Cinque etichette emergenti che rivoluzionano la Milano Fashion Week 2026: le scoperte imperdibili

Cinque talenti emergenti da seguire alla Milano Fashion Week 2026: una panoramica sui designer che ridefiniscono l’identità della moda contemporanea attraverso linguaggi personali, pratiche sostenibili e debutti imperdibili. Scopri come ciascuno interpreta materiali ecologici, produzione responsabile e storytelling estetico, segnando potenziali nuovi riferimenti creativi e commerciali nel panorama milanese.

Milano si prepara ad accendere i riflettori sulla moda donna per l’autunno/inverno 2026/2027: la Milano Fashion Week va dal 24 febbraio al 2, con sfilate, installazioni e presentazioni diffuse in varie location della città. L’obiettivo è chiaro: celebrare i grandi nomi e offrire visibilità a una nuova generazione di creativi, mettendo al centro produzione italiana e pratiche più sostenibili.

Un calendario pensato per tutti La settimana milanese non è solo passerelle. Accanto alle sfilate tradizionali ci sono progetti espositivi, installazioni e momenti di networking dedicati a buyer, stampa e operatori. Organizzazioni come Camera Nazionale della Moda Italiana, Fashion Trust e Fondazione Sozzani mettono a disposizione mentoring, spazi espositivi e programmi per facilitare l’incontro tra giovani marchi, buyer internazionali e media. L’intento è costruire percorsi concreti di crescita commerciale, senza abbandonare la produzione locale.

Perché questa edizione punta sui talenti emergenti In cartellone figurano iniziative istituzionali come il CNMI Fashion Hub e collaborazioni con realtà di filiera e retail — fra cui Rinascente e Lineapelle — oltre a progetti indipendenti che puntano su sostenibilità e identità produttiva. Queste piattaforme cercano di creare opportunità reali per i designer emergenti: spazi per mostrare le collezioni, contesti per testare l’offerta commerciale e occasioni per costruire relazioni professionali durature.

Appuntamenti chiave Tra gli eventi di apertura spicca il debutto del Fashion Hub a Palazzo Morando, con inaugurazione alle 13:00 del 24 febbraio e accesso al pubblico nel pomeriggio.

Progetti come “NEXT ON AIR” e le vetrine dedicate in Rinascente selezionano marchi indipendenti e facilitano l’incontro con buyer e stampa, traducendo la visibilità in possibili ordini e collaborazioni.

Cinque nomi da segnare in agenda Ci sono cinque realtà emergenti da tenere d’occhio per la stagione A/I 2026/27: Moja Rowa, Florania, Venerdì Pomeriggio, Casa Preti e Pecoranera Studio. Ognuna racconta una diversa via alla sostenibilità e alla qualità produttiva, e tutte offrono segnali interessanti per le tendenze future.

Moja Rowa — artigianalità che dura Dietro Moja Rowa ci sono Yelena Mojarova ed Edward Benedikt Sittler: un progetto iniziato a Londra, sviluppato in Messico e ormai radicato nelle Marche, a Gabicce Monte. Il brand lavora su capsule limitate, tagli sartoriali e materiali locali, puntando sulla riparabilità dei capi e sull’idea di longevità. La collezione “Under The Apple Tree” ribadisce questa direzione: meno obsolescenza, più vestiti pensati per accompagnarti a lungo.

Florania — upcycling couture Florania, di Flora Rabitti, porta in passerella un upcycling interpretato con sensibilità couture: scarti e materiali riciclati diventano pezzi dal forte carattere sartoriale. La sfilata del 26 febbraio negli spazi Lineapelle è la prova pubblica di un progetto che mette al centro tracciabilità e lavorazione accurata, confermando la tendenza verso capi più duraturi e dal valore etico riconoscibile.

Venerdì Pomeriggio — domesticità e ironia Il debutto di Venerdì Pomeriggio, il nuovo marchio di Vivetta Ponti, arriva il 24 febbraio con una proposta giocosa e intima. L’immaginario riprende elementi di interior design — fiocchi, oggetti domestici, dettagli rinascimentali rielaborati in chiave volutamente kitsch — per creare capi genderless che somigliano a piccoli oggetti d’affetto. La comunicazione gioca molto sui social, anticipando pezzi e storie dietro la collezione.

Casa Preti — territorio e pittura Casa Preti apre la settimana con un racconto che omaggia il Sud e la tradizione artistica, ispirandosi al pittore Mattia Preti. Fondato da Mattia Piazza, il brand mantiene la produzione a Palermo, con un forte legame al territorio: gli abiti vengono pensati come “spazi da abitare”, unendo funzionalità e riferimenti pittorici in una proposta molto identitaria.

Pecoranera Studio — maglieria poetica Pecoranera Studio è un collettivo che reinventa la maglieria usando filati riciclati provenienti da filatoi italiani. Il risultato è una maglieria sperimentale che racconta storie di mito, natura e materia, esplorando contrasti come luce e ombra o resistenza e fragilità. L’approccio valorizza competenze artigianali locali e processi a minor impatto ambientale.

Un calendario pensato per tutti La settimana milanese non è solo passerelle. Accanto alle sfilate tradizionali ci sono progetti espositivi, installazioni e momenti di networking dedicati a buyer, stampa e operatori. Organizzazioni come Camera Nazionale della Moda Italiana, Fashion Trust e Fondazione Sozzani mettono a disposizione mentoring, spazi espositivi e programmi per facilitare l’incontro tra giovani marchi, buyer internazionali e media. L’intento è costruire percorsi concreti di crescita commerciale, senza abbandonare la produzione locale.0

Scritto da Staff

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