Burberry a Billingsgate: il trench rilegge Londra e celebra i 170 anni

Burberry chiude la London Fashion Week a Billingsgate con una collezione di Daniel Lee incentrata sul trench, sul check rielaborato e su un ritratto notturno di Londra

Daniel Lee a London Fashion Week

Daniel Lee ha presentato la collezione che ha chiuso la London Fashion Week sotto le arcate di Old Billingsgate. La sfilata ha valorizzato il trench rilanciandolo come capo serale e manifesto dell’identità della maison.

La mise en scène ha ricreato una Londra in trasformazione, con una rielaborazione decostruita del Tower Bridge e pozzanghere in resina. L’allestimento ha conferito all’insieme un’atmosfera notturna e metropolitana.

Il guardaroba ha mostrato l’incontro tra la tradizione sartoriale e tecniche contemporanee, con materiali sperimentali e tagli che ridefiniscono il capo classico. L’effetto complessivo ha enfatizzato la città come work in progress, soggetta a continue evoluzioni.

Il progetto scenografico e stilistico conferma l’intento di rinnovare i codici della maison attraverso un linguaggio urbano e contemporaneo.

Il trench rilevato: da uniforme a going-out coat

Nel progetto di Lee il trench perde l’austerità delle origini militari per assumere una grammatica femminile e urbana. La silhouette si alleggerisce attraverso tagli più morbidi e l’introduzione di volant e rouches che addolciscono colletti e spalle. Tessuti come la faille e il popeline di seta trasformano l’impermeabile in un capo di desiderio, adatto sia al giorno sia alla sera.

Alcuni modelli si aprono come abiti, rivelando strati di plissé e drappeggi leggeri che favoriscono la transizione tra momenti diversi della giornata. La reinterpretazione mantiene riferimenti storici al capo originale, ma li rilegge con un linguaggio contemporaneo e metropolitano.

Funzione e glamour

A partire da questa rilettura storica, Lee osserva il ruolo del cappotto nell’abbigliamento cittadino. A Londra il capo spesso definisce per primo un outfit serale. Nasce così il concetto di going-out coat, inteso come capo strutturato ma al tempo stesso fluido. La giustapposizione di funzione ed estetica è centrale: il modello protegge dalle intemperie e costituisce un elemento d’immagine per la donna metropolitana. La collezione privilegia una femminilità urbana misurata, priva di eccessi teatrali e pensata per i ritmi della città.

Materie prime e lavorazioni: shearling, pelli e tecniche artigianali

La collezione privilegia una femminilità urbana misurata e prosegue con una ricerca materica attenta. Lo shearling è lavorato per evocare superfici preziose come il visone o il cavallino. Le lavorazioni creano vari livelli di texture senza ricorrere a decorazioni eccessive. Le pelli appaiono in versioni lucide, intrecciate o spalmate e vengono impiegate per jumpsuit, gonne plissé e cappotti dal taglio netto. Queste soluzioni materiali sostengono un’eleganza metropolitana che unisce comfort e sartorialità.

Artigianalità e innovazione

Accanto alle pelli emergono lavorazioni tessili di matrice artigianale. Jacquard spalmati e intrecci manuali conferiscono profondità alle superfici. I dettagli in pelle interrompono il motivo tartan tradizionale, introducendo contrasti strutturali. L’approccio combina tecniche classiche con sperimentazioni estetiche, rendendo ogni capo riconoscibile per la qualità delle finiture e la cura sartoriale.

Codici visivi: il check ‘glitchato’ e la mappa d’archivio

Burberry ha rielaborato il tradizionale check non come riferimento nostalgico, ma attraverso un processo di glitch che altera la geometria dei motivi. Le trame si distorcono con intrecci di pelle e stampe jacquard, creando superfici visive instabili e sovrapposizioni materiche.

Un motivo centrale è stata la stampa di una mappa della città recuperata dagli archivi, applicata su capispalla e parka per trasformare i capi in manifesti della metropoli. La palette cromatica resta notturna: blu inchiostro, bordeaux, nero e toni umidi con riflessi iridescenti che richiamano luci artificiali e asfalto bagnato. La combinazione di tecnica e cromia rafforza l’idea della città come soggetto e sfondo della collezione.

Ospiti, front row e atmosfera

Il front row ha consolidato il tema britannico della serata, con presenze che hanno confermato l’orientamento della maison. Tra gli ospiti spiccava Kate Moss, seduta accanto alla figlia Lila. Altri invitati provenivano dai settori della cultura e dello sport, a testimonianza dell’appeal internazionale del brand.

In passerella sono emersi volti riconoscibili della scena britannica contemporanea, a sottolineare la continuità tra heritage e nuova energia creativa. La colonna sonora, affidata in parte a FKA twigs, ha creato un mood sofisticato e lievemente inquieto. La scenografia industriale e i giochi di luce hanno rafforzato l’unità narrativa, offrendo una visione coerente del prossimo sviluppo della maison.

Un momento di consolidamento per Daniel Lee

Daniel Lee ha offerto una prova di consolidamento professionale alla chiusura della London Fashion Week. Ha rielaborato i codici storici della maison con attenzione commerciale e sensibilità couture, mantenendo una chiarezza d’intenti. Il risultato si presenta come una collezione coerente, pensata per l’uso quotidiano e per l’apparizione scenica.

La sfilata ha ribadito l’identità londinese di Burberry attraverso tagli urbani e rifiniture curate. La scelta di valorizzare il trench ha confermato l’omaggio alla tradizione della casa, pur rinnovandone le proporzioni e i materiali. La scenografia e l’illuminazione, già presenti durante la serata, hanno rafforzato l’unità narrativa e indicano una direzione stilistica che la maison potrebbe sviluppare nelle prossime stagioni.

Scritto da Staff

Novità e protagonisti della London Fashion Week 19-23 febbraio 2026