici della moda maschile, ma hanno sfidato le convenzioni. I colli delle camicie rigate sono stati ridisegnati, mentre i gemelli penzolavano dai polsini, creando un’immagine di rottura con il tradizionale abbigliamento politico.
Un’esperienza di moda riflessiva
Miuccia Prada ha definito il processo creativo come scomodo, un punto di incontro tra il mondo della moda e la realtà contemporanea. La sfida consisteva nel coniugare l’estetica con un messaggio di innovazione sostenibile e ricerca della bellezza. La nuova cappa cardinalizia, ad esempio, rappresenta un’opzione sia discreta che audace, simbolo di una moda che non teme di osare.
Il richiamo al passato e la ricerca del futuro
La collezione di Prada ha saputo mantenere un legame con il passato, mentre si proietta verso un futuro incerto. Con elementi che richiamano l’estetica degli anni ’90, i look presentati hanno risvegliato ricordi e nostalgia, ma con una struttura rinnovata. I trench, le giacche e i pantaloni si sono evoluti, presentando dettagli come maniche lunghe e polsini doppi, mantenendo però un forte senso di riconoscibilità.
La bellezza come dichiarazione
In un momento storico di grande transizione, la moda diventa un mezzo per esplorare e affrontare le incertezze del presente. Con questa collezione, Prada non offre semplicemente vestiti, ma invita a riflettere su cosa significhi essere alla moda in un mondo in cambiamento. Raf Simons ha sottolineato l’importanza di esprimere concetti chiari e precisi, creando una connessione emotiva con il pubblico.
La sfilata di Prada per l’inverno 2026-27 non è solo una celebrazione dello stile, ma un vero e proprio manifesto di come la moda possa rispondere ai bisogni e alle inquietudini contemporanee. La ricerca della bellezza e dell’eleganza si intreccia con una profonda riflessione sulla società, rendendo questa collezione una delle più significative della stagione.