Il 29 aprile 2026 Chanel ha scelto Biarritz come palcoscenico per la sua sfilata Cruise 2026/2027, un appuntamento che segna l’esordio di Matthieu Blazy alla guida della linea. La cornice è carica di riferimenti storici e di suggestioni marine: il rumore dell’oceano diventa il sottofondo ideale di un racconto di stile che unisce tradizione e visione contemporanea.
In front row si sono seduti volti eccellenti del cinema e della moda, testimoni di un evento che ha voluto rimarcare il legame profondo tra la maison e la costa basca.
Un ritorno alle origini che parla di luogo e memoria
Biarritz, dove Gabrielle Chanel aveva già tracciato i primi passi della sua avventura couture, è stata reinterpretata in chiave moderna da Blazy. La sfilata non è un semplice omaggio d’epoca: è un ricamo di riferimenti che ripescano l’esprit della città — porti, caffè, club notturni e cabine da spiaggia — trasformati in abiti e silhouette.
L’idea è chiara: raccontare la donna in viaggio attraverso capi che permettono movimento e leggerezza, senza rinunciare a una grammatica precisa fatta di dettagli e codici riconoscibili.
Il guardaroba: equilibrio tra praticità e lusso
La messa a punto del guardaroba ruota attorno a un lessico che mescola daywear e sera. Dal reinterpretato abito nero, nodale nella storia della maison, a completi a righe e romper ispirati al mondo balneare, la collezione — composta da 79 look — esplora contrasti di funzione e decorazione.
I tessuti variano dal lino al jersey, passando per tweed alleggerito e sete stampate, studiati per restituire un senso di leggerezza anche nelle proposte più strutturate. Il risultato è una proposta coerente: capi che parlano di vita quotidiana e di evasione, pensati per una persona in costante movimento.
Materiali e lavorazioni
Particolare attenzione è riservata alle superfici: il tweed viene destrutturato in reti e crochet, le stampe richiamano cartoline di costa, mentre ricami tridimensionali evocano squame e riflessi marini. Le reti da pesca diventano mini dress, le sete danno fluidità a gonne midi con spacchi e camicie fluide. È una sartoria che dialoga con l’innovazione, trasformando materiali tradizionali in elementi di modernità e comfort.
Accessori, gioielli e lo spirito dell’eleganza
Gli accessori fungono da filo narrativo: foulard annodati in modo informale, catene e perline indossate in sovrapposizione e reinterpretazioni della celebre borsa 2.55 convivono con clutch a conchiglia e maxi tote in paglia. Le scarpe uniscono praticità e immaginario balneare — infradito con tacco e décolleté pensati per camminare con facilità — mentre i gioielli giocano con forme marine, in un ecosistema estetico che amplifica il racconto della collezione. L’approccio è quello di un lusso che privilegia il dettaglio piuttosto che lo sfarzo ostentato.
Un finale tra musiche e immaginari
Lo show si è chiuso sulle note di Emmenez-moi di Charles Aznavour, una scelta che ha trasformato la passerella in una piccola scena teatrale: sirene immaginate sulla spiaggia, abiti con ruches e volant che ondeggiano come l’acqua, e un’idea di nostalgia che diventa desiderio di fuga. L’effetto è quello di un circolo virtuoso tra memoria e sogno: Chanel, attraverso la visione di Matthieu Blazy, ha offerto un altrove immaginario in cui il passato alimenta nuove possibilità di stile e di interpretazione.