brignone bis: l’oro nel gigante che chiude il cerchio a Milano Cortina

Brignone vince l'oro nel gigante a Milano Cortina 2026 consolidando un'impresa sportiva dopo un anno difficile e guidando la carica azzurra con altri podi importanti

La prova di Federica Brignone ha lasciato il segno a Milano-Cortina 2026: il 15 febbraio la valdostana ha conquistato l’oro nello slalom gigante, firmando così una doppietta che segue il successo nel supergigante. Dopo un periodo d’incertezza causato da un infortunio, la sua vittoria su un palcoscenico così grande ha il sapore di una rivincita personale e rilancia l’Italia nello sci alpino femminile.

Sulla pista di Cortina Brignone ha saputo dosare coraggio e controllo, cercando la linea con decisione ma senza mai perdere precisione. È stata una prestazione che mescola talento consolidato e tanta esperienza: la capacità di adattarsi alle condizioni e di reggere la pressione ha fatto la differenza, permettendole di imporsi in due discipline tecniche molto diverse tra loro.

Questa doppia affermazione non è solo un record sportivo: racconta anche la storia di una carriera che ha saputo ripartire.

Le congratulazioni sono arrivate da più fronti, da colleghi del passato come Alberto Tomba e Deborah Compagnoni fino a commenti più istituzionali. Federica ha risposto con naturalezza, ironia contenuta e consapevolezza del peso storico del risultato.

La giornata azzurra ha avuto altri spunti importanti. Nel biathlon Lisa Vittozzi ha vinto l’oro nell’inseguimento sui 10 km, centrando il bersaglio con lucidità al poligono. Nel snowboard cross a coppie Michela Moioli e Lorenzo Sommariva hanno portato a casa l’argento, mentre la staffetta maschile di sci di fondo ha strappato un bronzo grazie a una rimonta decisiva nell’ultima frazione.

Nel pattinaggio di velocità la prova di qualificazione dell’inseguimento a squadre ha visto gli azzurri segnare il miglior tempo, assicurandosi l’accesso diretto alla semifinale. Non sono però mancate le difficoltà: il curling femminile ha incassato un’altra sconfitta e Pietro Sighel, nel corto pista, è stato tradito da una caduta che ha compromesso la sua gara.

I commenti emersi dopo queste giornate vanno oltre i risultati: tecnici, addetti ai lavori e dirigenti parlano di un movimento in crescita ma ancora bisognoso di investimenti mirati. Il successo di Brignone e le medaglie delle altre discipline alimentano l’interesse pubblico e offrono argomentazioni forti per destinare risorse ai settori giovanili e alla formazione. C’è anche una richiesta netta: ampliare la presenza femminile nelle figure tecniche, perché allenatrici e dirigenti donne possono fare la differenza nella crescita delle atlete.

Più in generale, l’immagine che resta è quella di un movimento che alterna momenti esaltanti a passaggi complicati — esattamente come nello sport che conta davvero. Queste giornate serviranno da banco di prova per le strategie future: si discuterà di programmi formativi, di supporto medico e di opportunità concrete per chi sta emergendo. Per i giovani atleti e per il pubblico, però, rimane un messaggio chiaro: perseverare e rimanere pronti alle svolte può cambiare il corso di una carriera.

Scritto da Staff
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