cime tempestose di emerald fennell: il design che trasforma il romanzo

un'analisi delle scelte visive e materiche di Emerald Fennell per la nuova trasposizione di cime tempestose, tra pareti che 'sudano', mani scolpite e un dualismo domestico potente

Emerald Fennell porta in sala una rilettura sensoriale di Wuthering Heights

Emerald Fennell presenta una rilettura cinematografica di Wuthering Heights incentrata sull’impatto sensoriale. Il film, in uscita in Italia il 12 febbraio, privilegia l’effetto emotivo dei luoghi rispetto alla fedeltà storica.

Le scelte registiche trasformano la scenografia in un elemento narrativo autonomo.

Location e set

Le principali scenografie sono state realizzate presso i Warner Bros. Studios Leavesden con riprese nel Yorkshire Dales National Park. I set cercano un’accuratezza di sensazione piuttosto che di epoca. Superfici lucide imitano la pioggia, muri appaiono come pelle e oggetti organici trasformano le stanze in corpi domestici.

Scenografia come personaggio

L’intento è rendere gli ambienti percepiti prima che compresi.

La scenografia assume funzione narrativa e psicologica. Il design risulta volutamente esagerato e ossessivo, finalizzato a suscitare una risposta emotiva nello spettatore più che a ricostruire un periodo storico.

La dicotomia delle case: Wuthering Heights vs Thrushcross Grange

La scelta estetica delle due dimore prosegue la lettura sensoriale già avviata dal film e stabilisce il contrasto centrale della narrazione. Wuthering Heights è concepita come uno spazio ostile, dominato da materiali grezzi e da una natura invasiva.

Le superfici ruvide, i toni scuri e la disposizione degli arredi favoriscono una percezione di durezza primordiale.

Al contrario, Thrushcross Grange si presenta con una tavolozza vivace e tessuti lussuosi. Colori caldi, pattern ricercati e oggetti di manifattura raffinata suggeriscono la seduzione della civiltà e il potere del gusto borghese. Questo dualismo estetico funziona da codice narrativo: non solo segna una distanza geografica, ma definisce classi sociali e dinamiche emotive tra i personaggi.

Dal punto di vista visivo, le scelte materiche amplificano il conflitto tematico. Gli elementi scenografici agiscono come biomarker emotivi, enfatizzando aggressività o controllo. I dati real-world del linguaggio cinematografico indicano che tali contrasti cromatici e tattili aumentano la risposta empatica dello spettatore, consolidando il ruolo degli ambienti nella costruzione dei caratteri.

Gli elementi di Wuthering Heights

Le superfici del film appaiono lucide e costantemente umide, con pavimentazioni esterne che riflettono il clima della brughiera. Le scelte scenografiche comunicano un senso di oppressione: soffitti bassi in cucina, angoli stretti e materiali consumati. Questi elementi accentuano la sensazione di intrappolamento fisico dei personaggi e trasformano il set in un elemento narrativo attivo. La concretezza tattile e i contrasti luminosi consolidano la funzione degli ambienti nella costruzione dei caratteri, aumentando la risposta emotiva dello spettatore.

Thrushcross Grange: un interno che tocca i sensi

Dopo aver consolidato la funzione degli ambienti nella costruzione dei caratteri, la scenografia di Thrushcross Grange si presenta come una scatola di sensazioni. Le tende in cellophane e i tappeti, concepiti per richiamare venature organiche, accentuano la componente tattile degli spazi. Le pareti mostrano una condensa artificiale che suggerisce umidità persistente e instabilità climatica.

La sala da pranzo ospita una casa delle bambole in miniatura, utilizzata come metafora del controllo e della nostalgia. Il décor include oggetti inaspettati, come vasi con pesci rossi e superfici che rimandano alla pelle umana. Pannelli stampati con immagini del corpo dell’attrice aumentano l’effetto di prossimità fisica e contribuiscono a una regia degli sguardi volta a intensificare la risposta emotiva dello spettatore.

Corpi, mani e simbolismi: elementi ricorrenti

La scenografia prosegue la narrazione visiva iniziata negli ambienti di Thrushcross Grange. Le superfici e gli oggetti inquadrati aumentano la sensazione di prossimità fisica e orientano la regia degli sguardi verso reazioni emotive più intense. Tra i motivi ricorrenti emergono arti e manoscritti scultorei che punteggiano gli spazi domestici.

Questi oggetti svolgono una funzione simbolica precisa. Le mani in gesso impiegate come portacandele, le sculture inserite nei camini e le installazioni disseminate negli interni richiamano concetti di possesso, sensualità e contatto. Il ricorso a elementi antropomorfi trasforma l’abitazione in un soggetto narrativo, capace di riflettere e amplificare le tensioni tra i personaggi.

Materiali e tecniche per creare l’effetto ‘vivo’

Il reparto scenografia ha adottato soluzioni materiali non convenzionali per ottenere texture organiche. Sono stati sperimentati lattice, stampe fotografiche tessute e finiture lucide che simulano sudore o condensa. L’utilizzo diretto delle mani del cast e della troupe come modelli per impronte in gesso ha introdotto un elemento di familiarità disturbante.

L’uso del materiale si configura come linguaggio narrativo. Superfici e texture traducono stati psicologici in elementi visivi immediati. Dal punto di vista stilistico, la combinazione di realismo tattile e artificio scenico intensifica la dimensione sensoriale del film.

Suono, colore e tecniche registiche

La regia prosegue la linea espressiva già avviata negli ambienti interni, ampliando la narrazione con scelte musicali e riferimenti culturali coerenti. La colonna sonora privilegia brani contemporanei che enfatizzano una lettura adolescenziale e passionale del romanzo, contribuendo a definire il tono emotivo delle scene.

La regista dichiara influenze che spaziano dal melodramma classico a pratiche registiche visive, con l’obiettivo di costruire un linguaggio cinematografico dialogante con un pubblico moderno. Il risultato è un adattamento non strettamente documentaristico ma sensoriale, che propone scenografie simboliche e soluzioni audaci. La combinazione di realismo tattile e artificio scenico trasforma gli spazi in esperienze percettive, affidando la narrazione a elementi sensoriali come pelle, acqua e oggetti carichi di significato.

Toccare il classico

Questa versione di cime tempestose privilegia la percezione sensoriale rispetto alla mera spiegazione narrativa. Le scelte scenografiche mirano a suscitare reazioni immediate e corporee, trasformando il décor in grammatica emotiva capace di rivelare e distorcere i sentimenti attraverso dettagli tattili e visivi.

La regia affida alla materia scenica la funzione di narratore non verbale, con elementi che modulano tensione e intimità. Lo spettatore viene coinvolto su più livelli percettivi, mentre la tessitura visiva amplia la comprensione dei personaggi senza ricorrere a esplicazioni.

Scritto da Staff

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