La notte degli Oscar si è trasformata, come sempre, anche in una passerella informale dove le star si concedono un cambio d’abito per il after party. Al centro dell’attenzione è rimasto il Vanity Fair Oscar Party 2026, evento in cui molti volti noti hanno abbandonato la rigidità della cerimonia per osare con silhouette più decise, scintillanti o minimaliste.
Questo articolo passa in rassegna i look che hanno attirato gli sguardi, evidenziando le maison coinvolte e le tendenze ricorrenti: dal total black ai volumi drappeggiati, dalle paillettes alle trasparenze. Troverete anche riferimenti al contesto della serata, compreso il luogo dell’after party, e un breve approfondimento sulle scelte stilistiche più rappresentative.
Perché il cambio d’abito è il vero spettacolo dell’after party
Il concetto di after party non è solo un dopocena: è il momento in cui le celebrità rinegoziano l’immagine pubblica.
Molti hanno sfruttato la transizione tra red carpet e festa per proporre look che parlano più di personalità che di protocolli. È qui che nascono spesso i momenti di moda più chiacchierati, perché gli outfit abbandonano la formalità da cerimonia per abbracciare dettagli scenici come frange, piume, e tagli cut-out.
Dove si è svolto l’after party
Il Vanity Fair Oscar Party 2026 si è tenuto presso il nuovo spazio legato al Los Angeles County Museum of Art (LACMA), una cornice architettonica che ha fatto da contrasto alle scelte glamour delle star.
La location, tra cemento e vetro progettati dall’architetto Peter Zumthor, ha fornito un palcoscenico contemporaneo per abiti che spaziavano dal minimalismo anni ’90 a esplosioni di decorazioni.
I look che hanno dominato la serata
Tra le presenze più fotografate, Jessie Buckley ha abbandonato il lungo rosa indossato per la premiazione per un abito nero Chanel con scollatura profonda a V e dettagli a fiocco sulle spalle, scelta che ha enfatizzato una silhouette più spilungata e notturna. Diverso ma altrettanto evocativo è stato l’abito di Sarah Pidgeon, firmato Calvin Klein, un long dress argentato incrostato di cristalli che ha richiamato in modo velato lo stile di Carolyn Bessette, mixando minimalismo e luccichio in una soluzione contemporanea.
Nel gruppo dei look monocromatici spiccano Kaia Gerber in un drappeggio total red di Givenchy e Nicole Kidman in un abito dorato a rete di Chanel, entrambi esempi di come il colore o la texture possano definire l’intero outfit. Più audaci sono stati i tagli: Naomi Watts ha scelto un monospalla nero di Balenciaga con paillettes e un marcato cut-out, mentre Olivia Rodrigo ha puntato su un mini firmato Saint Laurent con maxi fiocco e gonna di piume, giocando sul contrasto tra bon ton e irriverenza.
Altri protagonisti della serata
Jessica Alba ha confermato il fascino intramontabile del nero con un modello senza spalline di Tamara Ralph, tempestato di paillettes e rifinito con piume; Dua Lipa ha scelto teatralità con un corpetto in velluto e frange dorate firmato Schiaparelli Couture. Tra i look più sottili e sartoriali troviamo Renate Reinsve in mousseline e jersey trasparente con décolleté e gioielli di Louis Vuitton, e Elle Fanning in bustier nero Givenchy completato da un maxi fiocco.
Outfit maschili e coppie che non passano inosservate
La serata non è stata esclusiva del guardaroba femminile: gli attori della serie Heated Rivalry, Hudson Williams e Connor Storrie, hanno sorpreso con due mise coordinate total black. Williams ha sfoggiato una blusa see-through drappeggiata firmata Balenciaga, mentre Storrie ha preferito una silhouette più aderente di Saint Laurent completata da un choker di diamanti di Tiffany & Co. Questi look hanno dimostrato come trasparenze e gioielleria possano ridefinire il concetto di elegante per il guardaroba maschile.
Tendenze emerse e conclusione
Dal racconto della serata emergono alcune tendenze chiare: il ritorno del nero in chiave serale, la presenza massiccia di paillettes e cristalli, le rifiniture in piume e le trasparenze strategiche. Inoltre, l’omaggio al minimalismo anni ’90 è stato evidente, specialmente nel look di Sarah Pidgeon, che ha unito riferimenti a Carolyn Bessette con un linguaggio contemporaneo. In sintesi, il Vanity Fair Oscar Party 2026 ha messo in scena tanto la celebrazione del glamour quanto la capacità delle star di trasformare il cambio d’abito in un gesto comunicativo di stile.