Marco De Vincenzo firma la collezione Etro AI 2026-27, presentata il 26/02/2026. La proposta punta su un movimento continuo: capi che sembrano fluire da un universo all’altro mantenendo il patrimonio stilistico della maison. La collezione mette in scena un dialogo tra passato e presente, tra tessuti e ricami e tra silhouette contemporanee e riferimenti storici che costituiscono il dna del brand.
Un racconto per immagini e sensazioni
Dalla scena descritta in precedenza prende avvio un percorso che mette a fuoco la continuità creativa. Il corpo della collezione procede per accostamenti e sovrapposizioni, dove il motivo paisley convive con stampe storiche reinterpretate in chiave contemporanea. I tagli moderni definiscono volumi fluidi e allo stesso tempo strutturati, con una palette che alterna toni caldi a contrasti più freddi. Questo approccio evidenzia la capacità del designer di rinnovare il heritage del marchio senza limitarne le radici storiche.
Le lavorazioni privilegiano dettagli che traducono riferimenti classici in elementi di uso quotidiano, favorendo una lettura della collezione sia estetica sia funzionale.
Materia, forma e memoria
La collezione prosegue il filo della continuità creativa con una scelta materica centrale. Tessuti pregiati e lavorazioni artigianali convivono con linee essenziali e volumi studiati. I dettagli richiamano tradizioni tessili diverse e si integrano in chiave quotidiana. In questo equilibrio tra artigianalità e contemporaneità, ogni capo conserva una memoria rinnovata senza risultare nostalgico.
Il risultato è un guardaroba che parla a più generazioni, dove il senso di continuità è tanto estetico quanto funzionale. Roberto Conti sottolinea come, anche nel campo della moda, la scelta della location creativa influenzi percezione e valore della collezione.
Il filo conduttore: continuità e contaminazione
Roberto Conti osserva che, per questa collezione, la scelta della location creativa consolida la lettura estetica e ne accresce il valore percepito. Nel mercato immobiliare la location è tutto, e la metafora si applica alla moda come cornice interpretativa.
La parola chiave resta continuità, intesa non come mera ripetizione, ma come capacità di richiamare elementi consolidati e reinterpretarli. La collezione mette a confronto mondi diversi: tecniche tessili tradizionali e sperimentazioni contemporanee convivono con equilibrio.
La logica di contaminazione si manifesta nei contrasti pianificati. Si alternano tradizione e innovazione, ornamento e semplicità, sapienza manuale e processi industriali. Il risultato è una visione coesa che non sacrifica l’identità della griffe.
I dettagli confermano la strategia: cappotti con decorazioni artigianali affiancano capi dal taglio essenziale, e palette cromatiche storiche vengono rilanciate in combinazioni inedite. Nei capi successivi emergono gli esiti concreti di questa continuità creativa.
Rinnovare il DNA senza tradirlo
Nei capi successivi emergono gli esiti concreti di questa continuità creativa. De Vincenzo non sovverte il passato, lo ricolloca in un lessico contemporaneo.
Le iconografie di Etro affiorano reinterpretate: il paisley assume valore di segno grafico moderno e i ricami tradizionali diventano applicazioni essenziali. Le stampe etniche si integrano con geometrie attuali, generando un linguaggio estetico coerente con il patrimonio del marchio.
Questa operazione risponde a una strategia mirata a consolidare la brand identity e ad ampliare la platea di riferimento. Le scelte stilistiche privilegiano leggibilità e modernità, senza annullare l’heritage storico.
Impatto e lettura critica
La collezione, nella sua semplicità apparente, richiede una lettura stratificata. Risponde alle aspettative dei clienti fedeli all’estetica storica di Etro e si confronta con le esigenze del mercato contemporaneo. Da un lato conferma il rispetto per l’archivio; dall’altro introduce aperture verso linguaggi nuovi. Il direttore creativo agisce così su due livelli: conservazione e innovazione.
Verso un pubblico più ampio
Il risultato è una proposta facilmente integrabile in contesti diversi: eleganza quotidiana, occasioni formali e abbinamenti casual. La forza della collezione risiede nell’adattabilità, conseguenza di scelte stilistiche mirate. Mantiene il heritage storico e offre spazio a interpretazioni personali e moderne. Il filo rosso con la tradizione resta percepibile senza appesantire la portabilità dei capi.
Eredità e trasformazione
La sfilata del 26/02/2026 dimostra che la moda contemporanea può essere al tempo stesso fluida e radicata. Marco De Vincenzo per Etro ha orchestrato influenze diverse in un discorso coerente. La proposta valorizza il heritage senza impedirne la trasformazione. Il patrimonio stilistico non viene trattato come vincolo, ma come risorsa da reinterpretare con creatività e rispetto. La passerella conferma la tendenza a integrare tradizione e portabilità senza appesantire i capi.