Cerimonia di chiusura a Verona: musica, arte e la diva vintage Margherita Vicario

Un racconto della cerimonia di chiusura del 22/02/2026 all’Arena di Verona che unisce opera, pop e tributi agli atleti con protagonisti come Margherita Vicario, Gabry Ponte e Achille Lauro

Cerimonia di chiusura di Milano Cortina 2026, svoltasi il 22/02/2026 all’Arena di Verona, ha celebrato atlete, atleti, volontari e territori. La serata ha unito la tradizione lirica con la musica contemporanea per valorizzare la diversità culturale e la vocazione al bello della manifestazione.

Il programma ha collegato la scena principale con il Teatro Filarmonico e le piazze cittadine. Si sono alternati segmenti di danza, omaggi musicali e momenti protocollari, organizzati per rendere omaggio allo sport e alle persone che hanno reso possibile l’evento.

Un’apertura teatrale tra opera e sorpresa

La cerimonia ha aperto la serata con una sequenza scenica che ha unito lirica e contemporaneità. Un dispositivo narrativo ha introdotto personaggi d’opera e figure esterne allo spettacolo.

Tra queste sono apparsi Deborah Compagnoni e Manuel Agnelli, presenze che hanno creato un ponte simbolico tra tradizione e contemporaneità. Il regista e la squadra creativa hanno orchestrato l’ingresso degli atleti come un passaggio collettivo dal palco alla piazza.

Il Teatro Filarmonico come seconda scena

La trasformazione del palcoscenico ha amplificato la dimensione pubblica dell’evento. Dal punto di vista del pubblico, la messa in scena ha favorito un coinvolgimento emotivo e visivo immediato.

La scelta di integrare elementi lirici con ospiti non convenzionali ha sottolineato l’intento di rendere la cerimonia accessibile a un pubblico eterogeneo.

La sequenza ha avuto l’effetto di normalizzare l’ingresso degli atleti come momento comunitario più che formale. Questo approccio ha rafforzato il tema commemorativo dedicato allo sport e alle comunità coinvolte, preparando la scena ai segmenti successivi della serata.

La cerimonia di chiusura si è svolta a Verona con modalità distribuite tra i due principali teatri della città. Il Teatro Filarmonico ha ospitato il coro e l’orchestra della Fondazione Arena, estendendo la scena oltre l’Arena e creando una continuità spaziale tra i luoghi. L’allestimento ha ampliato la geografia dello spettacolo e ha sottolineato il carattere diffuso dei Giochi.

La parata degli atleti e i momenti protocollari

La Parata degli Atleti ha rispettato il protocollo olimpico, aggiornandone però la cifra visiva con riferimenti contemporanei. Le bandiere delle delegazioni sono entrate accompagnate da omaggi alla colonna sonora del cinema italiano, reinterpretati da Calibro 35 con le voci di Margherita Vicario e Davide Shorty. La bandiera italiana è stata portata da cittadini provenienti dai territori olimpici, scelti per il loro impegno sociale e sportivo, a conferma del legame tra comunità locali e competizione internazionale.

Proseguendo la cerimonia, la rappresentanza locale ha sottolineato il legame tra comunità e manifestazione attraverso gesti simbolici e momenti istituzionali.

La fiaccola olimpica, già transitata nei bracieri di Milano e Cortina, ha fatto il suo ingresso in Arena custodita in una goccia di vetro. La goccia è stata portata da ex atleti di Lillehammer 1994. Il gesto ha acceso simbolicamente i Cerchi Olimpici sulla tribuna e ha unito passato e presente dello sport invernale.

Premiazioni e ricordi

Nel corso della serata si sono svolte le ultime premiazioni, con particolare attenzione allo sci di fondo. Il podio è stato montato al centro della scena per dare visibilità agli atleti premiati. Si è tenuto anche un segmento commemorativo dedicato ai protagonisti scomparsi.

Il momento di raccoglimento è stato accompagnato da brani di Puccini, scelti per restituire al protocollo una nota di malinconia e dignità. La sequenza ha rispettato la sobrietà richiesta in occasioni istituzionali e ha coinvolto il pubblico in tribuna.

Spettacoli, tributi e la festa finale

La parte conclusiva della serata ha alternato esibizioni musicali a tributi agli atleti e alle comunità ospitanti. Lo spettacolo ha puntato su una combinazione di tradizione e modernità per celebrare la chiusura dell’evento.

Lo spettacolo ha proseguito la sua traiettoria tra tradizione e innovazione con una sequenza di numeri coreografici e momenti collettivi.

Il programma artistico ha alternato coreografie contemporanee, come il segmento “The Beauty of challenge: elevation” basato su colonne specchianti e performance aeree, a omaggi di più ampia fruizione. Roberto Bolle ha interpretato un pezzo intitolato Il ciclo dell’acqua insieme a Joan Thiele. La coreografia ha voluto evidenziare la centralità dell’ambiente, dai ghiacciai ai mari, come tema chiave della serata.

La parte finale ha trasformato l’arena in una festa. Gabry Ponte ha omaggiato i volontari con un medley che ha coinvolto il pubblico in una coreografia collettiva. Gli spazi si sono poi animati per il ritorno alla musica pop con Major Lazer e special guest internazionali.

Margherita Vicario e la cifra vintage

Margherita Vicario ha proposto una lettura in stile Italian vintage della canzone d’autore, duettando con Calibro 35. Il numero ha consolidato il fil rouge tra cinema, musica e tradizione. Il costume retrò e la silhouette a clessidra, curati dallo stylist Simone Furlan, hanno rimandato al passato reinterpretato in chiave contemporanea. Dal punto di vista del pubblico, la performance ha garantito continuità tematica con la serata, mantenendo un equilibrio tra omaggio e innovazione.

Passaggio di consegne e chiusura ufficiale

Nel momento del passaggio di consegne il protocollo ha previsto il tradizionale scambio simbolico della bandiera, con le Alpi francesi presentate come sede dei Giochi Invernali 2030. Una breve sezione orchestrale ha introdotto la Marsigliese eseguita in forma ridotta e solenne. Il video di lancio ha illustrato la nuova visione artistica del comitato organizzatore francese, enfatizzando temi di innovazione e identità culturale.

Dopo i discorsi ufficiali si è chiusa la parte istituzionale della serata, con lo spegnimento simultaneo dei bracieri a Milano e Cortina, gesto che ha sancito la fine dei Giochi. Il video di lancio del comitato organizzatore francese aveva anticipato la nuova visione artistica, enfatizzando innovazione e identità culturale.

La festa pubblica è proseguita con l’intervento di Rigoletto, personaggio-guida che ha riacceso la scena per accompagnare il momento conclusivo e favorire la transizione verso l’intrattenimento serale. L’uscita di scena finale ha chiuso un capitolo intenso di sport e cultura, mentre la programmazione musicale e gli eventi collaterali hanno continuato ad animare le sedi fino a tarda notte.

Scritto da Staff

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