Durante le sfilate milanesi la proposta autunno/inverno di Blumarine, firmata da David Koma, si presenta come un racconto teatrale. La collezione intreccia riferimenti cinematografici, eredità fotografica e un immaginario veneziano. Esprime una femminilità potente che unisce morbidezza e struttura, romanticismo e autorità.
Venezia è il motore emotivo della collezione: non si tratta di citazioni letterali ma di atmosfere. Un’atmosfera barocca si traduce in volumi scultorei e palette drammatiche. Il nero, il rosso, il bianco e i metallici scandiscono un linguaggio visivo sontuoso e contemporaneo. Koma lavora sulla tensione tra struttura e morbidezza: cappotti dalle linee nette e cappe maestose convivono con miniabiti a palloncino. I contrasti si completano con pizzi Chantilly e georgette lamé, pensati per coniugare autorità e delicatezza.
La transizione dai tessuti al dettaglio prosegue con la rosa, riproposta in chiave riconoscibile ma trasformata. I petali appaiono intagliati e le rosette plissé soleil in oro affermano una presenza decorativa e strutturale. Il fiore compare su bottoni smaltati, fibbie e motivi metallici applicati a maglie e gioielli. Qui la rosa non è soltanto ornamento: diventa elemento di definizione del ruolo femminile nella cifra estetica della collezione.
La strategia degli accessori accentua l’effetto protettivo della silhouette. Bottoni costruiti come gabbie, imbracature-top e collane a più fili svolgono una funzione sia estetica sia strutturale. Gli elementi richiamano forme di armature preziose e contribuiscono a una lettura ambivalente della figura femminile, al tempo stesso vulnerabile e decisa. Le sling-back con puntali metallici completano la proposta, consolidando il contrasto tra fragilità e autorità espresso nella collezione.
Proseguendo dalle sling-back con puntali metallici, la sfilata introduce pattern che richiamano l’immaginario veneziano. I pattern a rombo ispirati all’Arlecchino convivono con cameo raffiguranti rose, leoni e farfalle. Le mantelle in pelo di capra, i tailleur in neoprene e i cappotti arlecchino dimostrano la volontà di reinterpretare i codici storici in chiave contemporanea. L’operazione mantiene un saldo legame con l’estetica originaria della maison e con il registro formale della collezione.
A fianco delle proposte di Blumarine, Milano ospita altre letture stagionali. Moschino, sotto la guida di Adrian Appiolaza, propone un omaggio all’Argentina del direttore creativo, integrando stampe e accessori che rimandano alla patria d’origine. L’approccio resta ironico e narrativo, con accessori-sorpresa come borse a forma di telefono a disco, sacchetti di churros o cactus in vaso. Il risultato è un gioco sulla memoria e sul quotidiano che contrasta con le altre declinazioni formali viste in passerella.
Il richiamo alla memoria domestica prosegue dalla scena precedente e mantiene il tono contrastante già osservato in passerella. Appiolaza costruisce un set che rimanda a paesaggi e oggetti dell’infanzia, traducendoli in longuette, cardigan oversized e stampe equestri. Il risultato è un modo di vestire che unisce nostalgia e modernità, pur conservando il tono ironico e teatrale associato a Moschino. La proposta crea un gioco tra memoria individuale e immagine collettiva del quotidiano.
La proposta di Matteo Tamburini per Tod’s celebra il Made in Italy con un forte accento sulla lavorazione della pelle, ispirata all’arte della selleria. Il layering domina la silhouette: maglioni morbidi si sovrappongono a longuette, blazer sono segnati da cinture sottili e foulard richiamano un’eleganza pratica. L’insieme privilegia funzionalità e cura artigianale, con un equilibrio tra rigore sartoriale e uso quotidiano. La sfilata prosegue offrendo altre declinazioni del tema centrale.
La presenza di mocassini, del gommino iconico e di tagli asimmetrici mostra come la tradizione si aggiorni senza perdere identità. La pelle è lavorata con tecniche sartoriali che richiamano il mondo equestre. Il lettering applicato ai capi introduce un’idea di personalizzazione discreta e distintiva.
Nel complesso, le passerelle evidenziano una stagione di contrasti tra opulenza e funzionalità, ironia e nostalgia, romanticismo e forza. La visione di David Koma per Blumarine delinea una diva moderna che utilizza la moda come linguaggio di potere, mentre Moschino e Tod’s apportano declinazioni legate all’identità e al mestiere. La sfilata prosegue offrendo ulteriori variazioni sul tema, con sviluppi attesi nelle prossime presentazioni di stagione.
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